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Taurocatapsia

Culturalmente Imparando

Il toro è una di quelle creature che, fin dall’antichità, ha suscitato nell’uomo rispetto e venerazione. Forte e fiero, non sono mancati popoli che hanno adorato questo animale come un dio, dando vita a rituali e celebrazioni le cui tracce giungono sino all’età moderna. Le testimonianze in tal senso sono profonde, particolarmente nella cultura occidentale: dal vitello d’oro respinto come falso idolo da Mosè al leggendario minotauro di Cnosso; dalla forma di divina di toro assunta da Zeus per rapire la povera Europa fino all’iconografia cristiana che vuole la bestia come simbolo dell’evangelista Luca. Senza parlare delle più moderne corride spagnole.

Ma cos’è di preciso la taurocatapsia? Con questo strano termine di origine greca si intende un determinato tipo di arte raffigurativa risalente all’età del bronzo e rappresentante un antico rituale nel quale bisognava “saltare” su un toro. Il coraggioso partecipante, secondo i reperti che testimoniano questa attività, saltava addosso al possente animale per afferrarne le corna, cercando di compiere acrobazie e salti mortali. Numerose rappresentazioni della taurocatapsia sono state ritrovate a Creta, dove la figura del toro era un elemento culturale molto sentito. Altre testimonianze sono state rinvenute nel Vicino Oriente, in Asia centrale e persino nella Valle dell’Indo.

La più famosa raffigurazione del rituale è sicuramente quella conservata al museo archeologico di Candia (Heraklion in greco), a Creta. L’affresco risale ad un periodo compreso tra il XVII e il XV secolo a.C., collocandosi quindi nel pieno della civiltà minoica (cioè la cultura cretese dell'età del bronzo). Il nome di questo antico retaggio deriva dal leggendario re Minosse, figlio di Europa e di Zeus. Il dio dell’Olimpo, proprio sotto le sembianze di un toro, rapì la fanciulla per condurla a Creta, dove divenne successivamente regina.

Questo rituale (che non gode certo della fama mondiale della corrida) viene praticato ancora oggi, soprattutto in Francia, ma con una grossa differenza. Non vengono impiegati tori, ma giovani mucche. Così, come nell’antichità, i saltatori gareggiano tra loro compiendo abili acrobazie ed evitando con maestria le cariche dell’animale. I tori vengono ancora impiegati nella taurocatapsia che si svolge in alcune zone della Spagna e addirittura dell'India. Naturalmente, a seconda dei luoghi e delle tradizioni il rituale può presentare alcune differenze, ma è quasi sempre legato ad una qualche festività.


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

    Mario Rafaniello Vice Responsabile della rubrica “Culturalmente Imparando”. Partecipa anche all’entusiasmante progetto “Japan 2020” e si interessa di arte, cultura e letteratura.

    Laureato in Giurisprudenza e laureando in Relazioni Internazionali. Attualmente collabora con diversi portali online.

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