background

Malala Yousafzai

Domina

In questo articolo parliamo di Malala Yousafzai, attivista pakistana, che ad oggi è la più giovane vincitrice di un Premio Nobel per la pace.

L'ultima campagna lanciata dall'attivista durante il Forum per l'istruzione e lo Sviluppo ad Oslo, #booksnotbullets “ libri, non proiettili”, rappresenta un invito per i più potenti ad investire nell’educazione e non nelle armi; infatti, come afferma Malala: "Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti.".

Ma vediamo da dove proviene questa giovane attivista. Classe 1997, nata a Mingora, sin dalla nascita si distinse per il suo nome: difatti il nome Malala ha una grande importanza storica, ricordando la più importante eroina dell’Afghanistan. Tutti i bambini del gruppo etnico-linguistico dei Pashtun crescono ascoltando la storia di come la coraggiosa Malala ispirò l’esercito afgano a vincere una delle più grandi battaglie della seconda guerra Anglo-Afgana. Cresciuta nella valle dello Swat, la prima infanzia di Malala fu segnata dalla serenità: frequentava la scuola costruita dal padre insieme alle altre ragazze della sua età. Purtroppo, dopo il terremoto del Kashmir del 2005 (che ebbe effetti devastanti), un gruppo estremista si insediò nella zona: fu questo l’inizio di un periodo buio. Gli estremisti talebani che si infiltravano in Pakistan dall'Afghanistan diffondevano la loro interpretazione restrittiva dell’Islam; questa comprendeva diverse imposizioni nei confronti delle donne: dovevano coprirsi il volto, non potevano frequentare la scuola, praticare la musica, la danza e neanche guardare i film occidentali (etichettati come peccaminosi). I talebani continuarono ad acquisire sempre più nuovi seguaci nella regione, ampliando il loro potere e diffondendo il terrore.

In questo contesto, Malala ad appena 11 anni sfidò apertamente questo regime imposto con il terrore con un celebre discorso in cui affermò: "come possono portar via il mio basilare diritto all'istruzione?". Da questo momento crebbe la sua popolarità e la ragazza iniziò a scrivere per un blog segreto della BBC. Nel blog, ella raccontava (sotto il falso nome di "Gul Mukai") gli episodi che si verificavano nella sua quotidianità, documentando le condizioni di vita di bambini e adulti sotto il regime dei talebani. Grazie a ciò, Malala contribuì a diffondere in tutto il mondo la storia e la verità sull’attacco perpetrato contro la scolarizzazione delle ragazze in Pakistan. La giovane attivista, che intanto aveva attirato l’attenzione dei media e degli stessi talebani, nel 2009 venne scoperta: qualcuno rivelò che era lei l'autrice del blog della BBC. Il blog fu immediatamente oscurato, ma la povera Malala finì comunque nel mirino dei talebani che ne decretarono la condanna a morte. Sulla scia dell'odio, a 15 anni le spararono alla testa mentre si recava a scuola con due compagne; la ragazza, ferita gravemente al cervello, sopravvisse grazie alle cure di un ospedale britannico che le offrì gratuitamente tutti i trattamenti e le operazioni di cui aveva bisogno. Dopo una lunga degenza, nel 2013 la ragazza poté finalmente tornare a scuola, pubblicando al contempo il suo primo libro "Io sono Malala".

Nello stesso anno, inoltre, ha fondato con suo padre il Malala Fund, i cui fondi ricavati sono stati investiti nell’istruzione femminile in Pakistan. Anche i proventi di “Siamo tutti profughi”, altro libro scritto da Malala, sono stati destinati interamente alla fondazione. Nel libro la ragazza racconta le testimonianze di alcuni profughi come: Zanyab, Sabreen, Zaynab, Muzoon, Najla, Maria, Analisa, Marie Claire, Jennifeer, Ajida e Farah.

A soli 17 anni è divenuta vincitrice del Premio Nobel per la Pace, la più giovane a ricevere il premio sino ad ora. Ha ricevuto altri innumerevoli premi e riconoscimenti per il suo attivismo, come ad esempio: il Premio di Simone de Beauvoir, Madre Teresa, Ambasciatore di Coscienza, Sakharov per la libertà di pensiero, Anna Politkovskaya.

Ad oggi, Malala studia presso la facoltà di Filosofia, Economia e Scienze politiche della Oxford University.

Al mondo, sono ancora 57 milioni di bambini (di cui 32 milioni femmine) che non godono del diritto ad avere un'istruzione.

Come ha cercato di dimostrare Malala e numerose altre figure come lei, l’istruzione è uno dei nostri diritti inviolabili che va difeso ed onorato.


Condividi il post

  • L'Autore

    Suela Gjoni

Categorie


Tag

Potrebbero interessarti

Image

Framing the World, XXVII numero

Vincenzo Battaglia
Image

Il Cacao: una polvere preziosa

Maria Parisi
Image

Alimentazione Vegana, un mondo da scoprire

Maria Parisi
Accedi al tuo account di Mondo Internazionale
Password dimenticata? Recuperala qui