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Danza de las tijeras

Culturalmente Imparando

La Danza de las tijeras (letteralmente, la “Danza delle forbici”) è un'antica danza nata in Perù, nella regione Chanka. Colui che la pratica, il danzante de tijeras, deve il suo nome allo scrittore e antropologo peruviano José María Arguedas, il quale fu sempre interessato alla figura di questo ballerino, tanto da decantarlo in numerosi suoi romanzi, come La agonía de Rasu Ñiti del 1962.

Anticamente, lo strumento principale utilizzato nella danza consisteva in due placche di metallo che il danzatore teneva nella mano destra; il continuo avvicinamento di queste ricordava il movimento di un paio di forbici. Nelle versioni più moderne della danza, difatti, le placche vengono spesso sostituite con forbici vere e proprie.

Questa danza, attualmente diffusa nelle regioni di Ayacucho, Huancavelica, Arequipa, Apurímac e della capitale Lima, è un richiamo agli spiriti più importanti della cultura andina, come la Pachamama; si tratta di una danza rituale con componenti magici – religiosi che durante la sua esecuzione viene accompagnata da violini e arpe.

La sua origine risale al periodo coloniale, quando i tusuq laykas, ovvero i sacerdoti e gli indovini nativi della zona, iniziarono ad essere perseguitati dai colonizzatori. Furono allora costretti ad allontanarsi dai centri abitati e a stabilirsi ad altitudini maggiori. Quando i conquistadores spagnoli accettarono il rientro degli “esiliati”, essi furono costretti a danzare per i santi e per il dio della religione cattolica: è in questo ambito che sorge la Danza de las tijeras, un simbolo di resistenza alla conquista spagnola.

La danza è stata riconosciuta come patrimonio nazionale dall’Instituto Nacional de Cultura del Perú nel 1995, sottolineando come questa “esprima la continuità della visione ancestrale del mondo che viene trasmessa e ridefinita dalla popolazione Chanka”.

Il 16 novembre 2010, inoltre, la Danza de las tijeras è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Inmateriale dell’Umanità, grazie alla sua antichità e al suo valore simbolico.


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  • L'Autore

    Pablo Scialino

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