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Gloria Anzaldúa

Domina

Gloria Evangelina Anzaldúa nasce nel 1942, nella Valle del Rio Grande a Sud del Texas, da due genitori mezzadri. Per un anno Gloria lavora, insieme a genitori e ai suoi fratelli, come lavoratrice migrante ad Arkansas. Per via di un’anomalia endocrina ha le mestruazioni a soli tre mesi e per questo smette di crescere all’età di dodici anni. Questo la porterà a raccontare i disagi subìti nella società del suo tempo che non comprendeva il suo stato d’animo.

Suo padre non desiderava una vita mediocre per i suoi figli, il suo desiderio era quello di farli crescere e studiare e per questo fece rimanere la sua famiglia nella città di Hargill, al confine tra Stati Uniti e Messico.

Nel 1968 Gloria consegue la laurea all’University of Texas Pan-American in Discipline artistiche. Inizia ad insegnare prima in un programma pre-scolare bilingue e successivamente in un programma di educazione speciale per studenti con disabilità mentali ed emotive. La sua carriera si sviluppa poi in California, dove si trasferisce nel 1977, tra scrittura e lezioni sul femminismo in diverse Univerisità, tra cui la Santa Cruz. Gloria è specializzata in Chicanos Studies e una delle sue opere più importanti è sicuramente quella scritta insieme a Cherrie Moraga, attivista, scrittrice e drammaturga statunitense di origine chicana: “The Bridge Called My Back: Writing by Radical Women of Color”. Quest’opera sarà fondamentale per il femminismo post-coloniale e Queer.

Un punto fondamentale della letteratura e del pensiero di Gloria è sicuramente la “coscienza mestiza”. Si tratta della capacità di attraversare e far proprie le differenze intrinseche in ogni personalità. Questo aspetto si sviluppa nelle persone che convivono tra due o più culture o identità. Per questo spesso utilizza anche la scrittura, intrecciando spagnolo e inglese come fossero un’unica lingua, come binomio di connessione tra lingua ed identità.

Nel 1987 viene pubblicata la sua opera più conosciuta: “Borderlands. La Frontera.” scritta in lingua inglese, spagnola e con riferimenti alla lingua quechua. In quest’opera parla anche di violenza sessuale.

Gloria, affetta da diabete, muore nel 2004 per complicazioni dovute alla sua malattia.


Le fonti per il presente articolo sono liberamente consultabili:

“Donne si diventa - Antologia del pensiero femminista” - a cura di Eleonora Missana - Universale Economica Feltrinelli/SAGGI - Pag. 282-283

https://conservancy.umn.edu/bitstream/handle/11299/167856/Anzaldua,%20Gloria.pdf?sequence=1


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  • L'Autore

    Francesca Oggiano

    Mi chiamo Francesca Oggiano e sono una studentessa iscritta al corso di “Scienze Internazionali ed Istituzioni Europee” presso l’Università degli Studi di Milano.

    Da sempre la scrittura mi permette di rendere reale ciò che nasce come pensiero astratto, ed in particolare lo studio di materie giuridiche, economiche e sociali, improntate verso una visione internazionale, ha consolidato in me la necessità di voler raccontare ciò che accade nel mondo attraverso la ricerca di usi e tradizioni appartenenti a luoghi diversi e lontani dal nostro quotidiano.

    Sono venuta a conoscenza della realtà “Mondo Internazionale” e da subito mi ha incuriosita il fatto che si trattasse di ragazzi giovani impegnati a creare uno spazio che permettesse loro di credere in qualcosa di grande ed ho così deciso di voler fare anche io la mia parte.

    Insieme al meraviglioso Team che si occupa del progetto “TrattaMi Bene”, ho la possibilità di esprimermi riguardo a temi che da sempre mi appassionano e mi stanno a cuore, come i diritti umani e la violenza di genere, e che mai più di ora penso debbano essere divulgati fra le generazioni. Credo profondamente nel valore dello scambio comunicativo e sono convinta che con la forza della conoscenza e dell’informazione si possa crescere e migliorare, sia come individui che come Comunità.



    My name is Francesca Oggiano and I am currently a student of International Studies and European Institutions at the University of Milan.

    Writing has always allowed me to translate abstract thoughts into concrete realities and studying subjects like law, economics and social sciences, especially when marked by an international directory, has strengthen in me the need to tell what happens in the world through specific research of traditions belonging to places that are diverse and far from our daily life.

    I came across “Mondo Internazionale” and the fact that it involved young people engaged in creating a space that would let them believe in something greater made me curious from the very beginning; hence, I decided that I also wanted to give my contribution to this project.

    Together with the wonderful team of the “TrattaMi Bene”, I have the chance to express my ideas on themes that have always been close to my heart and that deeply interest me, such as human rights and gendered violence, and that I am certain now more than ever need to be discussed through generations. I strongly believe in the importance of communicative exchanges and I am committed to the idea that, thanks to the power of knowledge and information, one can grow and get better both as an individual and as a community.

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