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Agenda 2030 & Federazione Russa: cenni sullo "stato dell'arte"

Questo 22° articolo sullo “stato dell’arte” dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite nel mondo è dedicato alla Russia. Una dedica un po’ particolare, in quanto piuttosto che parlare - più genericamente - degli obiettivi e dei risultati, racconterò quello che ho visto nei giorni che ho trascorso nella capitale Mosca a ottobre di questo anno. 

È importante sottolineare in questo senso che la capitale da sola ospita circa il 20% degli abitanti dell’intero Paese, con periferie immense e condizioni umane e ambientali molto diverse da zona a zona.

Alcuni punti che risaltano più all’occhio:

  • Dal punto di vista della mobilità, la metro è bellissima e molto efficiente. Copre sostanzialmente tutta la città, con i vagoni che passano fino a tarda notte e il costo del biglietto (e dell’abbonamento) è tale che se lo può permettere praticamente tutta la popolazione.
  • Accanto a questo, però, c’è il dramma del traffico su gomma. Migliaia e migliaia di macchine che si incolonnano anche nel centro cittadino, con file interminabili e spesso un tempo infinito per percorrere qualche chilometro. I più penalizzati da tutto ciò sono sicuramente i tassisti, i quali passano praticamente tutta la loro giornata lavorativa in mezzo al traffico a respirare un'aria che è chiaramente inquinata. 
  • A tal proposito, lo smog è uno dei problemi più grandi e impellenti da risolvere in questa città. Le macchine che girano in continuazione rendono la qualità dell'aria pessima. Inoltre, la densità abitativa comporta ovviamente ulteriore inquinamento, a maggior ragione durante i mesi invernali quando il riscaldamento viene abbondantemente utilizzato in tutte le case.
  • Dal punto di vista delle abitazioni - in classico stile sovietico - Mosca è caratterizzata da condomini composti da centinaia di abitazioni esternamente tutte uguali. All’interno sono innumerevoli le case di non più di 50 mq con spazi condivisi ben tenuti e che garantiscono una certa sicurezza agli abitanti.
  • Da questa descrizione si discosta il centro cittadino intorno alla Piazza Rossa, in quanto esso è caratterizzato da edifici in gran parte diversi e per certi versi più “eleganti”.
  • Ogni zona è organizzata come fosse una piccola “città nella città”, con i suoi negozi che vendono almeno i beni di prima necessità.
  • La densità abitativa di Mosca è dovuta in primis al fatto che questa città attira molte delle entrate annue della Federazione e dunque garantisce maggiori possibilità lavorative rispetto al resto del Paese. Questo però rende Mosca anche una “Russia a parte”, in quanto il costo della vita è proibitivo per tante persone, le quali sono costrette ad abitare nelle periferie distanti anche più di un’ora di metro dal centro, un'ora da impiegare tutti i giorni sia all’andata che al ritorno e quindi un dispendio di tempo considerevole. 
  • Tutto questo grande afflusso di persone e denaro garantisce comunque un certo “sfarzo”, soprattutto nel centro cittadino. Brand internazionali sono presenti in gran quantità e nei luoghi più esclusivi della città, come nella centralissima Galleria Gum; la pulizia delle strade è presente e questo garantisce certamente una certa vivibilità, anche se il fiume che taglia la città, la Moscòva, potrebbe essere certamente più pulito.

In conclusione, dunque, possiamo dire che l’imponenza della capitale della Federazione Russa e la quantità di ricchezza e abitanti che attrae di anno in anno dimostra da un lato la sua vitalità ma dall’altro anche il lungo cammino che il Paese deve ancora percorrere per garantirsi un certo tenore di vita, specialmente negli altri suoi territori. Dalla Russia europea a quella caucasica e fino alla Siberia, le condizioni di vita sono infatti estremamente diversificate e ciò mina la reale capacità di far tornare il Paese ad essere anche una vera potenza economica, una potenza che sia anche in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi dell’Agende 2030 delle Nazioni Unite, quasi tutti ancora lontani.


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  • L'Autore

    Alessandro Fanetti


    Alessandro Fanetti è nato nel 1988 a Siena e attualmente tratta le questioni inerenti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per Mondo Internazionale. Da sempre appassionato di geopolitica (con focus sulle aree del centro-sud America ed ex-URSS), collabora anche con l' "Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie" (IsAG) e con "Opinio Juris – Law and Politics Review". Ha conseguito un Master in Intelligence Economica presso lo IASSP di Milano nel 2020 e ha frequentato con successo un corso sulla geopolitica latinoamericana e caraibica promosso dalla "Escuela de Estudios Latinoamericanos y Globales" (ELAG) nel 2021. Infine, è iscritto all' "Associazione Italiana Analisti di Intelligence e Geopolitica" (AIAIG) ed è l'autore di un libro intitolato "Russia: alla ricerca della potenza perduta - Dall'avvento di Putin alle prospettive future di un Paese orfano dell'URSS" (Edizioni Eiffel, 2021).


    Alessandro Fanetti was born in Siena in 1988. Since 2019 he has been writing posts for "Mondo Internazionale" on 2030 Agenda for Sustainable Development. He has always been passionate about geopolitics (with a particular focus on Latin America and former USSR area), he also writes for IsAG and Opinio Juris - Law and Politics Review. He holds a Master degree in Economic Intelligence and actually he's writing a book about post-Soviet Russia. In the end, he is a member of the AIAIG and he is the author of the book "Russia: alla ricerca della potenza perduta - Dall'avvento di Putin alle prospettive future di un Paese orfano dell'URSS" (Edizioni Eiffel, 2021).

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Agenda 2030, Nazioni Unite Russia Mosca

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