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Cosa comporta lo stato d'emergenza?

Lo stato d'emergenza è stato prorogato per altri sei mesi: nell'articolo vi spieghiamo che cosa comporta in concreto

Lo scorso 23 luglio con il decreto legge n. 105, il governo italiano ha prorogato lo stato d’emergenza fino al prossimo 31 dicembre. Tale misura era stata deliberata in Italia per la prima volta il 31 gennaio del 2020 per far fronte alla crisi sanitaria, cioè ben prima che si arrivasse alle chiusure dovute al lockdown. A differenza di altri paesi, nella Costituzione italiana non è previsto uno stato d’emergenza. La disciplina difatti è demandata alla legge ordinaria la quale ha contemplato lo stato di emergenza con la legge n. 225 del 24 febbraio 1992 e successivamente è confluita nel Codice della Protezione civile in particolar modo al titolo IV.

PREVISIONE NORMATIVA

La durata dello stato d’emergenza come previsto da come previsto dall’articolo 24 del decreto legislativo 1/2008, non può superare i 12 mesi ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi. Nel caso in questione quest’ultima proroga è l’ultima possibile.

Nello specifico sono previste 4 fasi dello stato: il presupposto di fatto, ovvero una situazione grave che ne impone la proclamazione, la proclamazione stessa tramite un atto del governo, la concreta attuazione ed infine la sua cessazione per decorrenza dei termini o per cessazione del presupposto di fatto.

La deliberazione dello stato d’emergenza può inoltre portare alla possibilità da parte del governo di poter emanare i cosiddetti, decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, noti con la sigla “DPCM”, di cui l’ex presidente del Consiglio Conte ha fatto ampiamente uso. Tuttavia, a differenza del suo predecessore, il presidente Draghi nell’ultimo periodo ha preferito fare ricorso ai decreti legge.

Questi atti normativi (DPCM o decreti legge a seconda dei casi) sono stati di fondamentale utilizzo per disporre misure di contenimento dei contagi come lo smartworking o la didattica a distanza. I DPCM sono stati tuttavia al centro di un dibatto in merito alla loro natura in quanto atti amministrativi e di conseguenza non convertibili da parte del Parlamento e sottratti al vaglio della Corte costituzionale (a differenza dei decreti legge che richiedono un’approvazione del Parlamento dopo 60 giorni).

COMPRESSIONE E TUTELA DI DIRITTO COSTITUZIONALI

L’adozione dello stato d’emergenza, durante la fase del primo e del secondo lockdown, ha portato a numerose misure che in un modo o nell’altro hanno previsto una limitazione dei diritti costituzionali come ad esempio quello della libera circolazione.

Sebbene l’opinione pubblica abbia posto l’accento sulle misure di contenimento come compressione dei diritti costituzionali, è però anche da sottolineare come lo stato d’emergenza attui nel concreto altri diritti costituzionali primo fra tutti quello della salute ex. Art. 32 Cost.

MISURE PROROGATE

Le misure prorogate ricalcano pressoché quelle precedentemente adottate ovvero quello della possibilità del governo di adottare misure straordinarie ed urgenti per il contenimento dell’epidemia. Tuttavia sussistono delle novità in merito alle certificazioni vaccinali: l’articolo 9-bis prevede appunto l’impiego del cosiddetto green pass a partire dal 6 agosto presso determinate strutture come ristoranti al chiuso, musei, piscine e centri termali.

È altresì da ricordare come attraverso la proroga dello stato d’emergenza vengono mantenuti determinati organismi, tra cui il CTS (comitato organo scientifico) e il commissario straordinario all’emergenza Covid19 attualmente ricoperto dal generale Figliuolo. Questi ultimi in particolare si sono rivelati fondamentali nella gestione della fase vaccinale.


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  • L'Autore

    Federico Quagliarini

    Federico Quagliarini è attualmente laureando in Giurisprudenza presso la Statale di Milano. Durante il suo percorso universitario ha sviluppato un forte interesse per il diritto internazionale in particolar modo per le questioni legate agli aspetti economici. In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di caporedattore presso l'area Legge e Società.

    Federico Quagliarini is a grad student in law at University of Milan. Throughtout his studies he has developed a deep interest in international law, in particular for economic aspects. At Mondo Internazionale he is chief editor in the area Legge e Società.

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Temi Società


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