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9 maggio 1950

Accade Oggi

Il 9 maggio 1950, l’allora ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, espose l’idea di una nuova forma di cooperazione per gli Stati europei. La dichiarazione di Schuman fondò le radici di ciò che oggi è l’Unione Europea, la quale ogni 9 maggio celebra la pace e l’unità in ricorrenza della festa dell’Europa. [1]

Crediamo che in un momento così delicato nella storia dell'Unione il contributo dei giovani nel definire il futuro dell'Europa sia fondamentale. Così, ci siamo posti l’obiettivo di rappresentare l’UE così com'è vista dagli occhi dei nostri Associati.

Dovendo descrivere l’Unione Europea in poche parole, tra le più ricorrenti da noi individuate spiccano: unione, libertà, opportunità, futuro, pluralismo e cooperazione. Ma anche: interessi, utopia, particolarismi ed egoismi.

In quanto cittadini italiani, automaticamente siamo anche cittadini europei. Uno dei motti su cui si fonda la costruzione europea è “Uniti nelle diversità”, il che sottolinea come essere cittadino europeo non toglie nulla al nostro essere cittadino italiano, francese o svedese, bensì ci arricchisce solamente. Viceversa, i sentimenti patriottici non dovrebbero diminuire la percezione di un senso di appartenenza europeo. La questione rimanda ad una delle grandi sfide della costruzione europea, in particolare concernente il suo elemento democratico. Di conseguenza, occorre pensare al livello di rappresentanza dei cittadini europei nelle istituzioni.
La maggior parte di noi sente di essere tanto cittadino italiano quanto cittadino europeo. Essere cittadini europei significa potersi sentir parte di un progetto più grande, che non si limiti ai confini nazionali. Molti hanno sviluppato il loro sentimento di appartenenza europea grazie alle esperienze fatte con il Programma Erasmus, alla possibilità di viaggiare senza confini e al diritto di voto per il Parlamento Europeo. Rimane forte la connessione con il proprio paese d'origine, in ragione di elementi culturali, storici ed emotivi. Viene percepita una generale carenza nello sviluppo di un vero sentimento europeo: non a caso le differenze nazionali rimangono ancora marcate.

Alla richiesta di descrivere i meriti dell’Unione Europea, tra le risposte più frequenti troviamo quelle che elogiano la grande tutela dei diritti fondamentali e delle garanzie democratiche, la libertà di movimento, le opportunità di studio, lavoro e viaggio senza confini, il mercato unico, l’unione monetaria, il mantenimento della pace all'interno della Comunità, gli accordi commerciali con paesi terzi, la cooperazione a livello scientifico e tecnologico. Infine, più in generale, viene esaltata la possibilità di affrontare sfide comuni insieme, offrendo così un esempio di umanità e solidarietà in un mondo sempre più diviso.

D'altro canto, rilevanti sono le critiche esposte nei confronti dell’Unione Europea. In particolare si sottolineano: la mancanza di integrazione e coesione politica, le divisioni e disuguaglianze interne, i molti impasse decisionali, il freno imposto dalla regola dell’unanimità nel prendere decisioni fondamentali, un’assenza di peso politico decisivo nel mondo, incapacità comunicative, l’inefficace gestione del fenomeno migratorio, le mancate risposte a problematiche emergenti, istituzioni poco incisive, politiche troppo distanti dai reali bisogni delle singole nazioni, la mancanza di una vera politica estera e di difesa comune, l’assenza di una fiscalità unica e di un esercito europeo.

Elaborando considerazioni sull’Unione Europea del futuro, la gran parte di noi auspica di giungere ad un livello di integrazione europea molto più avanzato. Infatti, l'idea di fondo è che solo un’Unione forte e coesa possa far fronte alle sfide internazionali ed acquisire un’influenza rilevante su scala globale. Una piccola parte di noi, invece, ritiene che la strada giusta da seguire sia quella dell’integrazione differenziata, nell’ottica che chi spinge a fare di più possa a sua volta invogliare altri Stati membri ad allinearsi ai suoi comportamenti. Differenti sono le visioni concernenti ciò che realisticamente crediamo sarà l’Europa nel futuro. Prevalgono le valutazioni di chi crede che nel lungo periodo poco cambierà rispetto all’Unione di oggi, in considerazione dell'assenza di volontà di cambiamento o di una decisiva collaborazione. In egual numero, c'è chi crede si proseguirà per la strada di un'integrazione maggiore e chi crede invece si avanzerà seguendo la logica di un'integrazione differenziata. Minoritarie, ma comunque rilevanti, sono le opinioni di chi crede verranno indeboliti i meccanismi comunitari e rafforzate le logiche sovraniste.

Tra le riforme più supportate dai nostri Associati si rilevano: un potenziamento dell’integrazione politica, una riduzione delle disuguaglianze tra gli Stati membri, una crescita della rappresentatività delle istituzioni europee, una maggiore tutela dei diritti, una riforma del trattato di Dublino e un generale potenziamento delle politiche migratorie, una maggiore integrazione nel settore della sanità, una spinta allo sviluppo di una difesa e di una politica estera comune, un’integrazione fiscale e di bilancio maggiore, una riforma dei meccanismi di voto, sforzi maggiori in tema di cambiamento climatico, un allargamento ai Balcani ed un maggiore sostegno ai giovani.

Concludendo, confidiamo che siano le voci dei giovani ad essere interpellate per prime nel decidere quale forma l’Unione Europea dovrà assumere in futuro. Dunque, speriamo che questo nostro contributo possa far riflettere tutti i cittadini, in quanto essi sono i pilastri fondamentali della costruzione europea.


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  • L'Autore

    Giulia Geneletti

    Laureata con lode in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Milano, curiosa, intraprendente e sempre motivata da nuove avventure ed esperienze. Ha svolto diverse esperienze lavorative, formative e di volontariato in Italia e all'estero. Si interessa di politiche pubbliche, relazioni internazionali, comunicazione politica, affari europei e di consulenza.
    Giulia è entrata nella community di Mondo Internazionale nel Giugno 2019 ed ha da allora ricoperto diversi ruoli sia di redazione che di direzione. Ad oggi è Direttore di Mondo Internazionale HUB, all'interno del quale ha dato vita al progetto di MIPP, l'Incubatore di Politiche Pubbliche di Mondo Internazionale.


    Graduated with honors in Political Science from the University of Milan, curious, proactive and always motivated by new adventures and experiences. She has had several work, training and volunteer experiences in Italy and abroad. She is interested in public policy, international relations, political communication, European affairs and consultancy.
    Giulia joined the Mondo Internazionale community in June 2019 and has since held various editorial and management roles. To date she is Director of Mondo Internazionale HUB, within which she gave life to the project of MIPP, the Public Policy Incubator of Mondo Internazionale.

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