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Elinor Ostrom

Domina

Elinor Ostrom è stata una grande politologa e scienziata, prima donna a vincere il Premio Nobel per l’Economia per le sue analisi sul governo e in particolare sui beni comuni.

Nata il 7 agosto del 1933 a Los Angeles, figlia della musicista Leah Hopkins e del designer Adrian Awan, Elinor è cresciuta negli anni della Grande Depressione e, in seguito alla separazione dei suoi genitori, in condizioni di povertà. Quando ha raccontato la sua biografia in occasione del ricevimento del Premio Nobel, la celebre politologa ha spiegato che abitare nel confine inferiore di Beverly Hills è stato per lei una grande sfida: si era ritrovata infatti l'unica ragazza povera in una scuola per studenti provenienti da famiglie ricche. Se da una parte questo ambiente l’ha fatta sentire esclusa, dall’altra le ha permesso di studiare una diversa prospettiva della vita e l’ha spronata ad andare al college dopo il liceo, come facevano i suoi ricchi compagni di scuola.

Così, dopo il liceo, Elinor ha frequentato UCLA (Università della California di Los Angeles) dove si è laureata con lode in scienze politiche nel 1954. Si laureò in soli tre anni perché riuscì ad inserire corsi ed esami extra all’interno dei suoi programmi semestrali, e dimostrò inoltre una grande indipendenza, dal momento che fece diversi lavoretti per pagarsi le tasse di iscrizione all’università.

Un altro momento difficile nella vita di Elinor è stato sicuramente quello che ha seguito la laurea. Cercando lavoro, infatti, ricevette solamente offerte come segretaria o stenografa: vittima delle forti differenze di genere dell’epoca, non veniva presa seriamente in considerazione in quanto donna. Elinor però non si arrese e decise allora di ottenere un diploma da stenografa per corrispondenza. Tuttavia, il diploma non si rivelò utile per le dettature, bensì per prendere appunti durante i suoi elaborati progetti di ricerca, che prevedevano anche incontri e interviste. La sua tenacia la ricompensò: riuscì a salire in alto nel suo lavoro fino ad ottenere un incarico manageriale in una ditta che non aveva mai assunto donne al di fuori delle segretarie. Contenta per i traguardi raggiunti, decise di tornare a studiare e chiese di essere ammessa ad un dottorato di ricerca (PhD) di Economia. In questa occasione si trovò un’altra volta davanti a differenze di genere. In primo luogo, le venne sconsigliato di studiare matematica, in quanto materia poco adatta alle donne; successivamente, la dirottarono verso un dottorato di ricerca in Scienze politiche dove il numero di studentesse era nettamente inferiore al numero di studenti e dove la stessa ammissione delle donne veniva duramente criticata e ostacolata.

L’incontro con Vincent Ostrom, economista e politico americano e anche direttore fondatore dell'Ostrom Workshop, rappresentò un evento importante nella vita di Elinor. Con Vincent e il suo gruppo di ricercatori iniziò a svolgere, infatti, quelle ricerche che la portarono in seguito a vincere il Premio Nobel. È quindi in questi anni che Elinor diede vita alla ricerca che la rese celebre nel suo campo, ovvero il problema della gestione dei beni comuni; seguendo Vincent, che era diventato suo marito, si ritrovò in India senza grandi aspettative lavorative, in quanto donna, nel dipartimento di ricerca dell’università, ma nel giro di poco tempo, con pazienza e tenacia, riuscì a salire di posizione nell’accademia e raggiungere i suoi obiettivi.


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  • L'Autore

    Elisa Capitani

    Studentessa al primo anno di magistrale in Letterature moderne, comparate e postcoloniali a Bologna, Elisa Capitani è da sempre appassionata al mondo della letteratura e della scrittura. Ha un forte interesse anche per le lingue e le culture straniere, ha ottenuto infatti una laurea triennale in Lingue e letterature straniere all’Università degli studi di Milano.

    Accanto a queste passioni, ha svolto un periodo di 4 anni di volontariato come soccorritrice della Croce Rossa, perché ha sempre creduto nell’importanza del volontariato, nel battersi per gli altri. È stato grazie a questa esperienza e ai corsi universitari, che il suo interesse verso i temi dei diritti umani si è sempre di più ampliato. Quando è venuta a conoscenza di questa realtà giovane, dinamica e attiva in campi importanti, quale è Mondo Internazionale, ha subito pensato che fosse l’occasione perfetta per poter coniugare l’importanza che hanno per lei il volontariato e le cause dei diritti umani, insieme alla sua grande passione, la scrittura. Il Team del progetto “Diritti Umani” l’ha accolta calorosamente come suo membro e sente che insieme a loro avrà la possibilità di poter parlare di quei temi che tanto l’appassionano. Condivide infine con Mondo Internazionale la convinzione che tramite le nostre parole si possa fare la differenza non soltanto per noi, ma per tutte quelle persone che non possono scrivere e lottare per loro stesse.

    A first-year student in Modern, Comparative and Postcolonial Literature in Bologna, Elisa Capitani has always been passionate about the world of literature and writing. She also has a strong interest in foreign languages and cultures, in fact she obtained a bachelor’s degree in foreign languages and literature at the University of Milan.

    In addition to these passions, she has worked as a volunteer for four years as a Red Cross rescuer, because she has always believed in the importance of volunteering, in fighting for others. It was thanks to this experience and the university courses, that her interest in human rights issues has increasingly expanded. When she became aware of this reality of Mondo Internazionale, which is young, dynamic and active in important fields, she immediately thought it was the perfect opportunity to combine the importance of volunteering and the causes of human rights for her, along with his great passion, writing. The team of the project "Human Rights" welcomed her warmly as its member and feels that together with them she will have the opportunity to talk about those issues that fascinate her so much. Finally, she shares with Mondo Internazionale the conviction that through our words we can make a difference not only for ourselves, but for all those people who cannot write and fight for themselves.

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