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Amalia Ercoli-Finzi

Domina

Nella vita capitano sempre delle ottime occasioni. L’importante é saperle cogliere.

Amalia Ercoli - Finzi

Cinque su cinquantadue, cinque su seicentocinquanta. Questi sono alcuni dei primi numeri che la vita ha cercato di porre come ostacolo nei confronti di una donna che non si è mai lasciata scoraggiare: lei si chiama Amalia Ercoli - Finzi, è nata il 20 aprile 1937 a Gallarate in provincia di Milano ed è stata una delle cinque adolescenti, su cinquantadue, iscritte alla prima classe del Liceo Scientifico di Busto Arsizio; ha fatto parte delle cinque ragazze iscritte al Politecnico di Milano su seicentocinquanta iscritti nonché la prima donna in Italia a laurearsi in Ingegneria Aeronautica (l’Ingegneria Aerospaziale non esisteva ancora) con una votazione di 110 e lode su 110. La sua carriera è proseguita e Amalia è diventata un’accademica, docente di meccanica orbitale, ingegnere aerospaziale, ricercatrice, consulente scientifico per la NASA (National Aeronautics and Space Administration), l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l’ESA (European Space Agency). Con ESA è stata direttrice della Missione Rosetta, sviluppatasi dal marzo del 2004 fino al 2014, che aveva l’obiettivo di comprendere l’origine delle comete e la relazione tra la loro composizione e la materia interstellare, per capire meglio l’origine del Sistema Solare. Durante questa Missione ha avuto il compito di supervisionare la trivella SD2 che, il 12 aprile 2014, si è sganciata dalla sonda Rosetta e ha perforato il nucleo della Cometa Churiumov-Gerasimenko. Amalia ha raccontato di come, mentre attendeva la risposta al messaggio da lei inviato a 450 milioni di chilometri di distanza, si sia messa in disparte dal resto del team per pregare. Ha dichiarato inoltre che la fede, per lei, non è credere a cose che vanno contro la logica, ma credere alle cose che la logica non spiega; pensa che ognuno di noi faccia parte di un disegno più grande fatto per il proprio bene, ma che bisogna superare il sentirsi al centro dell’Universo per poter così migliorare la relazione con gli altri, perché ognuno di noi è solo un piccolo elemento che fa parte del mondo.

Amalia ha vissuto la guerra, per questo ha raccontato come sia fondamentale per lei saper isolare le cose importanti dal resto che è superfluo, per poter raggiungere la felicità e la pace, la salute e il lavoro, che sono fondamentali in questo processo. Ha raccontato di come spesso ragioni con i suoi nipoti su come dare un senso alla propria vita e che da questo ne trae molta soddisfazione.

Con entusiasmo ed organizzazione è riuscita a coordinare la carriera con la sua numerosa famiglia che vede come lo specchio di una piccola società e crede che un genitore abbia adempito al suo compito se è riuscito ad individuare ed incrementare il punto di forza di ognuno dei propri figli.

Ha collaborato all’esperimento Deedri per la missione Mars Semple Return per portare sulla Terra campioni di suolo marziano che è sicura potranno un giorno essere campioni di suolo abitabile dall’uomo e coordina il Team italiano per la missione Amalia per una futura stazione spaziale abitabile. Infine ha collaborato per la missione robotica su Marte per la ricerca di tracce di vita.

Il suo sogno? Vedere l’equipaggio mettere piede su Marte.

Fonti consultate per il presente articolo:

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/amalia-ercoli-finzi/

https://www.asi.it/esplorazione/sistema-solare/rosetta/

https://www.corriere.it/19_aprile_04/amalia-ercoli-finzi-io-scienziata-credo-un-dio-buono-che-ci-salvera-aaa0eaf8-5491-11e9-a9e2-a0d1446d1611.shtml?fbclid=IwAR2rjTDDta27PT48bDOL0Z0wXmc2i7C22wTMGxI-W-QS9kKuxLaVqRwVOys

https://www.youtube.com/watch?v=Xi0cZ1aNN8w

https://pixabay.com/get/gf88d9c61f9e91239905f7086374e57d857f204dac76adb2c9a314b2c22c29bfcea9a8e27372ca32c507db9d3f756b795_640.jpg


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  • L'Autore

    Francesca Oggiano

    Mi chiamo Francesca Oggiano e sono una studentessa iscritta al corso di “Scienze Internazionali ed Istituzioni Europee” presso l’Università degli Studi di Milano.

    Da sempre la scrittura mi permette di rendere reale ciò che nasce come pensiero astratto, ed in particolare lo studio di materie giuridiche, economiche e sociali, improntate verso una visione internazionale, ha consolidato in me la necessità di voler raccontare ciò che accade nel mondo attraverso la ricerca di usi e tradizioni appartenenti a luoghi diversi e lontani dal nostro quotidiano.

    Sono venuta a conoscenza della realtà “Mondo Internazionale” e da subito mi ha incuriosita il fatto che si trattasse di ragazzi giovani impegnati a creare uno spazio che permettesse loro di credere in qualcosa di grande ed ho così deciso di voler fare anche io la mia parte.

    Insieme al meraviglioso Team che si occupa del progetto “TrattaMi Bene”, ho la possibilità di esprimermi riguardo a temi che da sempre mi appassionano e mi stanno a cuore, come i diritti umani e la violenza di genere, e che mai più di ora penso debbano essere divulgati fra le generazioni. Credo profondamente nel valore dello scambio comunicativo e sono convinta che con la forza della conoscenza e dell’informazione si possa crescere e migliorare, sia come individui che come Comunità.



    My name is Francesca Oggiano and I am currently a student of International Studies and European Institutions at the University of Milan.

    Writing has always allowed me to translate abstract thoughts into concrete realities and studying subjects like law, economics and social sciences, especially when marked by an international directory, has strengthen in me the need to tell what happens in the world through specific research of traditions belonging to places that are diverse and far from our daily life.

    I came across “Mondo Internazionale” and the fact that it involved young people engaged in creating a space that would let them believe in something greater made me curious from the very beginning; hence, I decided that I also wanted to give my contribution to this project.

    Together with the wonderful team of the “TrattaMi Bene”, I have the chance to express my ideas on themes that have always been close to my heart and that deeply interest me, such as human rights and gendered violence, and that I am certain now more than ever need to be discussed through generations. I strongly believe in the importance of communicative exchanges and I am committed to the idea that, thanks to the power of knowledge and information, one can grow and get better both as an individual and as a community.

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