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Haydee Tamara Bunke Bider

Domina

“Nulla sarà il mio nome? Niente resterà di me sulla Terra? Almeno fiori, almeno canzoni.”

Haydee Tamara Bunke Bider, nota come Tania la Guerrigliera, è stata una combattente e spia argentina conosciuta per aver giocato un ruolo di primo piano nel governo cubano post-rivoluzionario e in vari movimenti sovversivi latinoamericani. Suo padre e sua madre, Erich Bunke e Nadia Bider, entrambi tedeschi, erano stati costretti a rifugiarsi in Argentina dopo l’ascesa del nazismo nel 1933: sua madre era infatti ebrea mentre suo padre si era iscritto al Partito Comunista di Germania nel 1928. Tamara è nata il 19 novembre 1937 a Buenos Aires ed è cresciuta con il fratello Olaf in un clima politico radicale; infatti, i loro genitori facevano parte del Partito Comunista locale e la loro casa di famiglia a Buenos Aires era spesso utilizzata per organizzare riunioni, per aiutare i rifugiati, nascondere pubblicazioni e occasionalmente occultare armi.

Da giovane Tamara era un’atleta appassionata e una studentessa eccellente, inoltre aveva sviluppato una particolare predilezione per la musica popolare sudamericana. Nel 1952, dopo la fine della guerra, la famiglia tornò nella Germania dell’Est e si stabilì a Stalinstadt (in seguito chiamata Eisenhüttenstadt). La ragazza si trovò quindi a dover imparare il tedesco.

Nonostante le difficoltà iniziali, Tamara si adattò presto al nuovo ambiente e iniziò a studiare scienze politiche presso l’Università Humboldt di Berlino Est. Subito dopo si unì al Partito Socialista Unificato della Germania, la Gioventù Libera Tedesca. In più aderì alla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, che le permise di partecipare al Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti di Vienna, Praga, Mosca ed infine L’Avana, a Cuba. La sua familiarità con l’America Latina e la sua conoscenza delle lingue (parlava fluentemente russo, francese, inglese, spagnolo e tedesco) le permisero senza troppe difficoltà di iniziare a lavorare come traduttrice nel Dipartimento Internazionale della FGY.

Nel 1960, all’età di 23 anni, la ragazza ebbe l’occasione di incontrare uno dei suoi eroi: venne infatti assegnata come interprete al rivoluzionario argentino Che Guevara, il quale era in visita nella città di Lipsia con una delegazione commerciale cubana. Ispirata dalla rivoluzione cubana di cui Guevara era ormai un’icona internazionale, Tamara si trasferì a Cuba nel 1961 e iniziò a lavorare nel Ministero dell’Istruzione, nell’Istituto cubano di Amicizia con i Popoli e nella Federazione delle Donne Cubane. Fu poi selezionata per l’addestramento con il fine di prendere parte alla sfortunata spedizione di guerriglieri in Bolivia chiamata Operazione Fantasma.

L’obiettivo di Guevara era quello di innescare una rivolta rivoluzionaria in tutto il subcontinente a partire dalla vicina Argentina per poi passare in Paraguay, Brasile, Perù e Cile; l'obiettivo ultimo era quello di sfidare l’imperialismo statunitense.

Durante la sua formazione a Cuba, e più tardi in una piccola fattoria alla periferia di Praga, Tamara impressionò i cubani con la sua intelligenza, resistenza e talento per lo spionaggio. Intratteneva i suoi compagni suonando canzoni popolari argentine alla fisarmonica o alla chitarra, e il suo carattere socievole le permetteva di stringere amicizie facilmente. Il governo cubano si rese quindi conto che la ragazza sarebbe stata utile per la preparazione dell’Operazione Fantasma.

Nell’ottobre 1964, Tania la Guerrigliera viaggiò in Bolivia con il nome falso di Laura Gutierrez Bauer, in veste di agente segreto per l’ultima campagna di Che Guevara. La sua prima missione fu quella di raccogliere informazioni sull’élite politica boliviana e sulle sue forze armate. Fingendosi un’argentina esperta di folklore e dalle simpatie di destra, Tamara riuscì rapidamente a infiltrarsi nelle alte sfere. Utilizzando tutte le sue capacità da spia scalò la società di La Paz fino ad ottenere l’amicizia dello stesso presidente boliviano Renè Barrientos, con cui andò perfino in vacanza in Perù. Al fine di mantenere la sua copertura si occupò anche della ricerca sulla musica folk, creando una delle più preziose collezioni di musica boliviana, ed ebbe un matrimonio di convenienza con un giovane boliviano per ottenere la cittadinanza.

Era una figura davvero preziosa per i guerriglieri di Che Guevara: usava apparecchiature radio nascoste in un compartimento dietro il muro nel suo appartamento per inviare non solo messaggi in codice a Fidel Castro, ma anche ai guerriglieri presenti sul campo. Per non farsi scoprire si fingeva una conduttrice radiofonica che dava consigli sulle relazioni a coppie fittizie; questo programma, chiamato Consigli per le donne, le permetteva in realtà di trasmettere messaggi codificati ai suoi compagni. Tuttavia, alla fine del 1966 l’inaffidabilità di molti dei componenti della rete urbana istituita per sostenere i guerriglieri di Che Guevara costrinse la ragazza a recarsi nel loro campo sulle montagne. La sua copertura fu infatti compromessa dalla cattura di un comunista boliviano, così non le rimase altra scelta che abbandonare il suo ruolo di spia e riunirsi alla campagna di lotta armata di Guevara.

Senza Tamara come contatto, i guerriglieri si ritrovarono però isolati. La ragazza dovette inoltre combattere contro una febbre alta, una lesione alle gambe e gli effetti dolorosi del parassita (pulci di Chiogoe). Di conseguenza, Guevara decise di allontanarla dal campo, insieme ad altri sedici combattenti malati, perché potessero guarire. Il 31 agosto del 1967 Tamara perse la vita in un’imboscata.

I resti della guerrigliera furono rintracciati solo il 13 ottobre del 1998 e furono trasferiti a Cuba, dove vennero sepolti nel Mausoleo di Che Guevara a Santa Clara con quelli dello stesso Guevara e di altri combattenti uccisi durante l'insurrezione boliviana.

Durante i suoi anni di lavoro sotto copertura per il governo cubano (1961-1967) Tamara utilizzò varie identità false: si finse ad esempio una donna ceca di nome Marta Iriarte, Haydee Gonzalez, e Vittoria Pancini, una cittadina italiana che viaggiava in Europa.


A cura di Suela Gjoni


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