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Joanna Coles

Domina

“Impegnarsi e lavorare ancora più duramente e intensamente”, questo è il mantra che Joanna Coles si è sempre ripetuta nell’affrontare situazioni particolarmente complicate nel corso della sua carriera e della sua vita personale.

Nata nel 1962 nel West Yorkshire, in Inghilterra, a soli dieci anni Joanna Coles aveva già capito che da grande avrebbe fatto la giornalista; in quel periodo, infatti, scrisse il suo primo articolo, il quale venne poi pubblicato nella sezione dedicata ai bambini dello Yorkshire Post. Sempre da piccola, insieme ad un’amica creò una "sua rivista” che vendeva ai vicini di casa e che, cosa ancora più sorprendente, inviò con una lettera alla regina Elisabetta, la quale le rispose tramite i suoi addetti alle corrispondenze ringraziandola e complimentandosi. Ancora oggi, ricordando questo episodio, scherza dicendo che la sicurezza non è di certo una caratteristica che le è estranea.

A soli diciassette anni vinse inoltre un National Writing Contest scrivendo un pezzo riguardo il pericolo dello scioglimento della calotta polare, giocando in anticipo sull’interesse sempre più crescente che si formerà poi intorno al discorso ambientale. Successivamente si iscrisse all’Università di East Anglia, laureandosi in Letteratura inglese e americana. Subito dopo il college, nel 1984, fu assunta dal settimanale inglese The Spectator, per il quale lavorò come stagista un paio di anni.

Nel 1987 ci fu per lei la svolta: passò a lavorare per il Daily Telegraph come reporter. Questo lavoro le permise di viaggiare molto - in particolare negli Stati Uniti - e di conoscere il mondo. Da questa esperienza lavorativa imparò che tutte le persone hanno una storia che merita di essere raccontata e che bisogna dare spazio a chi non ha voce e si trova ai margini. Negli anni Novanta iniziò poi la sua collaborazione con la rivista The Guardian, per la quale diventa capo editore della sede di New York, trasferendosi così negli Stati Uniti. Infine, dopo aver lavorato come chief editor per il New York Magazine per qualche anno, nel 2006 entrò a far parte di Hearst, dove fu sempre chief editor prima per Mairie Claire e poi per Cosmopolitan.

E proprio mentre si trovava a capo di Cosmopolitan, Joanna Coles attuò quella è stata poi definita da molti come una vera rivoluzione. Infatti, in questo periodo portò il lavoro di editor ad un altro livello, modernizzando il contenuto delle riviste femminili. Le prime pubblicazioni della rivista con a capo Joanna Coles sono state infatti molto diverse e originali rispetto alle precedenti; sono stati attuati dei cambiamenti estremamente innovativi e provocatori sotto certi aspetti. In un’intervista in cui le venivano chieste le motivazioni per il cambiamento verso questo nuovo assetto della rivista femminile, Joanna Coles rispose che le donne possono essere interessate sia nei mascara che in quello che succede in Medio Oriente e che per questo motivo non capiva perché le riviste femminili non potessero trattare anche temi più profondi e delicati. Le sue idee hanno reso la rivista molto più inclusiva e aperta alle connessioni tra persone e contesti differenti tra loro. Questa sua sensibilità verso l’inclusività e il femminismo deriva dal fatto che Joanna Coles è ben consapevole di quanto la vita da giornalista sia difficile e di quanto lo sia ancora di più per una donna; lei, infatti, quando aveva intrapreso questa carriera non si era sentita presa sul serio nell’ambito dei media in quanto donna.

Dopo Cosmopolitan, Joanna Coles si è cimentata anche come produttrice esecutiva. The Bold Type è la serie tv liberamente ispirata alla sua vita, ambientata negli uffici di Scarlet, rivista che rappresenta Cosmopolitan. Questo programma tratta i temi che più stanno a cuore alla giornalista quali femminismo, questioni razziali, movimento LGBTQ+, il tutto in un’ottica estremamente moderna, essendo le protagoniste tre ragazze millennials.

Con una carriera notevole alle spalle e numerosi premi ricevuti, tra cui uno come Editor of the Year assegnatole da Adweek, Joanna Coles è una donna inarrestabile che non ha ancora finito di stupirci con le sue idee innovative e creative.


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  • L'Autore

    Elisa Capitani

    Studentessa al primo anno di magistrale in Letterature moderne, comparate e postcoloniali a Bologna, Elisa Capitani è da sempre appassionata al mondo della letteratura e della scrittura. Ha un forte interesse anche per le lingue e le culture straniere, ha ottenuto infatti una laurea triennale in Lingue e letterature straniere all’Università degli studi di Milano.

    Accanto a queste passioni, ha svolto un periodo di 4 anni di volontariato come soccorritrice della Croce Rossa, perché ha sempre creduto nell’importanza del volontariato, nel battersi per gli altri. È stato grazie a questa esperienza e ai corsi universitari, che il suo interesse verso i temi dei diritti umani si è sempre di più ampliato. Quando è venuta a conoscenza di questa realtà giovane, dinamica e attiva in campi importanti, quale è Mondo Internazionale, ha subito pensato che fosse l’occasione perfetta per poter coniugare l’importanza che hanno per lei il volontariato e le cause dei diritti umani, insieme alla sua grande passione, la scrittura. Il Team del progetto “Diritti Umani” l’ha accolta calorosamente come suo membro e sente che insieme a loro avrà la possibilità di poter parlare di quei temi che tanto l’appassionano. Condivide infine con Mondo Internazionale la convinzione che tramite le nostre parole si possa fare la differenza non soltanto per noi, ma per tutte quelle persone che non possono scrivere e lottare per loro stesse.

    A first-year student in Modern, Comparative and Postcolonial Literature in Bologna, Elisa Capitani has always been passionate about the world of literature and writing. She also has a strong interest in foreign languages and cultures, in fact she obtained a bachelor’s degree in foreign languages and literature at the University of Milan.

    In addition to these passions, she has worked as a volunteer for four years as a Red Cross rescuer, because she has always believed in the importance of volunteering, in fighting for others. It was thanks to this experience and the university courses, that her interest in human rights issues has increasingly expanded. When she became aware of this reality of Mondo Internazionale, which is young, dynamic and active in important fields, she immediately thought it was the perfect opportunity to combine the importance of volunteering and the causes of human rights for her, along with his great passion, writing. The team of the project "Human Rights" welcomed her warmly as its member and feels that together with them she will have the opportunity to talk about those issues that fascinate her so much. Finally, she shares with Mondo Internazionale the conviction that through our words we can make a difference not only for ourselves, but for all those people who cannot write and fight for themselves.

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