background

Zar-puška

Culturalmente Imparando

Se si ha la fortuna di visitare la bellissima Mosca e la sua Piazza Rossa, l’adiacente Cremlino è una tappa d’obbligo di grande interesse. L’intero complesso offre uno spaccato sulla storia e la cultura del paese. Una volta entrati nelle mura, oltre al Gran palazzo del Cremlino (residenza ufficiale del Presidente della Federazione russa), vi è la piazza delle Cattedrali. Ma, ad attirare l’attenzione dei turisti nella Piazza Ivanovskaja, interna al complesso c’è anche un curioso oggetto che non passa certo inosservato: lo Zar-puška (conosciuto volgarmente come “il cannone dello zar”).

L’arma fu commissionata dallo zar Fëdor I nel 1586, due anni dopo essere salito al trono. Il sovrano era figlio del famigerato Ivan il Terribile e morì senza eredi (l’unica figlia, Feodosia, non superò i due anni). Alla morte di Fëdor I nel 1598 il vuoto di potere lasciato provocò una fase di caos e instabilità conosciuta come “periodo dei torbidi”. La Russia cadde in un regime di interregno contrassegnato da diversi personaggi e da aggressive lotte per il potere. L’elezione nel 1613 di Michail Romanov come nuovo zar mise fise a questa particolare fase di anarchia. La dinastia Romanov restò sul trono fino al 1917, quando venne spazzata via dai rivoluzionari.

Il mastodontico pezzo d’artiglieria è una bombarda in bronzo da quasi 40 tonnellate, lunga cinque metri e mezzo e con un calibro di 890 mm. Le dimensioni esagerate non ne permisero mai l’utilizzo in guerra. Fu realizzato da Andrey Chokhov, abile costruttore di armi pesanti e campane. Di fianco allo Zar-puška spicca l’altrettanto enorme campana dello zar, di oltre 200 tonnellate e alta sei metri per sei metri e mezzo di diametro. Commissionato dall’imperatrice Anna I, anche quest’oggetto non fu mai utilizzato.

Sia il cannone e che la campana sono entrati nel Guinness dei primati per le loro dimensioni. Gli enormi proiettili visibili oggi vicino allo Zar-puška furono creati come decorazione nel 1834. Secondo il progetto originale l’arma avrebbe dovuto sparare colpi a grappolo da quasi una tonnellata. Oltre a destare impressione, il cannone suscita attenzione per i suoi bellissimi dettagli decorativi, in particolare dell'affusto (cioè il carro con le ruote che oggi fa da piedistallo). L’originale di quest'ultimo andò distrutto durante l’incendio di Mosca del 1812. Una sorte simile era già toccata alla campana dello zar, pesantemente danneggiata da un incendio nel 1737.


Condividi il post

  • L'Autore

    Mario Rafaniello

Categorie


Tag

Potrebbero interessarti

Image

Fra continuità e discontinuità: Gentiloni protagonista della nuova stagione economica europea

Leonardo Cherici
Image

Cambiamento climatico ed epidemie - la prevenzione sta nel rispetto ambientale

Andrea Radaelli
Image

Nutrizione e menopausa: qualche dritta

Francesca Locatelli
Accedi al tuo account di Mondo Internazionale
Password dimenticata? Recuperala qui