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Ruth Bader Ginsburg

Domina

“Be a lady and be independent: my mom told me";

“Siì una donna e siì indipendente:disse mia mamma”;

Ruth Bader Ginsburg diventò entrambe le cose.

Ruth Joan Bader Ginsburg nasce a Brooklyn il 15 Marzo del 1933 da genitori ebrei immigrati dalla Russia. Iscritta alla Harvard Law University, faceva parte del gruppetto delle sole nove ragazze in una classe di cinquecento ragazzi. Difatti, negli anni in cui Ruth iniziò la sua carriera, la donna era vittima del sistema maschilista. Ella non aveva gli stessi diritti dell’uomo, veniva licenziata se rimaneva incinta, per aprire un conto in banca necessitava della firma del marito, lo stupro dal parte del coniuge non era considerato un delitto, e molto altro.

Ruth fece della sua lotta personale una lotta per tutto il genere femminile: ottenere la parità di genere diventa il suo obiettivo primario. La sua battaglia la portò, durante l'amministrazione Clinton nel 1993, a diventare la seconda donna (attualmente sono quattro) a presiedere nella Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. Donna di elevato acume, collezionò brillanti risultati ad Harvard e alla Columbia, diventando un avvocato in un momento storico in cui era pressoché impossibile vedere donne occupare la professione legale.

Nel 1971 Ruth pubblicò due articoli di revisione della legge in ambito delle libertà delle donne, tenendo, inoltre, un seminario sulla discriminazione di genere. Ginsburg ha anche collaborato con l'American Civil Liberties Union (ACLU) per redigere brief in due casi federali.

Il primo (originariamente portato alla sua attenzione dal marito) prevedeva una disposizione del codice fiscale federale, che negava agli uomini single una detrazione fiscale per assistere le loro famiglie (solitamente i genitori).

Il secondo, riguardava una legge statale dell'Idaho, che preferiva gli uomini alle donne nel determinare chi dovesse amministrare le proprietà delle persone che muoiono senza redigere un testamento. La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti in quest'ultimo caso (Reed v. Reed 1971), è stata la prima in cui uno statuto di genere è stato abbattuto sulla base della clausola di parità di protezione.

In più, Ruth ha scritto il primo testo scolastico di legge sulla discriminazione sessuale, la quale oggi rappresenta una pietra miliare sui diritti delle donne. Tra le sue altre opere, troviamo “I dissent”, “Io dissento” scritto per i i bambini per educarli a schierarsi sempre contro disuguglianze e scorrettezze. Mentre in “My own words”, pubblicato il 4 ottobre 2016, si discute di parità del genere; secondo il The Washington Post: “My Own Words è uno sguardo affascinante sulla vita di una delle donne più influenti d'America".

La sua storia d’amore con Martin Ginsburg, conosciuto all’università, fu non solo una bellissima storia di amore (culminata solo con la morte di lui nel 2010), bensì una storia di sostegno e di profonda ammirazione, che ha positivamente influenzato Ruth nell'andare avanti con la sua carriera. Martin affermava: "Mia moglie non mi dà alcun consiglio sulla cucina e non le do alcun consiglio sulla legge".

Il film “Una giusta causa”, uscito al cinema il 28 marzo del 2019, racconta la sua vita in modo esemplare, rendendola un personaggio a cui ispirarsi.

Oggigiorno, il tema della lotta alle discriminazioni e della parità di genere è uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu per il 2030.

Fonti: www.lifegate.it www.biograhpy.com www.britannica.com


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  • L'Autore

    Suela Gjoni

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