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Rula Jebreal

Domina

Ho imparato, venendo da luoghi di guerra, a credere nelle parole e non ai fucili, per cercare di rendere il mondo un posto migliore. Anche e soprattutto per le donne.”

(Rula Jebreal, Festival di Sanremo, Febbraio 2020)

Rula Jebreal (in arabo: رولا جبريل, in ebraico: רולא ג'בריל) nasce ad Haifa il 24 aprile 1973. Figlia di Othman Jebreal, guardiano della moschea al-Aqsa, e di Zakia, una donna palestinese. Quest'ultima, a seguito di abusi e violenze subite in gioventù da parte di un proprio parente, si toglierà la vita quando Rula avrà appena 5 anni.

Grazie all’influenza del padre, che lei stessa descrive come un uomo religioso, pacifico e spirituale, Rula passò una prima infanzia lontana dagli orrori della guerra che insanguinava la sua terra.

In seguito alla tragica morte della madre Zakia, il padre Othman decide di portare le sue due figlie, Rula e Rania, presso l’orfanotrofio di Dar El-Tifel a Gerusalemme, dove Rula resterà fino al 1991. La struttura era gestita da Hind al-Husseini, che presto Rula considererà una seconda madre, nonché maestra di vita.

Durante gli anni trascorsi presso Dar El-Tifel, Rula approfondisce le sue passioni e i suoi interessi studiando. All’età di 16 anni, perde suo papà e rinuncia all’idea di abbandonare la scuola, considerata l’unico metodo per potersi salvare. Rula, infatti, era consapevole degli abusi e delle violenze che le ragazze della sua età solitamente subivano in un Paese come il suo.

In un’intervista rilasciata a “Interview Magazine”, infatti, esprime preoccupazione per il destino delle giovani donne in Medio Oriente, dove molte sono costrette a sposarsi già all’età di 13 anni. Per questo motivo, Rula ha sempre considerato la fondatrice Husseini come la donna che le ha salvato la vita.

La ragazza continua, quindi, ad approfondire i suoi studi concentrandosi sulla politica, sulla democrazia e sui diritti umani. Nel 1993 vince una borsa di studio erogata dal Governo italiano per studiare fisioterapia all'Università di Bologna, dove conseguirà la laurea.

Tuttavia, a partire dal 1997, si dedicherà allo studio del giornalismo, grazie al quale verrà consacrata come giornalista e scrittrice, specializzata in politica estera e conflitti mediorientali.

Inizia, infatti, a collaborare con testate nazionali (Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione, Il Messaggero) e, alla fine del 2003, ottiene la conduzione dell'edizione notturna del telegiornale di La 7 e, due anni dopo, diventa moderatrice del dibattito giornaliero di Omnibus Estate.

È in questo anno, il 2005, che vince il Premio Ischia internazionale di giornalismo per la televisione nella sezione giovani. L’anno seguente inizia la sua collaborazione con Michele Santoro, in Annozero, nonché la conduzione di Onda Anomala, settimanale di politica estera e costumi di RaiNews24, diventando la prima “anchor-woman” straniera nella storia della televisione italiana.

Presto, dimostra di essere una delle più tenaci giornaliste, arrivando a intervistare personalità di spicco della politica italiana (come Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi), nonché personaggi influenti come Bill Gates, Mahmoud Abbas, Bernard Kouchner e Ingrid Betancourt.

Sempre impegnata per la tematica dei diritti umani, nel 2008 è promotrice di un evento tenutosi al Colosseo in favore della moratoria delle Nazioni Unite contro la pena di morte.

Nel 2009 conduce un programma tv in Egitto dove intervista svariate personalità del contesto locale e mediorientale: sarà considerato il programma più indipendente nella storia della televisione egiziana.

Nel 2013, insieme con Michele Cucuzza, conduce il programma "Mission - Il mondo che il mondo non vuole vedere", in prima serata su Rai 1, realizzato in collaborazione con l'UNHCR e INTERSOS, che racconta il viaggio di alcuni personaggi famosi in zone del mondo ove sono presenti i rifugiati.

