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Kokoshnik

Culturalmente Imparando

L’ultimo mondiale di calcio si è svolto in Russia nel 2018. Tra il calore delle tifoserie e i colori delle bandiere delle nazionali, le riprese televisive hanno spesso messo in evidenza il curioso abbigliamento dei tifosi ospitanti. In particolare, uno stravagante copricapo russo ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo, tanto da farlo diventare (soprattutto nel periodo più “caldo” del mondiale) un vero e proprio meme.

Oggi con Culturalmente Imparando cercheremo di scoprire di più riguardo questo indumento, che risponde al nome di Kokoshnik.

Il Kokoshnik è un tradizionale tocco russo, utilizzato storicamente dalle donne a partire dal X secolo d.C. Diffuso inizialmente nel nord del paese, raggiunse nei secoli successivi tutta la zona circostante. Il termine deriva dallo slavo antico “kokosh”, che significa “gallo”. Il tratto più distintivo del Kokoshnik, infatti, è proprio la cresta rialzata frontale che, a seconda delle situazioni, veniva adornata con accessori diversi. Il Kokoshnik serviva ad evidenziare lo stato civile delle donne: le donne sposate dovevano coprire il capo e nascondere i capelli. In questi casi, si facevano due trecce e le si fermavano ai lati della testa, mentre al Kokoshnik veniva aggiunta una stoffa che copriva non solo la nuca, ma tutto il collo (le donne nubili e in cerca di marito, d’altro canto, si riconoscevano da una lunga treccia sciolta).

Ma questo tradizionale copricapo non veniva usato solamente dalle donne sposate. Esso era anche un accessorio indispensabile per le feste, soprattutto se fatto di ottimo tessuto e ricamato con gioielli preziosi. Spesso, per l’elevato valore del capo, veniva tramandato con grande attenzione da una generazione all'altra.

C’è anche una componente politica nella storia del Kokoshnik: è sempre stato un simbolo del folklore russo. Tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, infatti, quando Pietro il Grande decise di combattere le usanze della Russia dei Boiardi, li obbligò a tagliare l'iconica barba e vietò alle donne più abbienti di indossare il famoso copricapo, il quale rimase d'uso solo fra le classi inferiori. Il Kokoshnik riacquistò valore sociale a partire dal 1762, con la salita al trono di Caterina la Grande, la quale decise di rendergli onore e rimarcare la sua “russità”.

A partire dal XIX secolo, l’aristocrazia riprese pienamente lo stile tipico del Kokoshnik, iniziando ad indossare diademi con alta cresta. Dopo la Rivoluzione russa, questo copricapo entrò nelle mode di tutta Europa.

Da sempre un oggetto di forte impatto, il Kokoshnik arrivò addirittura ad influenzare l’architettura. L’architettura Kokoshnik, appunto, utilizzò come simbolo identificativo il celebre frontone decorativo che, a partire dal XVI secolo, è diventato uno degli elementi tipici dell’architettura russa in generale.


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  • L'Autore

    Pablo Scialino

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