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Vinaya

Culturalmente Imparando

Il Vinaya, in pāli (lingua indiana) e in sanscrito, significa disciplina e all’interno del Buddhismo indica le raccolte di norme che i monaci buddisti devono seguire. I precetti del Vinaya sono appartenenti a 3 scuole diverse che a loro volta ne diminuiscono o aumentano il numero. Nella scuola Theravāda, (dominante nell’Asia meridionale e nel sud-est asiatico) la più antica, essi sono 227. Quella cinese ne conta invece 250 e quella tibetana 253. Le scuole giapponesi Tendai e Zen non seguono i precetti Vinaya bensì quelli del Mahāyāna, composto da 58 precetti.

Affinché un monaco diventi tale, si rende necessaria un investitura che prevede la presentazione del candidato con la testa rasata di fronte ad una playea di 10 monaci già ordinati. Al candidato veniva consegnato il tipico vestito color giallo zafferano e le ciotole per la richiesta dell’elemosina. Infine, il novizio proclamava per tre volte la sua intenzione a prendere i voti. La comunità monastica poteva liberamente, all’interno di quelle proclamazioni, opporsi all’ingresso del candidato nell’ordine. La condotta di base di un monaco e di un buddista prevede il divieto di uccidere, di rubare, di utilizzare un linguaggio offensivo, l’astensione da una condotta sessuale irresponsabile e dall’assunzione di bevande alcoliche e droghe.


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