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Conoscere la celiachia: di che cosa si tratta esattamente?

Prima di parlare nello specifico dei vari tipi di allergie e intolleranze, è opportuno trattare un tema intorno al quale vi è tuttora molta confusione, ovvero la celiachia. Molto spesso, questo termine viene utilizzato in associazione a svariati disturbi non meglio approfonditi attribuiti al glutine. Altrettanto spesso, si sente parlare della celiachia come allergia o intolleranza. Dunque che cos’è realmente la celiachia?

Innanzitutto, la celiachia è una patologia per la quale esistono dei precisi criteri diagnostici. È quindi scorretto definirsi celiaci sulla base di disturbi la cui natura non sia stata accertata con delle apposite indagini. Più nello specifico, la celiachia è una patologia autoimmune. Che cosa significa? Nelle patologie autoimmuni si ha una risposta anomala del sistema immunitario diretta contro componenti dell’organismo, che porta ad un’alterazione della loro struttura e funzione. Nel caso della celiachia, la risposta immunitaria si verifica in soggetti geneticamente predisposti in seguito all’ingestione di glutine e il distretto dell’organismo colpito dal sistema immunitario è l’intestino. Non si tratta, dunque, di un’allergia, in cui si ha una reazione immunitaria anomala diretta contro molecole generalmente innocue, né di un’intolleranza legata, per esempio, ad una carenza enzimatica.

La celiachia è diffusa in tutto il mondo, con una prevalenza di 1:100. Inoltre, è più diffusa nel sesso femminile. L’esordio si verifica in genere nei primi due anni di vita o in età adulta. I sintomi classici sono diarrea, malassorbimento e, nel bambino, mancato accrescimento. Vi sono poi dei sintomi atipici che, inizialmente, possono non essere attribuiti alla celiachia, come anemia, alterazioni degli enzimi epatici, difficoltà digestive, aborti ripetuti, riduzione della massa ossea e alterazioni dello smalto.

La diagnosi di celiachia viene generalmente effettuata attraverso il dosaggio di particolari tipi di anticorpi, le anti-transglutaminasi, e la biopsia duodenale. Da quest’ultima è possibile riscontrare il danno intestinale. Infatti, mentre normalmente l’intestino presenta delle estroflessioni, chiamate villi, coinvolte nell’assorbimento dei nutrienti, nel soggetto celiaco spesso si assiste ad un appiattimento della parete intestinale. Si manifesta, dunque, un’alterazione della normale anatomia dell’organo che porta, inevitabilmente, ad un’alterazione della sua funzione. Dal momento che la celiachia si manifesta in soggetti geneticamente predisposti, in alcuni casi, in aggiunta agli esami sopra citati, viene effettuata anche la determinazione genetica.

Una delle conseguenze più gravi della celiachia è il malassorbimento derivante dal danno d’organo e le carenze nutrizionali che ne derivano. Per questo motivo, è di fondamentale importanza la terapia dietetica, che prevede l’esclusione totale del glutine dall’alimentazione, da protrarsi necessariamente per tutta la vita. Tra i cereali, è consigliabile consumare quelli naturalmente privi di glutine, come riso, mais (con particolare attenzione alla polenta, che talvolta contiene anche farina di frumento), grano saraceno, quinoa, miglio e amaranto. Poiché, infatti, il glutine conferisce elasticità agli impasti (per esempio del pane o della pizza), i prodotti privati di glutine a livello industriale vengono spesso addizionati di grassi affinché mantengano una consistenza simile al prodotto originario. Altri alimenti “sicuri” per il soggetto celiaco sono il latte fresco, alcuni formaggi, i legumi, la carne e il pesce freschi, la frutta e la verdura. Inoltre, è opportuno fare attenzione alle contaminazioni, cominciando dalla cucina in casa: è fondamentale utilizzare pentole e utensili dedicati unicamente al soggetto celiaco, preparando per primi i suoi alimenti ed evitando il contatto in tavola tra cibi privi di glutine e cibi contenenti glutine. Sul sito dell’Associazione Italiana Celiachia è presente un prontuario, aggiornato ogni sei mesi, con gli alimenti che il soggetto celiaco può consumare, comprensivo di marche. Esso è utile soprattutto per quanto riguarda gli alimenti a rischio di contaminazione.


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  • L'Autore

    Francesca Locatelli

Categorie

Salute e Benessere


Tag

Celiachia nutrizione

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