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Frida Khalo

Domina

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, in arte Frida Kahlo, è una figura centrale dell’arte messicana, nonché la pittrice latinoamericana più celebre del ventesimo secolo. Una donna dalla personalità molto forte, indipendente, passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale e con un particolare talento artistico.

Nasce a Coyoacàn, da padre ebreo-tedesco e madre messicana, nel 1907 (anche se lei preferisce dire di essere nata nel 1910 poiché si ritiene figlia della rivoluzione messicana di quell'anno e del Messico moderno).

Fin dalla nascita è affetta da spina bifida, che la porta ad avere piede e gamba destra deformi, tanto che viene soprannominata “Frida pata de palo” (gamba di legno) e che lei cerca di nascondere con pantaloni e lunghe gonne messicane.

Il vero evento che sconvolge la sua vita, all’età di 18 anni, è un incidente in autobus che finisce schiacciato contro un muro. Frida riporta: tre fratture alla colonna vertebrale; collo, femore e costole frantumate; piede destro slogato e schiacciato; spalla sinistra lussata; osso pelvico spezzato in tre punti; undici fratture alla gamba sinistra e l’anca sinistra trafitta dal passamano dell'autobus. Subisce 32 operazioni chirurgiche e, una volta dimessa dall'ospedale, è costretta ad un riposo forzato a letto col busto ingessato. Finalmente dopo 9 mesi le viene tolto il gesso e riprende a camminare nonostante i dolori che l’accompagneranno per tutta la vita.

Sfrutta la lunga convalescenza per leggere libri sul movimento comunista e per dipingere; da ciò i suoi genitori decidono di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, per poter vedere il suo riflesso, e dei colori. Incomincia così a dipingere una serie di autoritratti, poiché è sè stessa il soggetto che vede di più durante la giornata, ma soprattutto con queste rappresentazioni infrange i tabù sul corpo e la sessualità femminili.

Da questa situazione però capisce una cosa: fare dell’arte la sua ragion d’essere, sia per aiutare economicamente la famiglia, sia per contribuire alla lotta comunista.

Per raggiungere questi obiettivi sottopone i suoi dipinti a Diego Rivera, per avere una sua critica, che rimane molto colpito dallo stile moderno di Frida, tanto che la prende sotto la sua ala e la inserisce nella scena politica e culturale messicana.

Grazie a questa conoscenza Khalo, nel 1928, diventa un’attivista del Partito Comunista Messicano, si unisce ad un gruppo di artisti ed intellettuali, con cui condivide gli ideali: creare un’arte messicana indipendente legata all’espressione popolare. Nasce così il mexicanismo, che si esprime nei murales, sostenuta dallo Stato per le sue finalità edificanti ed educative sulla storia nazionale, anche per la grande massa analfabeta.

Nel 1929 Frida e Diego si sposano. Un matrimonio pieno di tradimenti, inizialmente da parte di lui, ma poi anche lei ha rapporti extraconiugali sia etero che omosessuali. I due divorziano dieci anni dopo a causa del tradimento di Rivera con la sorella di Frida. Dopo un anno Diego torna da Frida, richiedendola in sposa, lei accetta.

La relazione con Rivera per Frida è fondamentale nella sua vita sia dal punto di vista sentimentale ed emozionale che dal punto di vista artistico e professionale. Da lui assimila uno stile naif, che la porta a dipingere piccoli autoritratti ispirati all' arte popolare e alle tradizioni precolombiane con lo scopo di affermare la propria identità messicana, evidente anche nel suo modo di vestire. Infatti, Frida si ispira al costume delle donne di Tehuantepec, un comune di Oaxaca, ritenuta una "società matriarcale", poichè le donne comandano i mercati locali e sono famose per deridere gli uomini. Probabilmente questo è stato uno degli aspetti che ha catturato maggiormente la sua attenzione.

I ritratti di Frida raffigurano spesso gli aspetti drammatici della sua vita, come l’incidente del autobus che la porta ad avere un rapporto ossessivo con il suo corpo, tanto che lo mette al centro delle sue opere. Successivamente passa a descrivere il suo stato interiore e il suo modo di percepire la sua relazione col pianeta, ponendo l’accento su dolore ed erotismo represso che cerca di rappresentare attraverso il simbolismo. Inoltre nelle sue opere cerca sempre di difendere e rappresentare il suo popolo.


La fama di Frida esplode negli anni quaranta: le viene dedicata un’esposizione a New York e a Parigi e le sue opere vengo richieste in quasi tutte le mostre collettive allestite in Messico.

Nel 1943 viene chiamata ad insegnare, assieme ad altri artisti, alla nuova scuola d’arte della pedagogia popolare e liberale: l’Esmeralda. Qui Khalo usa metodi poco ortodossi, non vuole insegnare dentro le aule ma fuori sulle strade dove vive la gente, dove è la vita.

Nel 1954 si ammala di poliomielite, muore per embolia polmonare la notte del 13 luglio.


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  • L'Autore

    Irene Ghirotto

    Irene Ghirotto è laureata in Educazione Sociale e Culturale presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna.
    Nella sua tesi di laurea in “Empowerment e strategie di cittadinanza attiva” ha osservato come la lingua italiana sia usata in modo sessista e la necessità di modificarla per raggiungere una reale parità di genere, che è uno dei diritti umani essenziali. È un’attivista femminista intersezionale, ritiene che bisogna cambiare la cultura patriarcale in cui viviamo, poichè produce oppressioni e discriminazioni verso la maggior parte delle persone, togliendo loro non solo opportunità di migliorare le personali condizioni di vita ma anche i diritti umani di base che dovrebbero essere garantiti a chiunque. Per poter contribuire a questo cambiamento e andare verso un mondo più equo, ha fatto attività di volontariato presso una Casa delle Donne occupandosi della parte di comunicazione e sensibilizzazione sulle questioni di genere, inoltre, ha contribuito alla formazione di un Collettivo transfemminista LGBT+ che si occupa principalmente di informare e formare su svariate tematiche come: violenza sistemica e violenza sulle donne, identità di genere, decostruzione di stereotipi tossici.
    Pensa che per riuscire a creare un mondo più equo bisogna partite dalla scuola, dove introdurre l’educazione: sentimentale e sessuale; ai generi; anti-razzista, solo così si può capire il rispetto verso se stesse/i e le altre persone. In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autrice nell’area di Diritti Umani e in particolare nella sezione Domina.


    Irene Ghirotto graduated in Social and Cultural Education at the Alma Mater Studiorum in Bologna.
    In her thesis on "Empowerment and active citizenship strategies" she noted that the Italian language is used in a sexist way and the need to change it to achieve real gender equality, that is one of the essential human rights. She is an intersectional feminist activist, she believes that we need to change the patriarchal culture in which we live, because it produces oppression and discrimination against most people, taking away from them not only opportunities to improve personal living conditions but also basic human rights that should be guaranteed to anyone. To contribute to this change and move towards a more equitable world, has volunteered at a Women’s House dealing with the communication and awareness of gender issues, in addition, she has contributed to the formation of an LGBT+ Transfemminist Collective which is primarily concerned with informing and training on various topics such as: systemic violence and violence against women, gender identity, deconstruction of toxic stereotypes.
    She thinks that to succeed in creating a more equitable world it is necessary to start from school, where to introduce education: sentimental and sexual; gender; anti-racist, only in this way we can understand the respect towards ourself/s and other people. In the International World she holds the role of author in the area of Human Rights and in particular in the section Domina.

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