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Crowdinvesting: metodi di finanza alternativa per garantire la crescita delle PMI

Poiché la finanza alternativa continua a guadagnare popolarità in Europa, il crowdinvesting sta diventando oggi sempre più mainstream. Tuttavia, in molti non ne hanno ancora sentito parlare, di cosa si tratta esattamente?

Il crowdinvesting si verifica quando molti investitori finanziano un progetto per interesse e/o opportunità, ed ognuno fornisce un piccolo contributo finanziario in proporzione al capitale totale richiesto, proprio come una raccolta fondi online. Nel tempo però, l'investitore riceve in cambio l'importo pagato più gli interessi. Questa è la differenza più importante rispetto al crowdfunding, in cui l'investitore riceve solitamente una retribuzione in natura. Il crowdinvesting è pertanto caratterizzato da una forte connotazione imprenditoriale in senso stretto, essendo nato principalmente come uno strumento di microfinanza per consentire nuove forme di investimento per le start-up. È una modalità molto interessante, perché semplice, flessibile e con una capacità di raccolta importante, che ben si adatta anche alla dimensione della scale-up.

Quando un’azienda si trova nella fase di crescita e non più in quella di avvio tende ad avere maggiori necessità di capitale. In soccorso delle PMI, proprio per facilitare la fase della crescita, nel corso dell’ultimo decennio sono state introdotte in Italia diverse formule semplificate, sia fronte bond che equity: un esempio sono i minibond, i quali rendono l’emissione del debito accessibile anche alle aziende più piccole, a seguire incontriamo poi il mercato Aim, listino alternativo di Borsa Italiana, dedicato alle piccole e micro-attività produttive. Come sono state utilizzate?

A regalarci una fotografia della situazione è il secondo report italiano sul crowdinvesting, pubblicato a luglio dall’Osservatorio sul crowdfunding della School of Management del Politecnico di Milano. Nel periodo 2012-2020 sono state 671 le aziende che hanno collocato dei minibond e 409 di queste erano PMI. Solo nel 2020 infatti le PMI sono state in grado di raccogliere circa 448 milioni di euro, tuttavia la dimensione media della singola emissione è stata, nell’arco dell’intero anno, solo di 4,59 milioni. La situazione non è molto diversa per il mercato Aim, dove la raccolta media appare anche in questo caso piuttosto bassa: 6,5 milioni di euro.

I numeri presentati non rappresentano certo cifre da capogiro, soprattutto in virtù di quelle che erano state le previsioni iniziali nel 2012, basti pensare che per i soli minibond era stata presentata una soglia di circa 50 milioni di euro, ben diversa dai 4,59 milioni mediamente raccolti. Perciò, cominciare a valutare anche forme di investimento alternative non appare poi così sbagliato, soprattutto in un periodo dove la digitalizzazione ormai fa da padrone. Certo, oggi la media per singola campagna, relativamente al crowdinvesting, è ancora molto bassa, circa 200 mila euro, ma non sono mancate singole raccolte milionarie come per e-Novia, che ha raccolto ben 8 milioni di euro in pochi giorni. Il crowdinvesting ha pertanto un grandissimo potenziale ma non dovrebbe essere inteso come un sostituto dei minibond e del mercato Aim, potrebbe invece più semplicemente essere visto come uno strumento aggiuntivo che possa dare alle PMI possibilità alternative di crescita.

Inoltre, il crowdinvesting offre, rispetto alle sue alternative più istituzionali, tutta una serie di vantaggi molto interessanti:

Costi ridotti

Per lanciare una campagna di raccolta fondi, non si devono sostenere costi relativi all’advisory e alla reportistica post Ipo. I costi di quotazione su Aim ammontano in media al 5% del valore dell’Ipo e, anche con il credito d'imposta che consente di recuperare il 50% per le quotazioni fino a fine 2021, sono generalmente superiori alle tasse di una campagna di crowdinvesting.

Flessibilità

Rispetto ad Aim, il crowdinvesting consente maggiore flessibilità nella gestione degli investitori e prevede obblighi di reportistica più snelli.

Velocità

Per quanto agile e semplificato, il processo di ammissione su Aim richiede comunque molti passaggi. La stessa Borsa Italiana indica un tempo superiore alle 40 settimane per impostare e realizzare l’intero processo. Una campagna di crowdinvesting si prepara in un tempo minimo di quattro settimane e in 30-45 giorni consente di raccogliere un capitale che può arrivare fino a 8 milioni, secondo la legge.

Possibilità

Infine, il crowdinvesting ci permette di finanziare progetti che altrimenti rimarrebbero irrealizzati, questo perché nonostante la fattibilità tecnologica e finanziaria, i volumi sono spesso troppo piccoli per gli investitori istituzionali. Questo è proprio uno degli obiettivi del crowdfinance in generale: intervenire quando la finanza tradizionale non è adatta o non è disponibile.

In conclusione, il crowdinvesting è in forte crescita ed ha un potenziale enorme che potrebbe facilitare di molto la crescita di un settore che in Italia è fondamentale, ovvero quello delle piccole e medie imprese. Garantire forme alternative di investimento, senza eliminare quelle già esistenti ma anzi potenziandole, potrebbe essere la soluzione migliore per assicurare la ripartenza di un’economia, come quella italiana, tra le più colpite dalla pandemia.


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  • L'Autore

    Stefano Cavallari

    IT: Nato a Gallarate, in provincia di Varese, ha conseguito la maturità linguistica ed è attualmente laureando in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, a Milano. Parla quattro lingue, ama viaggiare ed ha origini sudamericane, un “cocktail” esplosivo che sin da subito ha generato in lui una forte passione per la diplomazia e la politica estera, con un focus particolare sul Sud America, per ovvie ragioni, ma anche su Nord Africa e Medio Oriente.

    La sua qualità migliore? Non si ferma mai, c’è sempre qualcosa da imparare, che sia dai propri errori o da chi ci sta di fronte. Tra gli interessi, inoltre, figurano il campo economico e l’innovazione tecnologica, fattori che hanno giocato un ruolo importante per la sua maturazione all’interno dell’Associazione.

    In Mondo Internazionale infatti ricopre rispettivamente le cariche di Referente di Tesoreria ed autore per l'area Tecnologia e Innovazione, incarichi che gli permettono di unire tutte le sue passioni e cercare di dare sempre il massimo per l'Associazione.

    EN: Born in Gallarate, in the province of Varese, he obtained a linguistic high school diploma and is currently majoring in Political Sciences and International Relations, in Milan. He speaks four languages, loves to travel and has South American origins, an explosive "cocktail" that immediately generated in him a strong passion for diplomacy and foreign policy, with a particular focus on South America, for obvious reasons, but also on North Africa and the Middle East.

    His best quality? He never stops, there is always something to learn, whether it is from one's mistakes or from those in front of us. Furthermore, his interests include the economic field and technological innovation, factors that have played an important role in his maturation within the Association.

    In fact, in Mondo Internazionale he holds the positions of Treasury Referent and author for the Technology and Innovation area, positions that allow him to combine all his passions and always try to give his best for the Association.

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Sezioni Imprenditoria Società Economia Tecnologia ed Innovazione


Tag

technological innovation Economy crowdinvesting finance

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