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20 luglio 1969

Accade Oggi

Per lo Speciale di questo mese, Accade Oggi! propone un’intervista con Emiliano Battisti, esperto di spazio nonché autore del saggio "Storie spaziali. Successi e insuccessi dei pionieri dell’universo" edito da Paesi Edizioni, in occasione dello sbarco del primo uomo sulla Luna, avvenuto il 20 luglio di 51 anni fa.

«Ok, controllori di volo, fate attenzione. Oggi è il nostro giorno, e le speranze e i sogni del mondo intero sono con noi. […]». Nel suo saggio, dal titolo "Storie spaziali. Successi e insuccessi dei pionieri dell’universo", racconta in maniera dettagliata cosa successe quel 20 luglio 1969.

Potrebbe ripercorrere la vicenda?

"È una vicenda talmente grande e complessa che è molto difficile riassumerla, ma ci provo. Raggiungere la Luna era l’obiettivo posto alla NASA dal Presidente Kennedy nel 1961, diventato ancora più importante dopo la sua tragica morte nel 1963. La missione Apollo 11 era il culmine di uno sforzo di decine di migliaia di persone in tutti gli Stati Uniti, tra operai, tecnici, matematici, ingegneri, politici e manager, con il contributo fondamentale, spesso sottovalutato, di molte donne, celebrate solo di recente. La sera del 20 luglio, i tre astronauti della missione erano la punta dell’iceberg di tutto questo. Mi piace che lei abbia scelto di riportare la frase detta dal Direttore di volo Gene Kranz, una leggenda per noi del settore, a capo quel giorno di una squadra di giovani ingegneri (età media 26 anni) che dovevano guidare Neil Armstrong ed Edwin Aldrin nella discesa verso la superficie lunare. Gran parte del pianeta Terra era fermo a guardare la TV e a seguire minuto per minuto gli aggiornamenti. Un raro momento di quasi unità dell’umanità."

In quale contesto storico si inserisce il lancio dell’Apollo 11 e che cosa significò quell’evento?

"Se qualcuno pensa al 1969 vengono in mente subito alcune cose: Guerra Fredda, Guerra del Vietnam, contestazioni pacifiste. Apollo 11 era parte di tutto questo e allo stesso tempo no. Lo era perché la corsa allo spazio era un aspetto della rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica; non lo era perché l’ambiente NASA sembrava un mondo a parte rispetto a quello che accadeva fuori. Ad esempio, molti degli uomini che lavoravano lì, compresi gli astronauti, evitarono il Vietnam. Ma, come ho detto prima, la missione fu anche uno dei rarissimi momenti in cui l’umanità, volente o nolente, si trovò unita, o quasi."

La notizia dell’atterraggio sulla Luna fu seguita in Italia da un programma RAI in collegamento dal centro controllo missione di Houston. Perché gli italiani non poterono «assaporare la prima frase storica detta da Armstrong sulla Luna» come riporta nel suo saggio? C’è qualche curiosità legata a quel preciso momento?

"Raccontare questo aneddoto è stato uno dei momenti più divertenti nello scrivere il mio libro, lo ammetto. Sostanzialmente, il telecronista da Roma, Tito Stagno, mal interpretò le comunicazioni radio tra il modulo lunare, con Armstrong e Aldrin, a bordo e il controllo missione di Houston. A causa di ciò, diede l’annuncio dell’avvenuto atterraggio con quasi un minuto di anticipo. Nei momenti seguenti, il dibattito con il corrispondente da Houston, Ruggero Orlando, sulla correttezza dell’informazione, fece passare inascoltata la frase di Armstrong “Houston, Tranquillity Base here, the Eagle has landed”."

Venendo invece più all’attualità, quali sono le prospettive della ricerca spaziale, in particolare nell’America di questi ultimi anni?

"Gli ultimi anni sono stati il boom dei privati. Per opportunità di budget, la NASA ha deciso di “affittare” il trasporto di astronauti e rifornimenti verso la Stazione Spaziale Internazionale ad aziende private, tra cui spicca la SpaceX di Elon Musk. L’evoluzione di questo scenario è che queste compagnie lanceranno presto persone nello spazio non solo per le agenzie spaziali, ma anche per ricerche scientifiche private e turismo spaziale. La NASA, dal canto suo, vorrebbe destinare le risorse risparmiate ai programmi di esplorazione, come il ritorno sulla Luna o l’arrivo su Marte (molto più difficile da raggiungere rispetto al nostro satellite). Si tratta di programmi complessi e tutto dipenderà dalla volontà politica di attuarli, più che dalle difficoltà tecnologiche."

Ringraziamo Emiliano Battisti per la disponibilità a questa intervista.

Emiliano Battisti è consulente per un’azienda spaziale, Segretario Generale dell’associazione di promozione sociale Il Caffè Geopolitico e Responsabile del coordinamento dei Social Media, del desk Nord America e del desk spaziale per l’omonima rivista. Ha pubblicato il libro "Storie spaziali. Successi e insuccessi dei pionieri dell’universo", edito da Paesi Edizioni.


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  • L'Autore

    Marta Annalisa Savino

    Laureata magistrale in "Relazioni Internazionali", appassionata di scrittura, viaggi, lingue tra cui inglese, francese e spagnolo, politica internazionale e geopolitica. Il suo focus di interesse è sul Nord America e sui suoi rapporti con il resto del mondo. Autrice di "Framing the World.

    Master's Degree in "International Relations", keen on writing, travelling, languages including english, french, spanish, international politics and geopolitics. Her focus of interest is North America and its relationship with the rest of the world. Author of "Framing the World".

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