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Naginata

Culturalmente Imparando

Anche se non gode della fama indiscussa riservata alla “sorella” katana, il naginata (なぎなた-薙刀) è un’arma altrettanto nobile e letale. Si tratta di una lunga asta con un’estremità ricurva, composta rispettivamente da legno resistente e una lama d’acciaio. Fonti storiche ne documentano l’esistenza nell’ultima parte del Periodo Heian (784-1185). Quest’arma nacque per permettere alla fanteria di colpire sia i nemici a cavallo sia quelli a terra. Si dimostrò estremamente utile nella guerra Genpei, un conflitto risalente agli ultimi anni del Periodo Heian tra potenti clan che miravano al dominio sul Giappone.

L’arma può raggiungere complessivamente anche i due metri di lunghezza; la lama era prodotta con la stessa tecnica usata per forgiare le katane. L’aspetto più interessante del naginata era proprio la sua conformazione: permetteva ai soldati di falciare il cavallo nemico azzerandone la minaccia. Inoltre, le sue dimensioni permettevano di tenere a distanza il nemico nel combattimento corpo a corpo. Nonostante i pregi del naginata, l’arma bianca cadde in disuso nel giro di pochi secoli. L’avvento delle armi da fuoco e della nuova tecnologia portata in Giappone dagli occidentali condannarono il naginata ad un uso più “domestico”.

Durante il Periodo Edo (conosciuto anche come Tokugawa, dalla famiglia che per lungo tempo assunse il comando del Giappone) fu usata per combattimenti individuali e come strumento di allenamento. Questa sua nuova funzione riportò il naginata ad una seconda vita. Fu prevalentemente usato dalle donne come strumento di difesa e se ne inserì lo studio nelle scuole durante il periodo Meiji.

Proprio delle coraggiose donne armate di naginata combatterono nella dura guerra Boshin; quest’ultima fu una guerra civile avvenuta tra il 1868 e l’anno successivo, che mise fine allo shōgunato Tokugawa e permise l’avvio della Restaurazione Meiji. Tra le più celebri donne guerriere (onna-bugeisha), si ricorda Nanako Taneko, esperta maestra del naginata sconfitta durante la guerra Boshin. Nanako (nemmeno ventenne) guidò un gruppo di altre valorose donne determinate a difendere lo shōgun nella battaglia di Aizu, dove trovò un'onorevole morte combattendo fino allo stremo. Tuttora, il coraggio della giovane guerriera è ricordato ogni anno durante il festival dell’autunno di Aizu.


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

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Giada Pagnoni
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