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Lina Merlin

Domina

Angelina Merlin, soprannominata Lina, nasce il 15 ottobre 1887 a Pozzonovo (Padova).

Inizia a lavorare come maestra una volta laureata in letteratura, anche se ben presto entra nel mondo della politica. Difatti, il suo senso di giustizia e di lotta per i diritti umani la portano ad iscriversi al Partito Socialista Italiano.

Uno dei suoi principali interessi è la condizione di vita delle donne e le disuguaglianze che intercorronou tra loro e gli uomini. In particolare non tollera l’ipocrisia dei capi famiglia osservanti della religione, ma che allo stesso tempo ritengono giusto frequentare le case chiuse (era ritenuto legittimo che gli uomini potessero fare esperienze sessuali extra-coniugali con le prostitute, ma era scandaloso se fossero state le donne ad avere rapporti fuori dal matrimonio).

Per poter sensibilizzare il pubblico su queste tematiche inizia a collaborare con il periodico “La difesa delle lavoratrici” e a farle continuamente presenti alle riunioni del Partito.

Grazie a questo suo carattere battagliero il Partito nel 1924 le affida la campagna elettorale veneta (nonostante all’epoca le donne non avevano ancora il diritto di votare). È in questo periodo che collabora con Giacomo Matteotti, fornendogli un resoconto dettagliato sulle violenze perpetrate dagli squadristi fascisti nel padovano. Matteotti usa questo documento come atto di accusa al fascismo, discorso che porta al suo rapimento e assassinio.

Dopo la morte di Matteotti, Lina viene più volte arrestata e licenziata come maestra a seguito del suo rifiuto di aderire al fascismo. Vista come una nemica del Regime, nel 1926 viene inserita nell’albo dei “sovversivi” affisso per tutta Padova. Per fuggire alle rappresaglie scappa a Milano, ma viene arrestata e costretta ad un confino in Sardegna per cinque anni.


Tornata a Milano si rimette subito a fare attività politica, tanto che nel 1943 entra nella Resistenza dove organizza con altre antifasciste i “Gruppi di difesa delle Donne”.

A seguito della Liberazione si trasferisce a Roma per dirigere a livello nazionale il Psi e riorganizzare le scuole in quanto vice-commissaria all’istruzione.


Nel 1946 è eletta all’Assemblea Costituente, il suo intervento è fondamentale per la tutela dei diritti delle donne.

A lei che si devono:

1) le parole dell'articolo 3: "Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso", con le quali viene posta la base giuridica per il raggiungimento della piena parità di diritti tra donna e uomo.

2) la legge 75 del 20 febbraio 1958, nominato per l’appunto Legge Merlin, con la quale viene abolita la regolamentazione statale della prostituzione e si dispongono sanzioni nei confronti dello sfruttamento e del favoreggiamento della prostituzione. Legge con un lungo iter parlamentare, durato addirittura dieci anni, durante il quale emergono arretratezze culturali, ipocrisie e falsi moralismi e che viene discussa in aula quasi sempre in seduta segreta, perché ritenuto più dignitoso evitare una discussione alla presenza della stampa e del pubblico.

3) l'abolizione del "nomen nescio" apposto sugli atti anagrafici dei trovatelli (legge 31 ottobre 1955 n. 1064), l'equiparazione dei figli naturali ai figli legittimi in materia fiscale, la legge sulle adozioni che elimina le disparità di legge tra figli adottivi e figli propri.

4) la soppressione definitiva della cosiddetta "clausola di nubilato" nei contratti di lavoro, che imponeva il licenziamento alle lavoratrici per causa di matrimonio.



5) l'opera di mediazione da lei esercitata tra opinioni contrapposte riguardo alla stesura dell'articolo 40, concernente il diritto allo sciopero.



Viene eletta al Senato candida dal Psi nel collegio di Rovigo sia nel 1948 che nel 1953. Anni che dedica soprattutto al miglioramento della condizione femminile e a portare in evidenza le problematiche del Polesine e della sua popolazione (miseria, emigrazione, malattie endemiche), sostenendo la necessità di una sua bonifica integrale.

Nel 1958 è eletta alla Camera dove fa parte della Commissione antimafia.

Nel frattempo i rapporti tra Lina e il Psi si fanno tesi, si inizia a fare dei nemici a causa della sua militanza e inflessibilità verso sé stessa. Tanto che nel 1961 il Psi non la vuole più candidare al collegio di Rovigo, ciò la porta a reagire con lo strappare la tessera associativa e dicendo di “non poterne più di fascisti rilegittimati, analfabeti politici e servitorelli dello stalinismo”.

I suoi sostenitori la spingono a presentarsi alle elezioni del 1963 come indipendente ma Merlin decide di ritirarsi dalla politica e concentrarsi sullo scrivere la sua biografia come testimonianza di una politica che si è impegnata socialmente e ha combattuto per la libertà.


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  • L'Autore

    Irene Ghirotto

    Irene Ghirotto è laureata in Educazione Sociale e Culturale presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna.
    Nella sua tesi di laurea in “Empowerment e strategie di cittadinanza attiva” ha osservato come la lingua italiana sia usata in modo sessista e la necessità di modificarla per raggiungere una reale parità di genere, che è uno dei diritti umani essenziali. È un’attivista femminista intersezionale, ritiene che bisogna cambiare la cultura patriarcale in cui viviamo, poichè produce oppressioni e discriminazioni verso la maggior parte delle persone, togliendo loro non solo opportunità di migliorare le personali condizioni di vita ma anche i diritti umani di base che dovrebbero essere garantiti a chiunque. Per poter contribuire a questo cambiamento e andare verso un mondo più equo, ha fatto attività di volontariato presso una Casa delle Donne occupandosi della parte di comunicazione e sensibilizzazione sulle questioni di genere, inoltre, ha contribuito alla formazione di un Collettivo transfemminista LGBT+ che si occupa principalmente di informare e formare su svariate tematiche come: violenza sistemica e violenza sulle donne, identità di genere, decostruzione di stereotipi tossici.
    Pensa che per riuscire a creare un mondo più equo bisogna partite dalla scuola, dove introdurre l’educazione: sentimentale e sessuale; ai generi; anti-razzista, solo così si può capire il rispetto verso se stesse/i e le altre persone. In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autrice nell’area di Diritti Umani e in particolare nella sezione Domina.


    Irene Ghirotto graduated in Social and Cultural Education at the Alma Mater Studiorum in Bologna.
    In her thesis on "Empowerment and active citizenship strategies" she noted that the Italian language is used in a sexist way and the need to change it to achieve real gender equality, that is one of the essential human rights. She is an intersectional feminist activist, she believes that we need to change the patriarchal culture in which we live, because it produces oppression and discrimination against most people, taking away from them not only opportunities to improve personal living conditions but also basic human rights that should be guaranteed to anyone. To contribute to this change and move towards a more equitable world, has volunteered at a Women’s House dealing with the communication and awareness of gender issues, in addition, she has contributed to the formation of an LGBT+ Transfemminist Collective which is primarily concerned with informing and training on various topics such as: systemic violence and violence against women, gender identity, deconstruction of toxic stereotypes.
    She thinks that to succeed in creating a more equitable world it is necessary to start from school, where to introduce education: sentimental and sexual; gender; anti-racist, only in this way we can understand the respect towards ourself/s and other people. In the International World she holds the role of author in the area of Human Rights and in particular in the section Domina.

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