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Africa & Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: cenni sullo “stato dell’arte”

È passato quasi un anno dall’ultima volta che ho trattato la situazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile nel continente africano.

Un anno molto difficile, ancora caratterizzato dalla “crisi Covid” e che ha lasciato sul terreno drammi a non finire.

La fotografia della situazione attuale in quest’area è la seguente:

  • Circa un cittadino africano su due non ha accesso alle cure sanitarie necessarie (uno dei 17 punti fondamentali da raggiungere entro il 2030, come sottolineato nell’Agenda delle Nazioni Unite)
  • Disponibilità di vaccini anti – Covid irrisoria rispetto alla popolazione totale
  • L’emergenza da Coronavirus ha rallentato drammaticamente anche il tracciamento di altre malattie gravissime presenti nel continente: - 50% di test HIV e – 75% di test per la tubercolosi[1]
  • Come ben spiegato dal coordinatore di Harambee Lussemburgo: “L’eliminazione della povertà, che già prima di allora era una sfida enorme, è ulteriormente complicata dalla pandemia in molti dei Paesi interessati”[2]
  • Ogni 3 secondi un bambino nel mondo muore di fame e la grande maggioranza di queste creature vive in Africa[3]
  • In Sudan c’è un’inflazione del 500% e molte famiglie, già rasenti la soglia di povertà, sono scivolate nell’indigenza completa[4]
  • Le violenze sulla popolazione sono diffuse in molte aree del continente
  • La Libia non trova pace dal 2011
  • Il Mali è teatro di conflitti tragici
  • La Guinea il Presidente è stato destituito pochi giorni fa e l’incertezza per la popolazione regna sovrana.

Potrei continuare tratteggiando altre crisi e criticità su tutti i punti dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile firmata nel 2015.

In mezzo a questa situazione, si stanno comunque facendo dei passi avanti almeno su alcuni punti?

La risposta è sì, anche se drammaticamente lenti e probabilmente insufficienti per rispettare gli accordi presi 6 anni fa:

  • Per la prima volta nella sua storia i Paesi del continente stanno rafforzando la loro interazione economica attraverso un trattato di libero scambio (AfCfta)[5] che però ha ancora troppi punti oscuri e impossibili da declinare in senso positivo o negativo. Certamente è però una novità nell’ “immobilismo cronico” su troppe questioni.
  • La Federal Capital Territory Administration (Fcta) nigeriana sta collaborando con l’African Development Bank (Afdb) per intraprendere progetti di miglioramento urbano in otto città satellite: Jikwoyi, Gwagwalada, Kuje, Dutsen-Alhaji, Abaji, Orozo, Zuba e Kwali[6].
  • L’economia e l’urbanizzazione in ampie zone dell’Africa equatoriale stanno migliorando. Ciò è un segnale positivo per lo sviluppo dell’area, ma pone allo stesso tempo grandi problematiche dal punto di vista ambientale e sociale[7].

In conclusione, dunque, è possibile affermare che il cammino verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 (e 2063) per l’Africa è ancora lungo e tortuoso.

La situazione generale, sebbene con profonde differenze fra aree (basti pensare al Sud Africa che fa parte del G20), è molto problematica.

La collaborazione tra i vari Paesi del continente, supportati dagli organismi ONU, è dunque fondamentale e imprescindibile per non fare un flop pazzesco fra 9 anni.

L’Africa è un’area decisiva per lo sviluppo e il benessere dell’intera umanità e tutto il pianeta deve avere a cuore la prosperità di essa, pena crisi migratorie e ambientali sempre più gravi e drammatiche.


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  • L'Autore

    Alessandro Fanetti


    Alessandro Fanetti è nato nel 1988 a Siena e attualmente tratta le questioni inerenti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per Mondo Internazionale. Da sempre appassionato di geopolitica (con focus sulle aree del centro-sud America ed ex-URSS), collabora anche con l' "Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie" (IsAG) e con "Opinio Juris – Law and Politics Review". Ha conseguito un Master in Intelligence Economica presso lo IASSP di Milano nel 2020 e ha frequentato con successo un corso sulla geopolitica latinoamericana e caraibica promosso dalla "Escuela de Estudios Latinoamericanos y Globales" (ELAG) nel 2021. Infine, è iscritto all' "Associazione Italiana Analisti di Intelligence e Geopolitica" (AIAIG) ed è l'autore di un libro intitolato "Russia: alla ricerca della potenza perduta - Dall'avvento di Putin alle prospettive future di un Paese orfano dell'URSS" (Edizioni Eiffel, 2021).


    Alessandro Fanetti was born in Siena in 1988. Since 2019 he has been writing posts for "Mondo Internazionale" on 2030 Agenda for Sustainable Development. He has always been passionate about geopolitics (with a particular focus on Latin America and former USSR area), he also writes for IsAG and Opinio Juris - Law and Politics Review. He holds a Master degree in Economic Intelligence and actually he's writing a book about post-Soviet Russia. In the end, he is a member of the AIAIG and he is the author of the book "Russia: alla ricerca della potenza perduta - Dall'avvento di Putin alle prospettive future di un Paese orfano dell'URSS" (Edizioni Eiffel, 2021).

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Dal Mondo Africa Sub-Sahariana Temi Ambiente e Sviluppo Agenda 2030


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