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7 luglio 2020

Accade Oggi

Con la Rivoluzione islamica iraniana del 1979 il sistema guidato dalla dinastia Pahlavi fu ribaltato secondo i dettami dell'Ayatollah Khomeini, leader rivoluzionario e Capo Supremo del Paese fino alla sua morte nel 1989. Successivamente al Referendum di marzo, il 7 luglio 1980, il governo di Tehran impose il principio di supremazia islamica nel Paese, rendendo ufficialmente l'Iran uno Stato Islamico fondato sui precetti religiosi contenuti nel testo sacro della Sharia.

Il sistema di governo che venne instaurato, grazie soprattutto alla grande propaganda “anti-occidentalizzazione” e “anti-modernizzazione” sostenuta da Khomeini, prese il nome di “velayat-e-faqih”, ovvero “governo del giureconsulto”, un governo alla guida del quale viene riconosciuto il giurista islamico.
L'articolo 2 della Costituzione (Qanun-e Asasi), approvata tramite Referendum dopo la Rivoluzione, specifica come la Repubblica Islamica dell'Iran si fondi sulla fede per l'unico Dio Allah, sulla sua esclusiva sovranità e potere legislativo, ai quali comandi tutti i cittadini devono sottostare. L'articolo 4 invece specifica come tutti gli articoli della Costituzione, le leggi e i regolamenti della Repubblica debbano conformarsi ai precetti islamici contenuti nella Sharia.
Il Leader Supremo, in carica a vita e dal 1989 rappresentato da Ali Khamenei, è la figura istituzionale più simbolica del Paese: egli decide l'indirizzo politico generale della Repubblica. Il Presidente dell'Iran, oggi Hassan Rouhani, è invece eletto a cadenza quadriennale e si occupa di implementare i precetti costituzionali e guidare l'esecutivo in carica. Il Parlamento unicamerale iraniano è formato da 290 membri, eletti ogni quattro anni tramite suffragio universale. Dopo la Rivoluzione nel 1979 fu inoltre istituito il corpo delle Guardie rivoluzionarie, una specie di esercito fedele alla nuova leadership di Khomeini.
La religione continua tutt'oggi ad incidere enormemente su ogni lato della vita dei cittadini iraniani: dall'amore alla famiglia, al cibo, ai valori comportamentali e agli atti ritenuti illegali o meno.


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  • L'Autore

    Giulia Geneletti

    Laureata con lode in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Milano, curiosa, intraprendente e sempre motivata da nuove avventure ed esperienze. Ha svolto diverse esperienze lavorative, formative e di volontariato in Italia e all'estero. Si interessa di politiche pubbliche, relazioni internazionali, comunicazione politica, affari europei e di consulenza.
    Giulia è entrata nella community di Mondo Internazionale nel Giugno 2019 ed ha da allora ricoperto diversi ruoli sia di redazione che di direzione. Ad oggi è Direttore di Mondo Internazionale HUB, all'interno del quale ha dato vita al progetto di MIPP, l'Incubatore di Politiche Pubbliche di Mondo Internazionale.


    Graduated with honors in Political Science from the University of Milan, curious, proactive and always motivated by new adventures and experiences. She has had several work, training and volunteer experiences in Italy and abroad. She is interested in public policy, international relations, political communication, European affairs and consultancy.
    Giulia joined the Mondo Internazionale community in June 2019 and has since held various editorial and management roles. To date she is Director of Mondo Internazionale HUB, within which she gave life to the project of MIPP, the Public Policy Incubator of Mondo Internazionale.

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