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Tlatoani

Culturalmente Imparando

L’importanza della cosiddetta epoca precolombiana nella storia dell’umanità è legata ad un semplice dato di fatto: anche “dall’altra parte” esistevano vere e proprie civiltà, e per di più dal passato glorioso e millenario. Si trattava di popolazioni che avevano culture e tradizioni uniche, capaci di diffondersi su tutto lo sterminato continente che in seguito sarebbe stato chiamato “americano”. Un dettaglio che oggi sembra banale, ma basta rifletterci poco più di un minuto per apprezzarne la l’enorme profondità. Prima della scoperta di Colombo quello che, fino a quel momento, era semplicemente il mondo conosciuto nemmeno poteva immaginare che al di là delle colonne d’Ercole esistessero davvero altre terre. E altre civiltà.

Nonostante le popolazioni precolombiane al momento dello storico impatto non avessero raggiunto un grado di conoscenze scientifiche e tecnologiche pari alla frammentata e vivace realtà eurasiatica, ciò non vuol dire che fossero primitive come sicuramente credettero i primi esploratori. Il livello di nozioni astronomiche, artistiche e architettoniche raggiunto dai soli aztechi (o mexica, come essi stessi si definivano) era di certo ragguardevole e paragonabile ai fasti dell’Antico Egitto. Tuttavia, queste civiltà alla fine del XV secolo erano rimaste materialmente a quello stadio, probabilmente per l’assenza di un centro di scambio culturale quale fu il Mediterraneo, con le sue guerre perenni in uno spazio ristretto. Un dettaglio che forse, costringendo diverse civiltà a contatti bellici e commerciali forzati e frequenti, ha portato anche allo sviluppo di queste, fornendo le basi per i successivi grandi imperi e regni del bacino mediterraneo. In seguito, quel progresso avrebbe prodotto gli strumenti umani e materiali per tentare l’impresa delle imprese: solcare l’Atlantico.

La storia dell’umanità è la storia dei popoli, ma soprattutto dei loro sovrani. Il potere smisurato dei regnanti del passato ha decretato la nascita e la cancellazione di intere civiltà. Una variabile certamente non sconosciuta agli aztechi. Al vertice dell’impero in questione vi era il tlatoani, una sorta di re che esercitava il potere sulla sua città-stato. In effetti, la stessa natura di quello azteco come impero è discussa, in quanto a differenza delle medesime realtà europee il centro non governava direttamente la periferia come se fosse un’unica entità. I territori aztechi erano suddivisi in singole città-stato (altepetl). Una vera e propria espansione in senso imperiale si ebbe solo nella prima parte del XV secolo, con la triplice alleanza tra le città azteche di Tenochtitlán (che dominava tale situazione), Texcoco e Tlacopán. In ogni caso, a regnare erano i tlatoani, termine che in lingua nahuatl indica “colui che può parlare”. Essi venivano eletti dalla nobiltà (pīpiltin) ed erano guerrieri provenienti da famiglie influenti, i quali avevano funzioni militari e religiose.

Con l’avvento della triplice alleanza nel 1428, il prestigio dei sovrani crebbe al punto che essi venivano chiamati huey tlatoani, ovvero “grandi oratori”. L’impero controllava l’area corrispondente grosso modo al Messico odierno, e venne brutalmente sconfitto nel 1521 dai conquistadores di Hernan Cortes. Il condottiero spagnolo poté contare sull’appoggio del regno Tlaxcalteca, rivale della triplice alleanza. L’ultimo tlatoani fu Cuauhtémoc, catturato dagli uomini di Cortes, imprigionato e infine ucciso nel 1525. Il primo tlatoani si ritiene invece fosse stato Tenoch, figura misteriosa vissuta nel XIV secolo.


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

    Mario Rafaniello Vice Responsabile della rubrica “Culturalmente Imparando”. Partecipa anche all’entusiasmante progetto “Japan 2020” e si interessa di arte, cultura e letteratura.

    Laureato in Giurisprudenza e laureando in Relazioni Internazionali. Attualmente collabora con diversi portali online.

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