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Rita Levi Montalcini

Domina

Rita Levi Montalcini è certamente simbolo di intelligenza e di eleganza. Ella, fin da piccola, capì l'importanza del senso della vita, ossia "l'essere curiosi". Secondo la sua visione, occorre dedicare tempo alla curiosità, nonché alla ricerca e allo studio, venendo in aiuto alla società, al prossimo e soprattutto alle donne.

La Montalcini, nata a Torino nel 1909, è stata una scienziata insignita del premio Nobel per la medicina nel 1986, grazie alla scoperta del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF. Nonostante il parere contrario del padre, che non voleva che le sue figlie iniziassero l'università, si iscrisse alla facoltà di medicina nel 1930; da questo momento iniziò la sua brillante carriera. Grazie ai suoi meriti scientifici e sociali, il primo agosto 2001 venne nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

L’intuito e la creatività erano le pietre preziose della Montalcini.” Io non sono una scienziata mi sento un artista”, diceva. Nel 1992, insieme a sua sorella gemella Paola, diede vita alla Fondazione Rita Levi Montalcini, rivolta alla formazione dei giovani e al conferimento di borse di studio alle giovani studentesse africane. L'iniziativa si poneva l'obiettivo di potenziare il ruolo delle donne, consentendo loro di svolgere un ruolo da leader nella vita scientifica e sociale. Ciò si configurava come un'enorme opportunità per sviluppare l'empowerment femminile sia in Europa che in Africa. Proprio nel continente africano, a molte donne era (ed è tuttora) impedito l’accesso all’istruzione. ”Con l’istruzione si sconfigge l’ignoranza che è alle radici della povertà e della fame”, commentava la Montalcini.

Secondo la Montalcini, le donne sono "la colonna portante della società", e lei stessa rappresentò tale "colonna" per tutte le altre donne nel mondo. Sempre in riferimento all'Africa, ella considerava la donna il futuro di questo continente. Pertanto, tramite la sua Fondazione, avviò numerosi progetti che sostenevano le donne in Etiopia, Tanzania, Mozambico, Benin (e molti altri stati africani). Si tratta di progetti che miravano non solo ad aiutare le donne nel campo scolastico e professionale, ma erano altresì finalizzati ad aiutare l’intera comunità. “Se istruisci un bambino, avrai un uomo istruito. Se istruisci una donna, avrai una donna, una famiglia e una società istruita".

La preziosa eredità che rimane dell'artista/scienziata sono le sue opere, quali: “La clessidra della vita di Rita Levi-Montalcini”, “Elogio della Imperfezione” (dove l’imperfezione è una componente fondamentale dell’evoluzione, tanto importante da meritare un elogio), “Senz’olio contro vento” (qui la Montalcini si confronta con dieci personalità che ha conosciuto nella sua vita, “Una donna libera”, “ La galassia mentale” e “Eva era africana”. In quest'ultima opera, dove viene narrata la vita di donne coraggiose, l'autrice sottolinea come nasce la storia dell’umanità: in Etiopia, nel 1974, gli archeologi trovarono lo scheletro (di un esemplare femmine) del primo essere umano, mentre nel campo di spedizione suonavano le note della canzone ”Lucy in the sky with Diamonds” dei Beatles. Per tale motivo, venne dato al reperto il nome di Lucy. Detto ciò, secondo la Montalcini, si può proprio dire che "Eva era africana". Il libro rende omaggio alle donne africane di oggi, con 14 testimonianze; da Nahid Toubia, la ginecologa che in Sudan si batte contro le mutilazioni genitali, alla Keniota Wangari Maathai, la prima donna africana Nobel per la pace. Nonostante le innumerevoli avversità e difficoltà, queste donne lottano quotidianamente per l'emancipazione femminile.

“Non temete i momenti difficili, il meglio viene da lì.” Rita Levi Montalcini.


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  • L'Autore

    Suela Gjoni

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