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bell hooks

Domina

Se vogliamo vivere in una società meno violenta e più giusta, dobbiamo impegnarci a lavorare contro il sessismo e contro il razzismo.”

bell hooks

Alla fine degli anni Sessanta, negli Stati Uniti d’America il clima che si respira é quello di cambiamento, supportato da una grande rivoluzione: il movimento studentesco si unisce alle rivolte femministe e a quelle degli afroamericani e si schiera contro la guerra del Vietnam. É in questo contesto che bell hooks prende vita.

bell hooks nasce, con il nome all’anagrafe di Gloria Joan Watkins, nel 1952 in un paesino del Kentucky, dove discriminazione e segregazione razziale sono piaghe che infliggono dure ripercussioni sulla vita delle famiglie del posto, tra cui la sua. Gloria non intende cedere ai soprusi inferti e studia ogni giorno per costruirsi un futuro degno di essere vissuto e riesce così ad ottenere, all’età di diciassette anni, una borsa di studio per l’Università di Stanford in California. In questi anni diventa attivista in quanto femminista afroamericana e sceglie il nome bell hooks come pseudonimo, come facevano spesso le femministe dell’epoca, con l’intento di rafforzare l’impatto del pensiero scaturente la causa di lotta ed eliminare l’individualismo legato al nome proprio di un singolo individuo. In particolare, Gloria vuole rendere omaggio alle donne che hanno resistito prima di lei al “patriarcato capitalista suprematista bianco”, scegliendo il nome della sua mamma, Rosa Bell, unito a quello della nonna, Bell Blair Hooks, firmandosi con entrambe le lettere iniziali dello pseudonimo in minuscolo.

Sempre in quel periodo pubblica la sua prima raccolta di poesie: “A Woman’s Mourning Song”.

Nel 1981 pubblica “Ain’t I a Woman: Women and Feminism”, una raccolta in cui esamina gli effetti del sessismo e del razzismo sulle donne afroamericane.

Nel 1983 consegue il Dottorato in Letteratura Inglese all’Università di Santa Cruz.

Il punto focale sul quale si articolano il pensiero e l’impegno politico e culturale di bell hooks é l’intersecarsi di temi quali l’appartenenza ad una razza, ad un genere e ad una classe come mezzi utilizzati per produrre delle categorie subalterne, che il pensiero capitalista tende a voler sfruttare.

Nel 1998 pubblica “Elogio al margine” e “Scrivere al buio: Maria Nadotti intervista bell hooks”, versione unita e riproposta poi nel 2020 dalla neonata casa editrice Tamu edizioni. In questi scritti, bell hooks racconta di un “margine” inteso come uno spazio in cui è possibile posizionarsi per elaborare la memoria dell’ingiustizia e dell’offesa con il desiderio di trasformazione: questa avviene esercitando pratiche di azione e rigettando la visione di integrazione in un sistema che si fonda sulla creazione di margini, intesi questa volta come luoghi di esclusione con l’unico intento di rafforzamento del centro. Non si può parlare di sesso escludendo il discorso razziale e viceversa. Nasce da questo l’idea di un femminismo organico, che incentra il dialogo su entrambi i temi.

Nel 2000 viene pubblicato “Tutto sull’amore”, un testo dedicato al sentimento che tutto può smuovere se abbracciato dall’etica, che presuppone il diritto di essere liberi.

Oggi bell hooks é Professor di Inglese e presta servizio presso il City College di New York.


Le fonti utilizzate per il presente testo sono liberamente consultabili:

Donne si diventa” - Antologia del pensiero femminista - A cura di Eleonora Missana - Pag. 281-282

https://ilrifugiodellircocervo.com/2020/11/17/lelogio-del-margine-di-bell-hooks-una-prospettiva-di-femminismo-organico/

https://www.pulplibri.it/qui-e-ora-tempi-e-spazi-di-bell-hooks/


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  • L'Autore

    Francesca Oggiano

    Mi chiamo Francesca Oggiano e sono una studentessa iscritta al corso di “Scienze Internazionali ed Istituzioni Europee” presso l’Università degli Studi di Milano.

    Da sempre la scrittura mi permette di rendere reale ciò che nasce come pensiero astratto, ed in particolare lo studio di materie giuridiche, economiche e sociali, improntate verso una visione internazionale, ha consolidato in me la necessità di voler raccontare ciò che accade nel mondo attraverso la ricerca di usi e tradizioni appartenenti a luoghi diversi e lontani dal nostro quotidiano.

    Sono venuta a conoscenza della realtà “Mondo Internazionale” e da subito mi ha incuriosita il fatto che si trattasse di ragazzi giovani impegnati a creare uno spazio che permettesse loro di credere in qualcosa di grande ed ho così deciso di voler fare anche io la mia parte.

    Insieme al meraviglioso Team che si occupa del progetto “TrattaMi Bene”, ho la possibilità di esprimermi riguardo a temi che da sempre mi appassionano e mi stanno a cuore, come i diritti umani e la violenza di genere, e che mai più di ora penso debbano essere divulgati fra le generazioni. Credo profondamente nel valore dello scambio comunicativo e sono convinta che con la forza della conoscenza e dell’informazione si possa crescere e migliorare, sia come individui che come Comunità.



    My name is Francesca Oggiano and I am currently a student of International Studies and European Institutions at the University of Milan.

    Writing has always allowed me to translate abstract thoughts into concrete realities and studying subjects like law, economics and social sciences, especially when marked by an international directory, has strengthen in me the need to tell what happens in the world through specific research of traditions belonging to places that are diverse and far from our daily life.

    I came across “Mondo Internazionale” and the fact that it involved young people engaged in creating a space that would let them believe in something greater made me curious from the very beginning; hence, I decided that I also wanted to give my contribution to this project.

    Together with the wonderful team of the “TrattaMi Bene”, I have the chance to express my ideas on themes that have always been close to my heart and that deeply interest me, such as human rights and gendered violence, and that I am certain now more than ever need to be discussed through generations. I strongly believe in the importance of communicative exchanges and I am committed to the idea that, thanks to the power of knowledge and information, one can grow and get better both as an individual and as a community.

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