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Alzheimer, un tormento quotidiano

Negli scorsi articoli abbiamo parlato dell’impairment cognitivo e della sua possibile relazione con la realtà virtuale a scopi curativi.

Nel panorama delle malattie che influiscono sulle capacità cognitive di un individuo quella maggiormente conosciuta è certamente l’Alzheimer; di questa grave patologia si conoscono molto bene gli effetti negativi e le conseguenze che essa porta a coloro che ne sono colpiti.

Al contrario però, purtroppo, ancora non si conoscono con certezza delle soluzioni, delle cure che permettano di contrastarla, nonostante si tratti di una malattia molto diffusa nella nostra società; si stima che colpisca il 5% delle persone con più di 60 anni di età e solo in Italia si stimano più di 500.000 casi.

Altrettanto poco conosciute restano le implicazioni che la patologia ha sulla quotidianità dei pazienti affetti e dei loro famigliari o persone che stanno accanto a loro, le quali spesso non sanno come affrontare in maniera corretta la situazione.

Tra i vari, un sintomo particolarmente presente nelle persone colpite da Alzheimer è quello dei continui cambi d’umore, stati d’ira alternati a stati di infondata preoccupazione e tristezza o addirittura profonda apatia, che rendono la comunicazione molto complessa; in queste situazioni è consigliato mantenere verso queste persone dei comportamenti amorevoli, utilizzare un linguaggio semplice e cercare di mantenere il contatto visivo per essere più sicuri di riuscire ad avere la loro attenzione.

È importante cercare di non far trasparire un proprio, comprensibile, sentimento di frustrazione e bisogna cercare di evitare di sottolineare eventuali dimenticanze o errori che i malati commettono; il modo più adatto per avere un dialogo efficace è sicuramente quello di dare istruzioni basilari e utilizzare modi cortesi che facciano capire al malato di essere appoggiato e sostenuto in ciò che fa.

Un mezzo per affrontare tale situazione e per tranquillizzare la persona può essere quello di utilizzare musica, canti o balli, che la distraggano dalla circostanza che le ha provocato un cambio d’umore negativo.

Fondamentale è anche evitare di parlare, fare commenti, magari negativi, con altre persone riguardo alla situazione del malato in sua presenza.

Molto diffusa è anche la tendenza dei pazienti a vagare lontano da casa, rendendo così necessario un costante controllo nei loro confronti, spesso reso difficile dai vari impegni lavorativi che caratterizzano la quotidianità di quasi tutte le persone. Per questa ragione è consigliato fare affidamento ad apposite strutture o figure specializzate che possano restare in continua compagnia del malato. 

Ma la gestione di queste persone resta comunque un compito particolarmente complicato e incredibilmente dispendioso; è stato stimato che il costo economico è di circa 600 miliardi di dollari all’anno che gravano sui sistemi sanitari nazionali e sulle comunità sociali di tutto il mondo.

Per tale ragione, nonostante la ricerca in tale ambito sia particolarmente sottofinanziata, si stanno cercando delle vie alternative che possano non solo portare ad una auspicabile cura per tale morbo, ma anche aiutare e migliorare la vita di tutti coloro che ne sono afflitti.

Questo ruolo, si spera, potrà essere svolto dalla Realtà Virtuale, sempre più in crescita in questo settore e non solo.


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    Matteo Bergamini

Categorie

Salute e Benessere


Tag

#TraScienzaeConoscenza #virtualreality #vr

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