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Ankara - Doha: un asse tra economia, sicurezza e terrorismo (Parte II)

La partnership strategica tra Turchia e Qatar ha tra i suoi punti di forza la cooperazione a livello di sicurezza e difesa. Le minacce regionali, in particolare per il Paese del Golfo, hanno indotto la leadership qatarina ad avviare un programma di sviluppo della difesa coadiuvato dalla Turchia. La collaborazione tra i due Paesi ha portato nel 2014 alla firma di quello che viene considerato come il vero starting point delle sempre più intense relazioni tra i due attori: l’High Strategic Committee. Oltre a prevedere una collaborazione in settori come l’istruzione, la finanza e l’informazione, la firma del trattato ha aumentato esponenzialmente il numero delle attività militari e di sicurezza sull’asse Ankara - Doha. A conferma di questo, la creazione della base Tariq bin Ziyad nei pressi di Doha prevista nell’accordo Turkey-Qatar Military Cooperation Agreement del marzo 2015. La decisione presa dall’emiro Tamim al-Thani ha suscitato la preoccupazione dei Paesi del Golfo, tanto che la presenza turca è stata limitata a soli cento effettivi fino al 2017. Quando, il 4 giugno, fu imposto l’embargo dai Paesi del Quartetto - Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Bahrain - Erdogan si impegnò a rispettare gli accordi presi e colse l’occasione per rafforzare ulteriormente i rapporti con il Qatar: grazie alle forniture turche Doha è salita al 90° posto nel ranking delle potenze militari mondiali. A cementare ulteriormente questa partnership, l’acquisto del 49.9% delle azioni della compagnia turca BMC per la fornitura di carri armati da parte di Doha.

L’embargo imposto nel giugno 2017 non fu semplicemente attuato per limitare la sempre maggiore indipendenza della politica estera qatarina: tra i tredici punti stilati, che fu richiesto di essere accettati da parte dei Paesi che lo avevano sottoscritto, vi era la rimozione di ogni legame con organizzazioni terroristiche. Dopo lo scoppio delle primavere arabe, la posizione qatarina nei confronti del terrorismo è stata considerata ambigua, sia dal mondo occidentale sia dai suoi stessi vicini. Rappresentanti del Qatar sono stati visti in contatto con gruppi affiliati alla Fratellanza Musulmana e in particolare con gruppi vicini ad al-Qaeda. L'obiettivo qatarino era mantenere il Paese sicuro tramite l’instaurazione di rapporti amichevoli con i terroristi (gruppi in Siria, Iraq, Somalia e Yemen). Doha ora vuole giocare il ruolo di mediatore con l’Occidente. Lo stesso ha deciso di fare la Turchia, sempre nell’ottica del cambio della sua politica estera regionale: da arbitro ad attore. Rilevanti, infatti, i rapporti con Hay‘at Tahrir Al-Sham, affiliato di al-Qaeda in Siria. Su questo asse è stato costruito un legame sempre più stretto tra i due Paesi, in quella che è diventata la lotta comune all’Islamofobia. Il sovvenzionamento di cellule jihadiste prevalentemente affiliate ad al-Qaeda, non solo in Medio Oriente ma anche in Africa, Europa (nei Balcani in particolare) e nel sud est asiatico, ha permesso ai due Paesi di sviluppare una rete di collegamenti anche esterni al contesto regionale.

L’asse Ankara - Doha sta acquistando sempre più importanza: se si considera infatti che fino al 2008 i Paesi del GCC mantennero una posizione di relativa chiusura verso i loro vicini regionali, l’apertura nei confronti della Turchia ha dato il via a una nuova stagione della politica estera dei due attori coinvolti.

Il fallimento dell’embargo imposto dal Quartetto ha mostrato come questo nuovo asse medio orientale sia ben saldo e pronto a guidare le dinamiche regionali nei prossimi anni. Se da un lato il Qatar non ha fondamentalmente subito gli effetti delle restrizioni imposte negli ultimi quattro anni grazie anche al supporto turco, dall’altra parte Ankara è riuscita a inserirsi all’interno di dinamiche che le erano state precluse per anni. La distensione dei rapporti tra Turchia, Arabia Saudita e Qatar può aprire a nuovi scenari di stabilità regionale. Il ritrovato islamismo moderato turco può e deve essere un mezzo per implementare ulteriormente le relazioni tra questi tre Paesi, in un’ottica di prevenzione della radicalizzazione islamica. A sua volta questo potrebbe portare alla risoluzione di numerosi conflitti che vedono coinvolti da un lato l’Arabia Saudita e dall’altra l’asse Turchia - Qatar in quelle che sono ormai diventate delle proxy wars a tutti gli effetti. 


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  • L'Autore

    Emanuele Volpini

    Mi chiamo Emanuele e sono uno degli autori della rubrica #FramingTheWorld. Nei miei focus per Mondo Internazionale mi occupo prevalentemente di analizzare e portare contenuti riguardanti il Medio Oriente, con particolare interesse per le dinamiche regionali di Israele e soprattutto e dell'Iran. Laureato in Storia, sto svolgendo una laurea magistrale in International Affairs in modo da poter migliorare i miei contenuti ed essere un'importante risorsa per il team di Mondo Internazionale.

    My name is Emanuele and I am one of the authors of the #FramingTheWorld column. In my focus for Mondo Internazionale I mainly analyse and bring content about the Middle East, with a particular interest in the regional dynamics of Israel and especially Iran. With a degree in History, I am currently pursuing a Master's degree in International Affairs so that I can improve my content and be an important resource for the Mondo Internazionale team.


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Dal Mondo Medio Oriente & Nord Africa Framing the World


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Doha Ankara Turchia qatar Medioriente terrorismo Sicurezza difesa

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