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Elsa Maxwell

Domina

Nata il 24 Maggio del 1883 a Keokuk (in lowa), Elsa Maxwell è stata anzitutto una giornalista e scrittrice statunitense; ma anche un’eccelsa sceneggiatrice, personalità radiofonica e rinomata organizzatrice di serate mondane, nelle quali confluivano le figure dell’alta società del suo tempo. Probabilmente il padre le fu d’ispirazione: era un giornalista freelance che si occupava di arte e spettacolo e, prima di morire, le disse: “non sarà facile per te quando me ne sarò andato. Sei brutta e grassoccia, ma non tener conto del giudizio altrui, mantieniti libera dalle cose materiali, godi la vita così come viene, prendi con leggerezza le cose serie, ridi di te stessa prima che gli altri ridano di te, punta tutto sul tuo cervello che è la cosa più importante che abbiamo”.

Ebbe un’istruzione particolare, difatti, ella non studiò in una scuola, bensì imparò a leggere e scrivere tra le mura domestiche. In tal modo, scoprì di avere un talento innato per la musica, tanto fu autrice di diverse canzoni e suonò per diverso tempo il pianoforte in un piccolo cinema.

Un episodio occorso durante la sua adolescenza la segnerà particolarmente; infatti, da ragazzina venne esclusa da una festa di compleanno di una sua ricchissima compagna di classe perché non appartenente alla classe mondana. Questo “rifiuto” mise in moto la sua creatività: a 12 anni ideò diversi modi per mettere in scena divertenti giochi alle feste dei ricchi.

Da allora fu tutto in ascesa: dagli anni Trenta agli anni Cinquanta l’America la proclamò come la giornalista più influente dell’epoca. Divenuta potentissima, le furono affibbiati appellativi quali “la pettegola di Hollywood” o “il rospo”, o ancora si disse che la sua era “la penna al cianuro”. Tutto ciò perché nei suoi scritti risultava avere la capacità diabolica di scovare confidenze e segreti per poi pubblicarli. Collezionò nella sua vita confidenze di non poco conto: da Roosevelt, Churchill, Chaplin e molti altri ancora. Difatti, lei era la “columnist” (giornalista di prestigio); i pettegolezzi erano per Elsa pane quotidiano. Era costantemente informata sui pettegolezzi riguardanti le vicende delle personalità più in vista della società.

Quando alcuni dei suoi amici si resero conto che Elsa aveva un sesto senso nell’organizzare eventi sociali, decisero di affidarle il compito di pianificare celebrazioni di ogni genere. Così, ebbe inizio la sua carriera come organizzatrice di eventi mondani: avere Elsa Maxwell a capo di un evento equivaleva ad una garanzia di successo. Negli anni 20, la sua carriera come imprenditrice si sviluppò a Parigi, in un cabaret chiamato “La Acacia” e ne “Il giardino di mia sorella”, che fu uno dei centri della vita sociale parigina. Nel 1923, il governo italiano le chiese di contribuire a promuovere Venezia e la spiaggia del lido come centro turistico internazionale. Accettando l’impresa, Maxwell per prima cosa cercò di risolvere il conflitto che per anni divise in due l’alta società veneziana: il diverbio tra la principessa di San Faustino e la Contessa Marosini. In più, Maxwell contribuì a rilanciare Montecarlo come meta di vacanze preferita dall’alta aristocrazia europea. Durante gli eventi da lei organizzati furono presenti molte dive dell’epoca; difatti, è in occasione di uno di queste serate che Maria Callas conobbe il ricchissimo Aristotele Onassis. È ben noto il fatto che la Maxwell fosse perdutamente innamorata del soprano di origine greca, ma si trattò di un amore mai corrisposto.

Provò a fondare una rivista tutta sua, Elsa Maxwell’s Café Society, ma ne uscì solo un’edizione. Inoltre, nel 1942 aprì i battenti il suo programma radiofonico Elsa Maxwell’s Party Line. Sul versante cinematografico, fu co-protagonista nel film “Hotel for a Women” del 1939, per il quale scrisse anche la sceneggiatura e una canzone.

Approfittando della posizione privilegiata occupata durante il secondo conflitto mondiale, Elsa Maxwell vendette obbligazioni di guerra a beneficio degli Stati Uniti, ottenendo un reddito di centinaia di migliaia di dollari. Il generale De Gaulle le riservò la Legion d’Onore.

Nel libro di cui è autrice, “Party! L’arte del divertimento”, Elsa condivide i segreti che la resero l’ospite più ricercata e famosa del suo tempo (più di duemila feste nel corso di quarant’anni di carriera), tracciando un arguto ritratto di un’epoca irripetibile. “Ho sposato il mondo”, un altro dei suoi racconti, illustra il suo percorso di vita; fu una donna che si creò da sola, facendosi paladina e anticipatrice della figura dell’organizzatrice di eventi mondani.

Fu ribattezzata “l’ottava meraviglia del mondo” ed anche “la donna più brutta dei tempi moderni” da George Bernard Shaw.

Morì di insufficienza cardiaca nel novembre del 1963, in un ospedale di Manhattan. È sepolta nel cimitero di Ferncliff, a New York. Viene ricordata come una delle figure femminili di rilievo che seppe sfruttare a pieno la sua personalità, non potendo contare sulla bellezza.


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  • L'Autore

    Suela Gjoni

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