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18 luglio 1925

Accade Oggi


94 anni fa, quale frutto della reclusione di Adolf Hitler nel carcere di Landsberg am Lech dopo il fallito colpo di stato di Monaco, viene pubblicata la prima edizione del Mein Kampf. Dal tedesco "La mia battaglia", nel testo, colui che diventerà uno dei più temuti dittatori che la storia abbia conosciuto, descrive in maniera autobiografica il proprio pensiero politico. La filosofia contenuta nell'opera diventerà sostanzialmente la base politica del partito nazionalsocialista al potere in Germania dal 1933, una vera e propria “Bibbia nazista”.
 Hitler nel libro mitizza la sua persona come l’eroe forte e carismatico (il superuomo, o meglio, il Führer) che potrà salvare il paese dalla crisi economica, dall’alto tasso di inflazione e di disoccupazione e dal baratro - il più catastrofico immaginabile - rappresentato dalla rivoluzione comunista. Hitler si pone dunque come figura capace di ottenere il riscatto dei valori e della popolazione tedesca, in seguito alle umilazioni subite dopo la Prima Guerra Mondiale. 
Punti centrali del libro sono sicuramente l’estremo antisemitismo, la supremazia della razza ariana in quanto pura, la repulsione nei confronti del marxismo, la politica espansionistica verso Est (che la Germania avrebbe dovuto adottare) e la necessità di creare uno Stato accentrato e autoritario.



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  • L'Autore

    Giulia Geneletti

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