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23 giugno 1894

Accade Oggi

“Citius! Altius! Fortius!” sono tre parole, di origine latina, che significano rispettivamente più veloce, più alto, più forte e rappresentano il motto olimpico, adottato nel momento in cui fu fondato il Comitato Olimpico Internazionale (COI).

Proprio il 23 giugno 1894, ad opera di Pierre de Coubertin, nacque il Comitato Olimpico Internazionale, un’organizzazione no profit indipendente con lo scopo di costruire un mondo migliore attraverso lo sport. L’idea di ridare vita ai Giochi Olimpici dell’antica Grecia affascinava Coubertin, che propose quindi di ridare vigore all’Olimpismo come filosofia di vita. Questo stesso Olimpismo ed i suoi principi sono codificati in una Carta, adottata dal COI per l’organizzazione, il funzionamento e la celebrazione dei Giochi Olimpici. Ai sensi della Carta, riguardo la missione e il ruolo del Comitato, vi sono alcuni elementi su cui è importante soffermarsi, tra cui ad esempio: il supporto all’etica e alla good governance nello sport, l’azione contro ogni forma di discriminazione riguardante il Movimento olimpico, la promozione dello sport sicuro e la protezione degli atleti dagli abusi. I primi giochi olimpici furono celebrati ad Atene, in Grecia, due anni dopo la creazione del Comitato. Nel 1914 fu adottata la bandiera con i cinque anelli di diversi colori, che rappresentano i cinque continenti uniti dall’Olimpismo.

I Giochi Olimpici hanno cadenza quadriennale e, proprio quest’anno, ci sarebbe stata una nuova edizione, a Tokyo, in Giappone, dal 24 luglio al 9 agosto. Causa Covid-19, anche questo evento purtroppo è stato posticipato al 2021.

Si tratta però di un momento storico altrettanto importante perché, dalla nascita del Comitato Olimpico, Tokyo 2020 è la prima edizione di un Olimpiade ad essere rinviata; nel corso degli anni alcune edizioni sono state annullate a causa della guerra ma mai nessuna Olimpiade è stata posticipata e mai si era disputata in un anno che si conclude con un numero dispari.

Sarà quindi un’edizione destinata a entrare nella storia, non solo per le circostanze che hanno portato al suo rinvio, ma anche per la struttura e l’innovazione che l’edizione nipponica si è decisa ad introdurre nei Giochi Olimpici. Cerchiamo di capire in breve cosa dovremo aspettarci da essa.

Le novità che saranno introdotte sembrano tutte prendere spunto dall’idea di fondo del COI di costruire un mondo migliore attraverso lo sport; Tokyo 2020 punta infatti a trasmettere questo messaggio positivo e punta ad essere una Olimpiade sostenibile, inclusiva ed innovativa.

Gli organizzatori confidano infatti di ridurre a zero le emissioni di CO2 dell’edizione grazie all’utilizzo di energia rinnovabile e ad un ampio ricorso a materiali riciclati. Inoltre, Tokyo 2020 si erge a paladina dei diritti umani, dei valori della diversità e dell’inclusione, anche attraverso una serie di eventi e politiche pensati dagli organizzatori.

Infine, un aspetto fondamentale di queste Olimpiadi è dato dalla tecnologia che verrà utilizzata: gli organizzatori hanno predisposto alcuni robot che faranno da assistenti agli spettatori, hanno studiato una tecnologia di Tracking 3D per gli atleti e hanno confermato la presenza della Mixed Reality, una combinazione tra realtà virtuale e realtà aumentata che permetterà di riprodurre interamente le arene dove si svolgeranno i giochi.

L’entusiasmo per un’edizione così importante sembra essere ulteriormente amplificato dalla crisi sanitaria che ha colpito il mondo intero, perché, come ha detto anche il Presidente della Commissione di coordinamento e affari legali di Tokyo 2020, John Coates: “La fiamma olimpica rappresenta la luce in fondo al tunnel.

I Giochi Olimpici devono essere simbolo di speranza per le persone in tutto il mondo, dimostrando così che la la pandemia non è stata in grado di spegnere il nostro spirito di resilienza collettivo.

In collaborazione con Matteo Bergamini del progetto Japan 2020


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  • L'Autore

    Marta Annalisa Savino

    Laureata magistrale in "Relazioni Internazionali", appassionata di scrittura, viaggi, lingue tra cui inglese, francese e spagnolo, politica internazionale e geopolitica. Il suo focus di interesse è sul Nord America e sui suoi rapporti con il resto del mondo. Autrice di "Framing the World.

    Master's Degree in "International Relations", keen on writing, travelling, languages including english, french, spanish, international politics and geopolitics. Her focus of interest is North America and its relationship with the rest of the world. Author of "Framing the World".

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