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Ukiyo-e

Culturalmente Imparando

La corrente artistica nota come ukiyo-e è probabilmente uno degli aspetti culturali più amati e famosi del Giappone. L’espressione rimanda alle "immagini dal mondo fluttuante", ed è proprio il senso di libertà e bellezza insito nelle opere di questo genere che ne decretò il successo. Le stampe in stile ukiyo-e nacquero inizialmente per essere inserite come illustrazioni nei libri. Col tempo tuttavia furono sempre più ricercate da parte degli abitanti delle prime grandi città: ricchi mercanti e famiglie benestanti commissionavano lavori di questo tipo che raffigurassero momenti di vita quotidiana, persone, scene dal teatro kabuki o paesaggi.

Questa tecnica si sviluppò principalmente all’interno del periodo Edo (1603-1868) e raggiunse la fama mondiale a cavallo tra la fine di questo e il successivo periodo Meiji (1868-1912). La lunga era che va dalla battaglia di Sekigahara (1600) alla guerra civile Boshin (1868-69) fu contraddistinta dal bakufu, ovvero il potere assoluto dei potenti shōgun della famiglia Tokugawa. Durante questa fase, il Giappone si strutturò secondo un sistema di tipo feudale e, per oltre due secoli, venne imposta la chiusura dei contatti col mondo esterno (sakoku), eccetto rapporti strettamente commerciali con olandesi e cinesi. Questi fattori consentirono una certa stabilità, durante la quale i centri urbani progredirono, diventando vivaci poli d'attrazione culturali. Nacquero importanti scuole di pittura che produssero artisti di grande spessore.

Tra questi si distinsero molti pittori maestri nell’ukiyo-e: i più conosciuti al mondo sono Katsuhika Hokusai (1760-1849), Kitagawa Utamaro (1753-1806) e Utagawa Hiroshige (1797-1858). Con la riapertura dei contatti all'esterno nella seconda metà del XIX secolo, l’arte giapponese entrò di colpo nella cultura occidentale, in particolare quella europea, che fino a quel momento la conosceva solo grazie agli oggetti importati dai mercanti olandesi. L’influenza fu tale che portò al cosiddetto fenomeno del Japonisme. Letteratura, moda, musica, cinema: il fascino del Giappone contagiò molti aspetti della vita sociale dell’epoca. I risultati più evidenti si ebbero nella pittura; molti grandi pittori europei si interessarono allo stile artistico dei maestri giapponesi: Van Gogh, Degas, Toulouse-Lautrec, Manet, Klimt, e non solo.

La tecnica ukiyo-e era abbastanza complessa e una singola opera richiedeva l'impegno di più persone (incisore, pittore, intagliatore, stampatore, ecc). Creato il disegno, questo veniva "tracciato" e poi incollato su una tavola di legno. Veniva poi aggiunto l’inchiostro e stampato (anche in serie). Il processo si ripeteva per avere vari strati di colore. Inizialmente le stampe ukiyo-e erano prodotte solo con inchiostro nero.


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

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