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La Giobia

Culturalmente Imparando

Una strega si nascondeva nei boschi dell’Italia settentrionale, divorando i bambini e spaventando chiunque entrasse nel bosco. Un giorno, l’ultimo giovedì di gennaio, la strega era solita cercare qualche bambino da mangiare, e cosi una madre, a fine di proteggere il proprio figlio, preparo una trappola. Cucinò un riso giallo allo zafferano con la salsiccia luganega, che distrasse la strega fino al mattino, quando il sole la carbonizzò una volta per tutte. Un’altra leggenda vede la stessa strega addirittura venir squartata in due, divorando una bambola con fattezze infantili riempita di coltelli e forbici. Così nasce la Festa della Giöbia, Zobia, Giubiana o Gibiana, una tradizione pagana nata per propiziare i raccolti successivamente alla stagione invernale, la quale sembra prendere il nome dal Dio romano Giove, assunta poi all’interno delle celebrazioni ammesse dalla chiesa cattolica. Tipica del nord Italia, questa ricorrenza prevede generalmente il rogo di fantocci con sembianze di donne (streghe) vecchie e rugose. A volte sono interamente costruite con la paglia ma ogni regione o paese ha poi nella storia costruito il suo simbolo e la sua celebrazione.


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