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Belogradchik Rocks

Culturalmente Imparando

Avete mai sentito parlare delle rocce di Belogradchik? Si tratta di formazioni rocciose del tutto particolari situate alle pendici dei Monti Balcani occidentali, in uno dei Paesi forse meno conosciuti d’Europa: la Bulgaria. Costantemente modificate dalla natura, si formarono oltre 200 milioni di anni fa, ed oggi rappresentano uno dei paesaggi più belli del Paese e non solo. Queste, infatti, hanno anche concorso nella votazione per le sette nuove meraviglie del mondo naturale, insieme al Gran Canyon e all’Uluru!

Questo spettacolo della natura, composto da arenaria e pietra calcarea, presenta variazioni di colore che vanno dalle tonalità del giallo, al rosso, al grigio e, a seconda della luce e dell’ora del giorno, possono assumere aspetti diversi all’occhio umano. Il parco di Belogradchik ricopre un territorio di oltre 30 km di lunghezza e 7 di larghezza, raggiungendo un’altezza di oltre 200 metri. Ma la caratteristica principale risiede proprio nell’aspetto delle rocce: ognuna di loro ha una forma che evoca una figura particolare, le quali, secondo la fantasia popolare, si identificherebbero con personaggi e animali. Ciascuna ha, quindi, un proprio nome e una propria storia alle spalle, ricca di sofferenza ed eroismo. Adamo ed Eva, la Alunna, l’orso, il pastore, il cammello, i funghi, la Madonna, il cavaliere, i monaci, la pietra mentale sono solo alcuni dei nomi contenenti storie, forse create per trovare una spiegazione all’incredibile bellezza del luogo.

Tra le più famose e curiose leggende, c’è la storia della Madonna. Essa narra che, nei pressi delle rocce, vi era un monastero nel quale viveva una monaca talmente bella da essere nota in tutto l’Impero Romano. Un giorno, la ragazza si imbatté in un bell’uomo su un cavallo bianco, i due si innamorarono e lei rimase incinta. Essi vissero la loro storia in segreto fin quando il frutto del loro amore non divenne ovvio. Il fatto suscitò indignazione in tutto il convento e i monaci decisero così di cacciare la monaca. Ma, tutto d'un tratto, proprio nel momento in cui lei stava varcando la soglia del monastero, la notte subentrò al giorno e la terra inghiottì il monastero e le persone che vi si trovavano all'interno. Tutti vennero trasformati in pietra, compresi la suora col suo bambino, i monaci, e l’uomo sul cavallo.

Il parco naturale è circondato da una fortezza, conosciuta come Fortezza Belogradchik o di Kaleto. Fu costruita intorno al I secolo d.C., quando la regione era parte dell’Impero Romano, e le formazioni rocciose sarebbero servite proprio come sua protezione naturale. La roccaforte ebbe un ruolo importante sia nella rivolta bulgara contro il dominio Ottomano nel 1850, sia durante la guerra serbo-bulgara del 1885, ultima data in cui venne utilizzata.

NOTE:
https://www.atlasobscura.com/places/belogradchik-rocks

https://www.itinari.com/it/witness-the-power-of-nature-at-belogradchik-rocks-near-vidin-umlo

https://vakancia.com/en/legends-of-the-belogradchik-rocks/

https://maybeifindmyself.com/belogradchik/


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  • L'Autore

    Davide Ridulfo

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