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African Giant

African Giant, così viene definito il Paese più popoloso dell’Africa, la Nigeria, che conta più di 200 milioni di abitanti. La Nigeria è anche il Paese con l’economia più grande di tutto il continente africano.

Nonostante questa posizione di rilievo rispetto agli altri Stati africani, la Nigeria subisce ancora molti disequilibri interni. In Nigeria il 70% della popolazione vive ancora in stato di povertà, e deve sopravvivere con meno di 2 dollari al giorno in media per persona.

Questa situazione non può che dare sconforto e creare perplessità se consideriamo le enormi risorse minerarie, gas e petrolio abbondantemente disponibili in questo territorio.

Come in ogni Paese in via di sviluppo, ci sono molti punti che andrebbero chiariti e risolti, dato che i servizi e le infrastrutture scarseggiano, sono mal gestite o addirittura inesistenti; parte della causa è la forte corruzione e mal distribuzione delle risorse finanziarie.

Soffermandoci sulle risorse del Paese, analizziamo brevemente la risorsa che ha trainato questa economia sin da quando la Nigeria ancora non esisteva come la conosciamo oggi, ma da quando era ancora una colonia inglese.

L’estrazione del petrolio in Nigeria ha inizio nel 1937, con la concessione rilasciata alla Shell, la quale ancora oggi è una delle maggiori società petrolifere estrattrici nell’area.

Uno spiraglio di miglioramento lo si vede nel 1969, con l’introduzione di una legge che stabiliva la proprietà e il controllo di tutto il petrolio da parte dello Stato nigeriano e non più dagli inglesi. Con molte problematiche ancora da risolvere e scontri continui nel Paese, questo miglioramento non ha avuto i risultati attesi.

Questa gestione un po’ di parte delle risorse ha generato non solo un impoverimento a livello economico della popolazione, ma ha creato problemi di salute e inquinamento delle terre e delle acque nel Delta del Niger. In tre villaggi lungo il fiume ci sono state per decenni delle fuoriuscite di petrolio che hanno creato non pochi problemi, rendendo incolte le terre e riducendo l’aspettativa di vita di 10 anni rispetto al resto del Paese.

A supporto degli abitanti di queste zone, è intervenuta la Friends of the Earth, un ONG olandese.

Da qui nel 2008 è partita la denuncia di alcuni abitanti nei confronti della società di estrazione Shell Nigeria. Dato che Shell Nigeria è controllata da Royal Dutch Shell, con sede in Olanda, il caso è arrivato alla Corte d’Appello dell’Aja che ha sanzionato e obbligato la compagnia al risarcimento delle persone danneggiate dalla loro negligenza.

Oggi il parlamento nigeriano ha approvato una riforma attesa da anni. Questa legge è stata emanata per massimizzare le entrate petrolifere e distribuire meglio le ricchezze dei proventi dallo sfruttamento di questa risorsa. Questo dovrebbe portare a una regolamentazione più chiara ed a un miglioramento di strutture e infrastrutture del Paese, così da poter diventare uno Stato che attrae investimenti dall’estero e aiutare veramente le persone a migliorare il loro stile di vita e uscire dalla povertà.

La Nigeria, dopo essere stata sfruttata negli anni passati, sta trovando però la sua via di uscita ed essendo un Paese in cui la classe media è destinata ad aumentare, aumenteranno necessariamente anche i bisogni delle 200 milioni di persone: questa sarà una grossa opportunità per molte aziende che potranno esportare i loro prodotti in un Paese che si sta sviluppando velocemente.

Il Paese ha bisogno di rafforzare i servizi. I settori che hanno elevato potenziale sono per esempio: infrastrutture, logistica, trasporti, comunicazione, agricoltura, edilizia. Sono tutti settori dove sono necessarie competenze specifiche e grande abilità di gestione da parte di tutto il Governo, per facilitare e dirigere questo cambiamento e fare tesoro dagli errori del passato.

Mi auguro che il futuro della Nigeria sia roseo e non più sommerso dal petrolio e dallo sfruttamento delle persone e delle risorse.


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  • L'Autore

    Jawad Arif

Categorie

Dal Mondo Africa Sub-Sahariana Temi Ambiente e Sviluppo


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nigeria Petrolio paesi in via di sviluppo Sviluppo corte d'appello aja shell

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