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Krsna slava

Culturalmente Imparando

Krsna e Slava in serbo significano rispettivamente “battezzato” e “celebrazione”: si tratta infatti di una cerimonia legata al culto cristiano ortodosso e praticata in Serbia, ma se ne ritrovano testimonianze anche nei paesi vicini (seppur diverse nella forma). Sostanzialmente, il Krnsna slava consiste in un rito con cadenza annuale durante il quale si rende omaggio al santo patrono della propria famiglia nel giorno in cui ne ricorre la celebrazione. Il santo familiare si trasmette di padre in figlio, mentre le donne lo acquisiscono dal marito in seguito al matrimonio.

Durante la celebrazione si preparano piatti tipici della tradizione serba da condividere con familiari e amici, tra cui il kolač (una forma di pane rituale) e il koljivo (un piatto a base di grano bollito). Entrambi i piatti vengono benedetti da un sacerdote che visita la casa della famiglia che festeggia il proprio patrono. Viene accesa anche una candela di cera d’api. Il pane (riccamente decorato con simboli cristiani) e il grano bollito simboleggiano rispettivamente il corpo e il sangue di Cristo, la candela invece rappresenta la luce divina.

Essendo un rito legato all’identità familiare, lo Slava ha assunto un forte connotato etnico, al punto da essere sentito come una delle tradizioni serbe più importanti. Grazie alla trasmissione del santo patrono di padre in figlio, per molte persone è stato possibile ricostruire pezzi del proprio albero genealogico. La tradizione risale all’epoca medievale e al culto di San Sava (detto “l’Illuminatore”), arcivescovo serbo vissuto a cavallo tra il XII e il XIII secolo e personaggio di primo piano nella cultura nazionale del paese balcanico. Il Krsna slava ricorda alle famiglie l’importanza del battesimo e il forte legame con la cristianità. Da allora, si è perpetrata l’usanza di festeggiare ogni anno il santo patrono della famiglia, come se fosse un rinnovo del battesimo. Lo Slava, per la sua importanza storico-culturale, è stato inserito nel 2014 tra i patrimoni immateriali dell’UNESCO.


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

    Mario Rafaniello Vice Responsabile della rubrica “Culturalmente Imparando”. Partecipa anche all’entusiasmante progetto “Japan 2020” e si interessa di arte, cultura e letteratura.

    Laureato in Giurisprudenza e laureando in Relazioni Internazionali. Attualmente collabora con diversi portali online.

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