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Lost Gardens of Heligan

Culturalmente Imparando

Ambientazioni fantasy e un richiamo costante ai tempi passati sono gli ingredienti che caratterizzano una delle più belle e misteriose attrazioni della Cornovaglia: i Lost Gardens of Heligan (i Giardini perduti di Heligan).

La storia di questi affascinanti giardini risale a diversi secoli fa, più nello specifico al XII secolo, quando fu costruita la residenza omonima. I giardini hanno conservato il nome originario della tenuta, ma è stato necessario aspettare diverso tempo prima di vedere emergere i primi segni distintivi che li caratterizzano oggi. È stato infatti l’acquisto della proprietà da parte di una ricca famiglia nobiliare inglese, i Tremayne, a donare alla tenuta Heligan una ricchezza attrattiva fuori dal comune. Henry Hawkins Tremayne iniziò a prendersi cura maniacalmente dell’area rurale circostante e cominciò a sviluppare i Northern Gardens, i Flower Gardens e la Melon Yard.

L’area complessiva dei Lost Gardens of Heligan, a quel tempo, era di circa 100 acri. All'interno di questa vasta vegetazione i discendenti di Herny Hawkins portarono avanti il progetto costruttivo del predecessore, arricchendo la tenuta con un giardino all'italiana, uno giapponese e diverse centinaia di piantagioni di rododendri e felci, che costituiscono la celebre “Jungle” di Heligan.

La rigogliosa storia dei giardini si interruppe bruscamente durante la prima metà del XX secolo. L’arrivo della Prima Guerra Mondiale obbligò i giardinieri ad arruolarsi nell'esercito, lasciando cadere in un progressivo stato di abbandono i giardini. Nel periodo tra le due guerre, l’ultimo erede maschio della famiglia Tremayne, Jack Tremayne, decise di vendere l’intera tenuta e di trasferirsi in Italia. Per questo motivo, durante la Seconda Guerra Mondiale, la villa fu adibita prima ad ospedale da campo e poi ad alloggio per le truppe americane.

I giardini rimasero abbandonati per gran parte del secolo fino a quando, nel 1990, uno degli eredi della famiglia Tremayne, John Willis, vi si recò con l’amico e produttore discografico Tim Willis. La meraviglia e lo stupore che li colpirono alla vista di questo “mondo fatato” li spinse ad organizzare, per l’anno successivo, un importante progetto di restauro che nel giro di poco più di un anno permise la riapertura al pubblico. La zona riacquistò fama e riaccese il turismo dell’intera zona, come confermato dalla BBC (che, di fatto, aveva seguito maniacalmente i lavori di restauro).

Oggi i turisti arrivano da ogni parte per visitare il bosco di rododendri e camelie di Heligan (Patrimonio Nazionale) o le accattivanti aggiunte, famose in tutto il mondo, come la Ragazza di Fango e la Testa Gigante. La ricca Giungla (the Jungle) cresce sempre di più, al punto tale da creare un microclima indipendente che misura 5° in più rispetto ai Northern Gardens.

La crescita dei giardini è in continua evoluzione, tant'è che oggi ricoprono un’area di 200 acri, ma il progetto futuro è quello di raggiungere i 300.


NOTE:

https://www.heligan.com/

https://travel.fanpage.it/i-giardini-perduti-di-heligan-la-perla-segreta-della-cornovaglia/

FONTE IMMAGINE:

https://unsplash.com/photos/tCT032aX0Ds


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  • L'Autore

    Pablo Scialino

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