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Bonus psicologo: approvato nel decreto Milleproroghe

Il bonus psicologo torna a far parlare di sé dopo l’iniziale esclusione dalla legge di bilancio 2022. A gennaio, il numero delle firme sul sito Change.org per ottenere il ripristino del bonus era arrivato a ventimila in meno di due giorni, chiaro segnale di come il sostegno psicologico sia percepito come una necessità.

Nella notte fra il 16 e il 17 febbraio le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio hanno approvato l’emendamento sul bonus psicologo come modifica al decreto Milleproroghe. La Camera ha dato il via libero definitivo e ora spetta al Senato dare l’approvazione finale entro il 28 febbraio, data ultima per la conversione in legge. Dopo l’eventuale approvazione delle Camere il governo avrà 30 giorni per stabilire i dettagli della legge e renderla operativa.

Cosa prevede l’emendamento?

A dicembre 2021 l’emendamento chiedeva la creazione di un “fondo salute mentale” da 50 milioni di euro diviso in due sussidi principali: un bonus avviamento e un bonus sostegno.

L’emendamento che dovrà essere approvato dal Senato prevede invece lo stanziamento di 20 milioni di euro così ripartiti: 10 milioni per “rafforzare i servizi di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza”, “potenziare l’assistenza sociosanitaria alle persone con disturbi mentali”, “potenziare l’assistenza per il benessere psicologico individuale e collettivo, anche mediante l’accesso ai servizi di psicologia e psicoterapia in assenza di una diagnosi di disturbi mentali, e per affrontare situazioni di disagio psicologico, depressione, ansia e trauma da stress.” Altri 10 milioni sarebbero destinati al finanziamento delle sedute di psicoterapia, il bonus vero e proprio.

Le persone con ISEE inferiore a 50 mila euro potranno usufruire di un aiuto di massimo 600 euro a testa per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia. I destinatari del bonus sarebbero circa 16 mila persone alle quali spetterebbero 8-12 sedute ciascuno.

Il Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi David Lazzari, intervistato dal Sole 24 ore ha affermato che “il 31% della popolazione al di sopra dei 18 anni vive in una situazione di forte stress psicologico. Mentre al di sotto dei 18 anni questa percentuale sale al 50%”. Lazzari ha inoltre sottolineato che a fronte di numeri così significativi sono necessarie risposte strutturali e non solamente interventi una tantum.

Psicoterapeuti o psicologi?

Nel testo del disegno di legge si fa riferimento a sessioni di psicoterapia, il che escluderebbe dunque tutti gli psicologi senza specializzazione. 

Fa riflettere che la figura dello psicologo venga escluso dall’ambito clinico come se non fosse abbastanza qualificato come professionista sanitario. Eppure, la specializzazione non è obbligatoria e anche se lo psicologo non svolge una funzione terapeutica (non si rapporta cioè con una patologia) è comunque un esperto della salute, si occupa del benessere psicofisico, della crescita personale e interviene per risolvere situazioni conflittuali. Inoltre, nell’emendamento approvato in Commissione era stato citato un “albo degli psicoterapeuti” che però non esiste, la dicitura è stata corretta nel testo presentato in votazione alla Camera come segue: “sessioni di psicoterapia fruibili presso specialisti privati regolarmente iscritti nell’elenco degli psicoterapeuti nell’ambito dell’albo degli psicologi.

Se questo può denotare una limitata conoscenza della materia in questione, è anche vero che facendo una proposta di questo tipo e garantendo un percorso psicoterapeutico si stiano facendo piccoli passi in avanti. Il percorso con uno psicoterapeuta, anche se solo per poche sedute, può cominciare a fare cultura sul fatto che disturbi che si presentano come un’emergenza (attacchi di panico e ansia ad esempio), in realtà possono avere radici che la psicoterapia può analizzare in modo più profondo rispetto a un colloquio psicologico. Si vuole garantire una presa in carico importante per poi eventualmente avviare un percorso terapeutico.

Tuttavia, il numero di sedute previste è limitato e sembra riflettere la mentalità del "tutto e subito", della soluzione veloce al problema. Ma, se le ore di sostegno sono poche, allora proprio l’intervento di uno psicoterapeuta può essere utile per andare più a fondo possibile nel poco tempo a disposizione.

