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Harlem Renaissance

Culturalmente Imparando

Harlem è uno dei quartieri più celebri di New York (precisamente, di Manhattan), conosciuto soprattutto per la musica e l’effervescenza culturale della comunità afroamericana locale. Tuttavia, Harlem è anche tristemente famosa per la povertà e la miseria che ne segnarono le vicende dal secondo dopoguerra, nonché per il segregazionismo dell’epoca. Osservando la storia di Harlem negli ultimi cento anni si possono notare due periodi di rinascita, i quali aprono e chiudono la dura e lunga fase in cui questa popolosa comunità era invivibile e malfamata.

Harlem sprofondò nel baratro trasformandosi in un ghetto di immigrati ai margini della società a partire dagli anni Quaranta. Tale condizione iniziò ad essere invertita solo dagli anni Novanta in poi. Questo secondo “rinascimento” riportò fiducia negli abitanti del quartiere, permettendo un ritorno alle atmosfere di grande fermento artistico e culturale che distinsero il primo rinascimento di Harlem, quello dei ruggenti anni Venti.

Con l’espressione Harlem Renaissance ci si riferisce a quel fenomeno che grosso modo va dalla fine degli anni Dieci alla metà degli anni Trenta. Il suo apice si ebbe negli anni Venti e, iniziato nella comunità artistica afroamericana di Harlem, si diffuse successivamente in tutti gli USA. Musicisti, ballerini, cantanti, attori ma anche attivisti, scrittori e poeti. Il rinascimento di quel periodo produsse alcuni dei più grandi nomi del Novecento, basti citare Bessie Smith, Cab Colloway, Billie Holiday, Claude McKay, Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Anne Spencer, Nat King Cole o Alain LeRoy Locke (cui si deve il termine Harlem Renaissance, usato in seguito alla pubblicazione della sua opera The new negro).

Tale esplosione di talenti nasceva anche in risposta allo spietato clima razzista che permeava gli USA dell’epoca. La comunità afroamericana viveva anni difficili, fatti di privazioni e subordinazione alla comunità bianca statunitense. Gli artisti neri iniziarono a sperimentare in ogni campo le proprie idee, senza adeguarsi ai canoni tipici graditi ai bianchi. Il rinascimento cominciato ad Harlem fu quindi anche una rivendicazione della propria identità e dignità da parte della comunità d’origine afroamericana che, soprattutto in campo letterario, denunciava la propria condizione.

La crisi del 1929 prima e la successiva Grande Depressione poi, tagliarono le gambe al settore dell’arte e dello spettacolo, spingendo il fenomeno verso una parabola discendente. Nonostante l’enorme impatto dell’Harlem Renaissance sulla cultura afroamericana e sugli USA in generale, a partire dal secondo dopoguerra la stessa Harlem cadde in disgrazia più di quanto non lo fosse stata in passato. Migliaia di profughi vi si stabilirono, mentre intorno la Grande Mela cresceva a dismisura. Nel giro di qualche decennio, Harlem divenne sinonimo di quartiere povero e pericoloso, lontano dai fasti dell’Apollo Theater, palcoscenico di culto durante il rinascimento degli anni Venti. Il “nuovo” rinascimento degli ultimi trent’anni sta riconducendo pian piano il quartiere alla dignità che merita, grazie ad una riqualificazione sociale e culturale.


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

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