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28 luglio 1914

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Il 28 luglio 1914, un mese dopo l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, a Sarajevo, l’Austro-Ungheria, attraverso un telegramma, dichiarò ufficialmente guerra alla Serbia, ritenuta responsabile dell’attentato. Scoppiò così la Prima Guerra Mondiale, che in soli quattro anni provocò più di 17 milioni di morti. L’assassinio di Francesco Ferdinando però, fu solo la miccia che fece scoppiare la guerra, perché a livello internazionale c’erano profonde tensioni, destinate comunque ad esplodere.

Per spiegare le ragioni che hanno portato alla Prima Guerra Mondiale però, dobbiamo andare molto indietro nella storia. Nel 1702-1704 abbiamo il primo tradimento della pace europea, creatasi con la conferenza di Westfalia: la guerra di successione in Spagna, da cui scaturirono la pace di Utrecht, e la pace di Raastad. Questi due trattati si ispirarono al nuovo principio del “Balance of Power”, di cui la Gran Bretagna si fece portavoce e garante (anche se il suo scopo era solo quello di potersi opporre all’espansionismo francese). In quel periodo infatti, la Francia, per giustificare i suoi atti espansionistici, si appellava alla cosiddetta Ragion di Stato, principio che era stato ripreso anche nella sua Rivoluzione. Il concetto della Ragion di Stato si rifaceva al principio secondo cui, per realizzare l’interesse nazionale, è concesso perseguire qualsiasi politica, senza tener conto di valori etici, religiosi o morali. All’inizio dell'1800 infatti, la Francia aveva serie mire espansionistiche, a cui all’inizio si opposero soprattutto Gran Bretagna e Russia, che per difendersi portarono dalla loro parte anche l’Austria e la Prussia, formando quindi un blocco compatto contro la Francia.

Vinta la guerra contro la Francia, nel 1815 abbiamo uno degli eventi più importanti della storia, il Congresso di Vienna, che portò ad un prospero periodo di pace per l’Europa fino all’inizio del 1900. Per tutta la durata della conferenza ci si appellò a due principi fondamentali. Il primo fu il principio di legittimità: per ottenere l’ordine e l’equilibrio era necessario che tutti i sovrani che erano stati spodestati da Napoleone tornassero sul proprio trono; il secondo era quello della responsabilità condivisa: i principi scaturiti da questo congresso avrebbero dovuto garantire la pace europea, la quale dipendeva dal modo in cui le potenze avrebbero difeso nel tempo questi principi. Negli anni successivi al Congresso di Vienna però, la situazione era ben diversa da quella che era stata prospettata. La Francia tornò sul campo per conquistare i territori che aveva perso, e alla Ragion di Stato si sostituì la Realpolitik, di cui ne furono portatori due grandi comandanti: Bismarck e Napoleone III. L’idea era quella che le relazioni tra gli Stati dovevano essere determinate dalla forza.

Dunque, il sistema geopolitico cambiò: si iniziarono a formare quegli allineamenti tra potenze che evidenziarono sempre più l’inimicizia tra Francia e Germania, e la costante ostilità tra Russia e Impero Austro-Ungarico. Questi precari equilibri si trasformarono presto in una corsa agli armamenti. (Questo fa capire che già alla fine dell’800 le potenze erano pronte per un eventuale scontro).

Iniziarono a formarsi due blocchi di alleanze, la Germania e l’Impero Austro-Ungarico firmarono un accordo difensivo nel 1879, e tra il 1891-94 si intensificarono i rapporti tra Francia e Russia, che portarono anche in questo caso ad un patto difensivo. Per quanto riguarda le altre potenze invece, l’Italia nel 1882 mostrò vicinanza allo schieramento tedesco, mentre l’Inghilterra si coalizzò con lo schieramento franco-russo.

La miccia si accese il 28 giugno del 1914 con l’omicidio di Francesco Ferdinando, ma la guerra scoppiò solo un mese dopo, il 28 luglio 1914, con la dichiarazione di guerra. Iniziò così la Prima Guerra Mondiale.


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