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Angela Davis

Domina

Angela Davis è un’attivista politica, docente e autrice, nonché una figura centrale per il movimento femminista nero a partire dagli anni '70 ad oggi.

Il suo attivismo è soprattutto indirizzato verso giustizia razziale, diritti delle donne e riforma della giustizia penale.

Angela Yvonne Davis nasce il 26 gennaio 1944 a Birmingham, Alabama, uno stato famoso per la sua intolleranza verso le persone di colore. Difatti, Davis subisce le violenze e le segregazioni razziali già da piccola, vive in una zona chiamata "Dynamite Hill", poiché lì le case delle persone nere sono fatte saltare con la dinamite per mano dei bianchi.

Molto presto si trasferisce, non ancora maggiorenne, a New York per frequentare la Little Red School House, una scuola privata, radicale e progressista, dove comincia i suoi studi su socialismo e comunismo e comincia a militare nel gruppo giovanile comunista.

I suoi studi proseguono prima a Parigi poi a Francoforte, si laurea in letteratura francese e poi in filosofia, ritornando infine in America negli anni settanta attirata dalle numerose mobilitazioni per i diritti civili. Cresce la sua coscienza politica e il suo attivismo per la lotta afroamericana, aderisce al SNCC, un comitato di coordinamento alla lotta non violenta degli studenti, poi si unisce alle Black Panthers ed infine si iscrive al Partito Comunista.

Ottiene la cattedra di filosofia all’università di Los Angeles, ma nel 1970 viene espulsa perché prende le difese dei Soledad Brothers, tre detenuti neri accusati di aver ucciso una guardia, e perché fa parte delle azioni delle Black Panthers che diventano sempre più violente ed armate. In questo anno, in seguito al fallito tentativo di un gruppo di Pantere Nere di liberare George Jackson in un’aula di tribunale, è accusata di cospirazione, rapimento e omicidio poiché la pistola usata per l’operazione è intestata ad Angela.

Dopo mesi di latitanza viene arrestata e processata. In tribunale si difende da sola, questo le permette di diffondere le sue idee politiche in tutto il mondo, presto iniziano delle proteste organizzate da comitati da varie parti del mondo accesi dalle parole di Davis. Questo periodo la trasforma nel simbolo internazionale dell’attivismo politico, di lotta per i diritti civili e dei diritti delle donne nere.

Una volta uscita dal carcere fa di tutto affinché il contributo delle donne alla causa per i diritti civili non sia ignorato e dimenticato. Lei stessa dichiara: “È importante cogliere la tendenza alla maschilizzazione della lotta e chiedersi perché non riusciamo a riconoscere che le donne sono sempre state al centro della causa, sia come vittime sia come attiviste”. Per queste lotte e per questo sguardo femminista si scontra con i membri del Partito Comunista e del Movimento Black Panthers, sessisti e discriminatori nei suoi confronti in quanto donna, ma anche per la sua intelligenze e le sue qualità da leader che l’avevano portata ad assumersi responsabilità e svolgere ruoli di dirigenze ed organizzativi. Viene, infatti, criticata molto dai maschi del movimento perché secondo loro “svolge incarichi da uomo” e credono che le donne vogliano impadronirsi dell’organizzazione.
Questi episodi le fanno comprendere che molti attivisti maschi neri non considerano affatto il valore delle donne, anzi che il loro impegno nella lotta sia una minaccia per la loro virilità. Idee che si radicano soprattutto con il fondamentalismo islamismo di Louis Farrakhan che sostituisce i principi laici e progressisti delle Pantere Nere. Davis decide così di uscire dal Movimento afroamericano.

Una volta uscita continua sempre più marcatamente, attraverso scritti, conferenze, lezioni universitarie e interviste, ad affermare le sue idee e teorie sull’oppressione del ruolo della donna nella società americana in generale, a trovare delle soluzioni politiche al problema del razzismo e dei diritti civili, alla riforma della giustizia penale e sociale. La sua analisi la porta alla costruzione di una teoria e di strumenti per cambiare il mondo, individua nello sfruttamento l’origine dell’oppressione e ritiene che la classe lavoratrice sia l’unica che possa combattere razzismo e sessismo, rifiutando di darsi una leadership riconoscibile ma privilegiandone una collettiva. Promuove un pensiero femminista a contrasto della cultura maschilista, con lo scopo di far capire alle donne che il lavoro fuori casa è importante sia per una personale indipendenza economica ma anche un modo per avere una vita al di fuori delle mura domestiche e la possibilità di ribaltare l’idea che la donna possa essere solo madre e moglie, ma che può anche essere una lavoratrice e realizzare le proprie aspirazioni.

Lavora molto per decostruire il “mito della società matriarcale nera”, un mito creato dalla cultura bianca che ha l’obiettivo di dividere la comunità nera e ostacolarne la liberazione.

Angela Davis attualmente insegna Storia della Coscienza all’Università della California, dove dirige anche il Women Institute. Non è più iscritta al Partito Comunista, ma rimangono in lei gli ideali comunisti con cui conduce la sua vita e il suo lavoro di promozione al cambiamento.



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  • L'Autore

    Irene Ghirotto

    Irene Ghirotto è laureata in Educazione Sociale e Culturale presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna.
    Nella sua tesi di laurea in “Empowerment e strategie di cittadinanza attiva” ha osservato come la lingua italiana sia usata in modo sessista e la necessità di modificarla per raggiungere una reale parità di genere, che è uno dei diritti umani essenziali. È un’attivista femminista intersezionale, ritiene che bisogna cambiare la cultura patriarcale in cui viviamo, poichè produce oppressioni e discriminazioni verso la maggior parte delle persone, togliendo loro non solo opportunità di migliorare le personali condizioni di vita ma anche i diritti umani di base che dovrebbero essere garantiti a chiunque. Per poter contribuire a questo cambiamento e andare verso un mondo più equo, ha fatto attività di volontariato presso una Casa delle Donne occupandosi della parte di comunicazione e sensibilizzazione sulle questioni di genere, inoltre, ha contribuito alla formazione di un Collettivo transfemminista LGBT+ che si occupa principalmente di informare e formare su svariate tematiche come: violenza sistemica e violenza sulle donne, identità di genere, decostruzione di stereotipi tossici.
    Pensa che per riuscire a creare un mondo più equo bisogna partite dalla scuola, dove introdurre l’educazione: sentimentale e sessuale; ai generi; anti-razzista, solo così si può capire il rispetto verso se stesse/i e le altre persone. In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autrice nell’area di Diritti Umani e in particolare nella sezione Domina.


    Irene Ghirotto graduated in Social and Cultural Education at the Alma Mater Studiorum in Bologna.
    In her thesis on "Empowerment and active citizenship strategies" she noted that the Italian language is used in a sexist way and the need to change it to achieve real gender equality, that is one of the essential human rights. She is an intersectional feminist activist, she believes that we need to change the patriarchal culture in which we live, because it produces oppression and discrimination against most people, taking away from them not only opportunities to improve personal living conditions but also basic human rights that should be guaranteed to anyone. To contribute to this change and move towards a more equitable world, has volunteered at a Women’s House dealing with the communication and awareness of gender issues, in addition, she has contributed to the formation of an LGBT+ Transfemminist Collective which is primarily concerned with informing and training on various topics such as: systemic violence and violence against women, gender identity, deconstruction of toxic stereotypes.
    She thinks that to succeed in creating a more equitable world it is necessary to start from school, where to introduce education: sentimental and sexual; gender; anti-racist, only in this way we can understand the respect towards ourself/s and other people. In the International World she holds the role of author in the area of Human Rights and in particular in the section Domina.

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