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Il Fabianesimo

Culturalmente Imparando

Cosa hanno in comune Virginia Woolf, John Maynard Keynes, Bertrand Russell, George Bernard Shaw e H. G. Wells? Essere tutti tra le più eminenti personalità britanniche? Troppo scontato, ma certamente non inesatto. In realtà, quello che accomuna questi ed altri personaggi di primo piano della cultura occidentale a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento è qualcosa di molto “scomodo” e poco conosciuto al grande pubblico. Essi sono stati parte, o comunque hanno avuto a che fare, con la Fabian Society. Questa è (perché esiste ancora ed ha pure un sito web) un’associazione nata nella Londra vittoriana nel 1884, che ad oggi rappresenta il più antico think tank britannico e fece capo al movimento politico-intellettuale socialdemocratico noto come fabianesimo (o fabianismo). I fondatori furono i coniugi Webb.

La singolare denominazione fu un omaggio allo stratega militare romano Quinto Fabio Massimo detto “il Temporeggiatore”, colui che contribuì alla sconfitta definitiva del temibile Annibale per mano di Publio Cornelio Scipione detto “l’Africano”. La tattica di Fabio fu appunto quella di temporeggiare, ovvero di sfiancare l’esercito nemico e privarlo di forze in attesa dell’arrivo dei rinforzi durante la battaglia tra Roma e Cartagine a Zama. Questi eventi vennero inseriti nei Saggi Fabiani del 1889 contenenti il programma della Fabian Society, il quale si proponeva di favorire l'elevazione delle classi lavoratrici per renderle pronte ad assumere il controllo dei mezzi di produzione e tendere al socialismo, ma in maniera molto graduale. Proprio quest’ultimo punto fa la differenza col marxismo, che invece implica un cambiamento rivoluzionario che scuota la società dalle fondamenta. Invece, il Fabianesimo respingeva sia le idee utopiche che quelle rivoluzionarie, optando per un più realistico pragmatismo che potesse creare un'alternativa alla proprietà privata dei mezzi di produzione.

Furono proprio alcuni violenti scioperi e proteste di quella Londra spietata e in piena industrializzazione di fine XIX secolo che portarono i fabiani a rifiutare l’idea della rivoluzione come mezzo per il socialismo, che invece poteva essere raggiunto anche tramite le normali procedure politiche. Questi principi fecero da fondamenta alla nascita del partito laburista nel 1906, mentre la Fabian Society a partire dagli anni Trenta andò incontro ad un lento ed inesorabile declino, dovuto anche alle contraddizioni interne che il socialismo reale sovietico poneva negli intellettuali socialisti dell’epoca. Inoltre, il successo del comunismo e dei gruppi proletari e rivoluzionari ispirati a Mosca eclissò questo movimento dall’anima molto più soft rispetto a quello che poi sarebbe stato il leninismo prima e lo stalinismo poi.

Obiettivo dei fabiani era porre fine al disordine economico e agli abusi provocati dal capitalismo, che in quegli anni trovavano a Londra la loro massima espressione. All’opulenza delle grandi compagnie imperiali si contrapponeva la miseria dei sobborghi londinesi, dove anche i più piccoli morivano di lavoro in condizioni terribili. Charles Dickens fu uno di questi bambini sfruttati e le sue opere raccontano sin troppo bene quella realtà. Altre battaglie politiche dei fabiani hanno incluso l'estensione delle cure sanitarie e l'istruzione gratuita per tutti e, appunto, una normativa dettagliata sul lavoro per porre un freno alla schiavitù minorile.

Foto: Simon Harriyott

Fonti consultate:

https://journals.openedition.org/diacronie/2535#tocto1n2

http://alleanzacattolica.org/il-fabianesimo/

https://churchmousec.wordpress.com/2010/05/27/the-fabian-society-the-third-way-and-modern-british-thought/

https://fabians.org.uk/about-us/our-history/

http://www.criticasociale.net/index.php?&lng=ita&function=agenda&pid=tank&liblab_categ=18#.Xq9XW6gzbIU


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

    Mario Rafaniello Vice Responsabile della rubrica “Culturalmente Imparando”. Partecipa anche all’entusiasmante progetto “Japan 2020” e si interessa di arte, cultura e letteratura.

    Laureato in Giurisprudenza e laureando in Relazioni Internazionali. Attualmente collabora con diversi portali online.

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