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I Preraffaelliti

Culturalmente Imparando

Pochi movimenti artistici sono riusciti a diventare talmente iconici da essere riconoscibili anche da parte di chi non si intende d’arte. Capolavori assoluti usciti dalle mani e dalle menti di artisti profondamente innamorati della natura, della bellezza effimera, della figura femminile e delle leggende cavalleresche. Uomini e donne alla ricerca di un tempo perduto e in realtà mai trovato, ma la cui stessa ricerca è sentimento universale e antico. Un’avventura del tutto nuova per svelare qualcosa di un passato mistico, rifiutando ogni severo canone e lasciandosi trascinare dall’impeto della bellezza, dipingendo su tela ciò che il cuore reclamava a gran voce. Questi erano i Preraffaelliti. Questa era la loro arte.

Perché la celebre confraternita nata nell’affascinante età vittoriana si diede un nome così peculiare? All’epoca i maestri italiani rappresentavano l’apice e il modello artistico cui ogni aspirante pittore avrebbe dovuto tendere. Era la prestigiosa Royal Academy di Londra a dettare canoni e regole, nonché a consacrare fortune e abissi nelle carriere degli artisti britannici. Raffaello era considerato il più grande dei maestri nel mondo accademico del tempo, e la sua tecnica inarrivabile doveva essere l’obiettivo per ogni pittore. Un gruppo di giovani studenti della Royal Academy rifiutò questa impostazione, trovando addirittura le opere di Raffaello tristi, prive di pathos, imperfette proprio nella loro perfezione, vuote e senz’anima. Fu così che Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt e John Everett Millais decisero di ribellarsi alla severità della pittura vittoriana imposta dai loro insegnanti e fondare un proprio movimento artistico, appunto Pre-raffaellita. Prima di Raffaello, prima di tutto ciò che il genio italiano duramente rappresentava.

I tre giovani iniziarono nel 1848 una felice e fervida esperienza di studio collettivo dove si discuteva d’arte, di poesia, di letteratura e di qualunque cosa accrescesse la loro ricerca di un mondo diverso da quello che li circondava (che intanto viveva i grandi cambiamenti dovuti all’industrializzazione). I loro interessi li condussero a trovare ispirazione in Shakespeare e Keats, nelle leggende medievali e nel naturalismo. Presto la confraternita si allargò, accettando nuovi membri tra cui James Collinson, Thomas Woolner, Frederic George Stephens e William Michael, fratello di Dante Gabriel Rossetti. Non mancarono anche le donne, tra cui Cristina, sorella dei Rossetti e soprattutto Elizabeth “Lizzie” Siddal. Quest’ultima ha una fama pari a quella dell’intera confraternita. Modella, pittrice, poetessa e amante di Dante Rossetti, poserà per la leggendaria Ophelia di Millais.

Nelle prime esposizioni dei Preraffaelliti si percepisce l’influenza dell’esortazione contenuta nel saggio Pittori moderni del critico d’arte John Ruskin. Il futuro mecenate del collettivo spronava i giovani pittori del tempo “ad andare verso la natura con onestà di cuore […] senza rifiutare nulla”. Fu proprio la semplicità una delle loro caratteristiche, nonché uno dei difetti più contestati. Inizialmente il loro successo fu enorme, ma le vicende personali dei membri portarono ad un declino che non permise al movimento artistico di arrivare al nuovo secolo. Un secondo gruppo di Preraffaelliti si ricostituì nella parte finale del XIX secolo, con nomi come William Morris e Edward Burne-Jones, ma ormai il sogno iniziale era andato perduto. Della Confraternita dei Preraffaelliti ci rimangono moltissime opere iconiche quali The Lady of Shalott di Waterhouse e Beata Beatrix di Rossetti, ma la loro influenza toccherà diversi settori della cultura occidentale per molti anni, fino ad oggi.

Fonti consultate:

https://www.ultimavoce.it/i-preraffaelliti-ascesa-e-declino-di-un-sogno-perduto/

https://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/in-primo-piano/actualites/il-preraffaellismo.html

http://www.centroarte.com/Preraffaelliti.htm

http://www.treccani.it/enciclopedia/preraffaellismo/

https://www.missdarcy.it/lizzie-siddal-la-musa-tormento/

https://sulparnaso.wordpress.com/2014/11/30/laggiu-lei-intrecciava-ghirlande-fantastiche-lutopia-della-bellezza-nell-ophelia-di-john-everett-millais/

https://www.tate.org.uk/art/art-terms/p/pre-raphaelite/why-were-pre-raphaelites-so-shocking



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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

    Mario Rafaniello Vice Responsabile della rubrica “Culturalmente Imparando”. Partecipa anche all’entusiasmante progetto “Japan 2020” e si interessa di arte, cultura e letteratura.

    Laureato in Giurisprudenza e laureando in Relazioni Internazionali. Attualmente collabora con diversi portali online.

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