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Tetrafobia

Culturalmente Imparando

Il numero 4 può suscitare avversione e superstizione in alcuni paesi dell’Asia orientale, particolarmente in Cina, Giappone e Corea. Alla base della tetrafobia ci sono ragioni linguistiche, o meglio, fonetiche. Infatti, la pronuncia della parola “quattro” in lingua cinese (四 -sì-) ha un suono omofono a quello della parola “morte” (死 -sǐ-). In giapponese e coreano i suoni sono del tutto identici.

L’avversione in Cina è più sentita, estendendosi anche ai numeri che contengono il 4, ritenuti ancora più infausti. Questo perché alcuni numeri, come il 14 e il 74, hanno suoni simili a frasi dal significato mortale. Si evita di pronunciarli sia durante le cerimonie, sia in occasioni familiari perché potrebbero attirare cattiva sorte.

Nelle grandi città asiatiche ci si può imbattere nell’assenza del 4 in diversi edifici, come ospedali, hotel o residenze, dove viene saltato o è sostituito da altre forme. Lo stesso metodo viene usato addirittura nella numerazione degli aerei e navi militari cinesi.

Esistono altre forme di numerofobia abbastanza diffuse e conosciute nel mondo. L’impronunciabile hexakosioihexekontahexafobia è la paura del celebre numero 666, quello della “Bestia” e di tutto l’immaginario occidentale legato al Maligno. Altrettanto celebre è la triscadecafobia, ovvero la superstizione del numero 13, legata spesso al giorno del venerdì. Tra le varie ipotesi, infatti, vi è quella che riporta agli eventi terribili di venerdì 13 ottobre 1307, quando gran parte dei cavalieri templari fu sterminata per ordine di re Filippo IV di Francia “il Bello”.


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

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