Le criticità dietro al bonus

Si torna a parlare di bonus psicologo, ma le critiche rimangono le stesse. Già il Presidente dell’Ordine nazionale degli Psicologi David Lazzari ha rimarcato la necessità di interventi strutturali, e non è il solo. Il bonus è stato bocciato anche dal Codacons, che lo considera una misura spot che non risolverebbe veramente i problemi della popolazione.

Rispetto all’emendamento proposto per la legge di bilancio questo “nuovo bonus” ha subito un ridimensionamento che fa pensare. Si era partiti dalla richiesta di 50 milioni e ora ci si ritrova con un taglio di più della metà della cifra iniziale. Inoltre, pochissime persone potranno usufruirne. Certo, è positivo che finalmente il governo mostri un qualche interesse per la salute mentale, ma siamo lontani dal parlare di vittoria. È stato necessario lottare con le unghie e con i denti per ottenere un provvedimento del genere e l'esultanza degli ultimi giorni dimostra quanto l’utenza della salute mentale si sia abituata alle briciole. Accontentarsi e magari tirare anche un sospiro di sollievo per l’approvazione del bonus psicologo rivela la logica dell’una tantum applicata a un diritto come la salute”. 

Fanno ben sperare le parole del deputato del Partito Democratico Filippo Sensi, primo firmatario dell’emendamento al Milleproroghe che, intervistato da Fanpage.it, ha dichiarato che il bonus “è un primo passo per qualcosa che deve diventare strutturale. Ma dimostra già un'attenzione, perché gli effetti della pandemia dureranno ancora a lungo.”

L'emergenza Covid ha avuto il "merito" di aver aperto il discorso sulla salute mentale, ma l'insistente rimando alla pandemia fa riflettere. Nel testo dell’emendamento si trovano citati ripetutamente depressione, ansia, stress, considerati principalmente in rapporto alla situazione pandemica. Questo rischia di alimentare la narrazione che riferisce del disagio psichico principalmente come figlio dell’emergenza che nasce, cresce e finisce con la stessa:

“Tenuto conto dell’aumento delle condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica.” (p.31)

Altri disagi psichici rimangono invece pesantemente stigmatizzati ed esclusi dal discorso edulcorato sulla salute mentale. Passano inosservate notizie come quella del 7 febbraio 2022: sul Corriere della Sera si leggeva il titolo “Pazienti nelle psichiatrie? Troppi quelli che sono legati. «Diritti violati una volta su 5»”. Il 28 novembre 2021, Wissem ben Abdellatif, un giovane tunisino di 26 anni di Kebili, è morto al San Camillo di Roma dopo essere stato contenuto per molte ore. “Su 320 servizi ospedalieri di salute mentale, in Italia ci sono 20 reparti che non “legano”” ha dichiarato la psichiatra Giovanna Dal Giudice, promotrice della campagna “…e tu slegalo subito”.

La pandemia ha costretto ad aprire gli occhi sul malessere psicologico. Più che aver acuito i disagi psichici, li ha finalmente legittimati. Si iniziano a fare i primi passi, ma la criticità riguarda ancora la mancanza di struttura. Il rischio è che tra un anno, soprattutto se dovesse terminare l’emergenza sanitaria, saremo di nuovo a punto e a capo.


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  • L'Autore

    Marina Cielo

    Marina Cielo è attualmente studentessa del percorso di laurea magistrale in Antropologia culturale, etnologia, etnolinguistica curriculum orientalistico. Ha conseguito la laurea triennale in Lingue, Culture e Società dell'Asia e dell'Africa Mediterranea, curriculum Vicino e Medio Oriente, studiando la lingua araba ed ebraica, presso il medesimo ateneo.

    Da sempre molto legata al terzo settore sta frequentando l'Università del Volontariato. Scrive per il blog dell'associazione studentesca Femminismi contemporanei coltivando ulteriormente la sua passione per la scrittura e l'interesse per i temi femministi. Si interessa inoltre di salute mentale e di psichiatria.

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