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L'automa cavaliere

Culturalmente Imparando

L’infinito genio di Leonardo da Vinci, che altro dire! La modernità di alcune sue idee o intuizioni ancora oggi lascia a bocca aperta. Macchine volanti, prototipi di carri armati, sistemi idraulici e persino robot. Già, l’insaziabile sete di conoscenza del Maestro per la macchina perfetta non si fermava solo all’esame anatomico che tutti conosciamo. Se grazie alla sezione dei cadaveri e ad altri esperimenti Leonardo approfondiva i misteri del corpo umano, perché non provare a replicarne quantomeno le movenze?

Del suo prototipo di automa umanoide (ideato intorno al 1495) si ha traccia in alcuni appunti della sua sterminata produzione, nonché nel Codice Atlantico, opera monumentale in cui vennero raccolti gran parte degli scritti di Leonardo, ereditata poi dal suo allievo Francesco Melzi. A causa della vastità degli interessi abbracciati dal genio toscano, è difficile ricostruire con esattezza le vicende di questo progetto. Semplice desiderio di ricreare, seppur meccanicamente, l’essere umano o strumento di guerra troppo precoce per l’epoca (così com’era anche il suo progetto di una mitragliatrice)? In realtà la tesi più accreditata è che Leonardo avesse costruito l’automa per impressionare gli ospiti alla corte di Ludovico Sforza durante una festa.

Tuttavia, non si hanno ad oggi prove che Leonardo abbia effettivamente costruito il suo cavaliere meccanico. La scoperta di questo progetto risale solo al 1950, grazie agli studi approfonditi dello storico Carlo Pedretti sul Codice Atlantico. In seguito è stato possibile per gli studiosi costruire un modello seguendo le indicazioni scritte lasciate da Leonardo in persona. Il primo fra questi fu realizzato nel 1996 da un esperto di robotica negli USA. Nel 2007, a seguito di complessi studi sui disordinati fogli sparsi tra Codice e taccuini leonardeschi, anche il laboratorio italiano Leonardo3 ha costruito una versione dell’automa cavaliere.

Secondo le istruzioni di Leonardo, l’automa avrebbe potuto replicare alcuni semplici movimenti umani grazie ad un sistema di leve e cavi che controllavano in maniera separata la parte superiore e quella inferiore del corpo. Esternamente si presentava come un’armatura del XV secolo, ma contenente un complesso meccanismo di perni, supporti e ingranaggi. A prescindere dalla sua effettiva realizzazione o meno all’epoca, è strabiliante pensare alla lungimiranza di Leonardo e alle sue invenzioni che ancora oggi ci sembrano troppo avanzate.


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

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