Nel 2017 appare nel documentario Seven Women, a cura di Yvonne Sciò.

Nel febbraio 2020, è ospite del programma televisivo “Festival di Sanremo”, dove tiene un monologo molto toccante sul tema della violenza sulle donne.

Ma la sua brillante carriera non si limita al territorio italiano: nel 2009 si trasferisce negli Stati Uniti dove lavora per “MSNBC”, “The Daily Beast”, “Newsweek” e “Salon.com”. Appare anche alla CNN, Bloomberg, The New York Times, curando temi di politica estera e estremismo islamico, in particolare nel conflitto Iracheno, tanto da aggiudicarsi un premio da parte di Media Watch.

Rula Jebreal è autrice di tre opere: La strada dei fiori di Miral (2004), La sposa di Assuan (2005), Divieto di soggiorno (2007).

In particolare, dal libro autobiografico “La strada dei fiori di Miral” è stato tratto il film “Miral”, di cui la stessa è stata regista e sceneggiatrice (e la cui premiere fu tenuta presso la sala dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York).

Il film ha suscitato non poche critiche da parte della maggioranza israelita, che ha contestato l’autrice di aver espresso un carattere filo-palestinese nel film.

Nonostante il suo coraggio, la sua tenacia e la passione che hanno caratterizzato da sempre la sua carriera giornalistica, Rula Jebreal è stata, spesso, vittima di affermazioni discriminatorie e razziste.

Di cittadinanza israeliana e italiana, Rula Jebreal parla quattro lingue (italiano, ebraico, inglese e arabo). Ha una figlia, Miral, nata dalla relazione con l’ex compagno artista Davide Rivalta. Si definisce una musulmana laica e pacifista.

Rula Jebreal è la dimostrazione che, nonostante le avversità e le difficoltà della vita, l’istruzione e l’educazione possono davvero rendere liberi, in una società in cui una donna indipendente fa più paura di una donna sottomessa.

Vogliamo essere note, silenzi, rumori, libere nel tempo e nello spazio. Vogliamo essere questo: musica.

(Rula Jebreal, Festival di Sanremo, Febbraio 2020)

Le seguenti fonti sono liberamente consultabili:

https://www.wikiwand.com/it/Rula_Jebreal

https://movieplayer.it/news/rula-jebreal-chi-e-giornalista-sara-festival-di-sanremo-2020_75136/

https://www.interviewmagazine.com/culture/rula-jebreal#

https://www.vogue.com/article/rulas-view

http://rulajebreal.com/

https://www.imdb.com/name/nm3313134/bio

https://tv.fanpage.it/il-testo-integrale-del-monologo-sulle-donne-di-rula-jebreal-a-sanremo-2020/


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  • L'Autore

    Simona Maria Destro Castaniti

    Laureata in Giurisprudenza. Praticante Avvocato.
    Attualmente iscritta al Corso di Master di Secondo Livello in "Economic Intelligence and Cyber Security".
    Competenze in Diritto Internazionale: Tesi di Laurea in Diritti Umani, partecipazione a diversi progetti MUN, esperienze all’estero (in particolare: Kosovo, Costa Rica, Stati Uniti d’America).
    Autrice per diverse riviste su temi di diritto.
    Competenza linguistica in lingua Italiana (madrelingua), Inglese (C2), Spagnola (B1) e Portoghese (B1).


    Law Graduate. Trainee Lawyer.
    Currently enrolled in the Second Level Master Degree Program "Economic Intelligence and Cyber Security".
    International Law: Dissertation on Human Rights, participation at MUNs projects, experiences abroad (in particular: Kosovo, Costa Rica, USA).
    Author for several periodicals on the topic of law.
    Linguistic Competence in Italian (mother tongue), English (C2), Spanish (B1) and Portuguese (B1).

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