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Dzong

Culturalmente Imparando

Il Bhutan è una di quelle perle nascoste da vedere almeno una volta nella vita. Incastonato nella catena dell’Himalaya, è un piccolo regno che vanta una particolarità molto rara al mondo: non è mai stato ufficialmente conquistato, occupato o annesso da altri paesi. O almeno non esistono prove storiche certe, come afferma in un suo saggio sulla storia del Bhutan il professor Leo E. Rose della University of California (Politics of Bhutan, Cornell Univ. Press, 1977). Questo fattore e la sua localizzazione piuttosto remota hanno permesso al Bhutan di mantenere una struttura sociale e culturale unica, fortemente caratterizzata dalla scuola buddista tibetana Drupka risalente al XII secolo d.C. Infatti, anche se il regno himalayano è stato pressoché sempre indipendente, ha comunque subito l’influenza dell’Impero britannico agli inizi del XX secolo e delle terre vicine, come il Tibet e l’India.

Quando quest’ultima ottenne l’indipendenza dalla corona inglese nel 1947 riconobbe lo status indipendente del Bhutan; due anni dopo tra i paesi fu firmato un Trattato di pace e amicizia. La modernizzazione del regno risale agli anni Cinquanta, quando fu incoronato Jigme Dorji Wangchuck che sin da subito avviò una serie di riforme per proiettare il regno nella modernità e farlo uscire dall’isolamento internazionale. Un anno prima della sua morte, avvenuta nel 1972, il Bhutan fu ammesso all’ONU. Attualmente al trono siede suo nipote Jigme Khesar Namgyal Wangchuck. Il re è nato nel 1980 e regna dal 2006, in seguito all'abdicazione del padre. La regina consorte è Jetsun Pema, classe 1990. Entrambi hanno studiato in Occidente e conseguito la laurea in Relazioni Internazionali. In generale l’età media bhutanese è piuttosto giovane: secondo i dati 2017 del sito britannica.com 1/3 della popolazione ha meno di 15 anni, mentre 1/5 ha meno di 30 anni.

Per i fortunati che hanno l’opportunità di visitare il Bhutan è facile imbattersi in uno dzong, una costruzione tipica del posto che possiede diverse caratteristiche interessanti. Uno dzong è insieme centro religioso, ufficio amministrativo e fortezza militare, con le stanze interne opportunamente separate in base alla funzione. Un tempo servivano come presidi difensivi in caso di attacchi e per questo sono situati in punti alti o strategici. Sono contraddistinti dalla tipica colorazione bianca dei muri e sono circondati da graziosi cortili.

Lo dzong più famoso è il Tashichho Dzong di Thimphu, la capitale del Bhutan, che dall’esterno è un imponente fortezza bianca. Dal 1968 è sede del governo bhutanese, del trono e degli uffici reali. La struttura ha rischiato di essere distrutta prima nel 1772 per un incendio e poi nel 1897 per un terremoto. Un altro dzong celebre (l’immagine che accompagna questo contributo) si trova a Punakha, capitale del regno fino al 1955. È caratterizzato dal ponte di legno all’ingresso e dalla ricca vegetazione che circonda l’isolotto su cui sorge. Fu costruito nel XVII secolo (più o meno a quando risale la costruzione o ricostruzione di gran parte degli dzong bhutanesi) sui resti di un precedente edificio. In questo maestoso dzong sono conservati i resti del monaco Shabdrung Ngawang Namgyal, fondatore del moderno Bhutan sempre nel XVII secolo. Infine, un terzo dzong da citare è il Rinchen Pung (conosciuto anche come Paro dzong) perché nel 1995 vi furono girate alcune scene del film Piccolo Buddha del regista Bernardo Bertolucci.

FONTI CONSULTATE:

https://www.britannica.com/place/Bhutan/Settlement-patterns#ref998547

https://www.consciousjourneys.com/it/2019/07/27/punakha-dzong-bhutan/

https://www.hisour.com/it/dzong-architecture-28998/

https://www.bhutan.travel/attractions/tashichho-dzong

http://www.themountaincompany.co.uk/bhutan/faqs/dzongs-bhutan/

https://www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/bhutan/paro/poi/paro-dzong

https://www.ilpost.it/2011/08/20/foto-storia-bhutan-thimphu/

https://www.goasia.it/storia-bhutanese/


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  • L'Autore

    Mario Rafaniello

    Mario Rafaniello Vice Responsabile della rubrica “Culturalmente Imparando”. Partecipa anche all’entusiasmante progetto “Japan 2020” e si interessa di arte, cultura e letteratura.

    Laureato in Giurisprudenza e laureando in Relazioni Internazionali. Attualmente collabora con diversi portali online.

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