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Wet market e emergenza Covid-19

Nelle ultime settimane abbiamo sentito molto parlare dei cosiddetti wet market legati alla diffusione del nuovo virus COVID-19.

Cosa sono i wet market e dove sono diffusi? I wet market sono mercati all’aperto dediti alla vendita di beni deperibili, quali carne fresca, animali selvatici e fauna ittica. L'uso del termine inglese “wet”, umido, deriva proprio dal pavimento scivoloso creato dal sangue e dalle viscere animali cadute a terra. All’interno dei mercati umidi gli animali sono macellati in loco e poi venduti ai clienti che ne fanno richiesta. Sono molto diffusi nei paesi asiatici, in particolar modo in Cina, a Hong Kong, Vietnam, Malesia, Indonesia e Filippine. La loro presenza si riscontra però anche in Africa, Oceania e perfino nelle Americhe: dal Messico alla Colombia, passando per gli Stati Uniti (a New York se ne contano un’ottantina).

I clienti preferiscono acquistare questi beni nei mercati bagnati rispetto alle catene di supermercati, le quali offrono prodotti già lavorati e ricchi di conservanti che ritardano il deperimento e la scadenza. Originariamente, l’acquisto di prodotti freschi e macellati sul posto nasceva dall’esigenza di verificare che la carne venduta fosse effettivamente fresca: a ciò è legato il mancato o esiguo uso del frigorifero in Cina, soprattutto nei piccoli centri rurali. Dal momento che per gli asiatici la carne macellata sul posto è considerata più fresca di quella venduta nei supermercati in condizioni sterili, il mancato uso del frigorifero è diventato un retaggio culturale della cultura orientale. Nei wet market si trovano animali vivi di ogni specie e tipo, compresa la fauna selvatica e/o animali di cui è vietata la caccia e, conseguentemente, la vendita; le loro condizioni non sono delle migliori, dal momento che per lo più sono riposti in piccole gabbie.

Storicamente, l’uso e il commercio di animali selvatici sono stati incentivati fino ai tempi recenti dal Governo cinese, che vedeva in questo mercato un’opportunità per alleviare la condizione di povertà delle zone rurali. Solo durante l’epidemia di SARS nel 2002-2004 e la successiva influenza aviaria del 2013 la vendita di animali selvaggi è stata proibita; la proibizione è però stata rimossa dopo soli sei mesi.

Più recentemente, a causa dell’epidemia di Covid-19 è stato di nuovo bandito temporaneamente il consumo e commercio di questi animali, ma non è chiaro fino a quando durerà questo divieto.

Le condizioni igieniche di questi mercati non sono sempre ideali, specialmente in quelli in cui si vendono gli animali vivi, siano di fattoria o selvatici. La prossimità degli animali vivi e dei loro escrementi con la carne macellata in vendita e con gli esseri umani rappresenta un potenziale focolaio di nuovi virus e batteri.

Gli animali vivi, macellati sul posto, innescano un ulteriore fattore di rischio: virus o batteri, innocui per l’animale macellato, potrebbero essere trasmessi all’uomo tramite il contatto con il sangue dell’animale. I virus, che hanno come strategia di sopravvivenza il rimescolamento continuo di alcuni dei loro geni, potrebbero dunque tramite mutazioni genetiche colonizzare nuovi ospiti (gli esseri umani in questo caso) provocando nuove e pericolose malattie. Non si tratta di una novità: molti studi hanno messo in relazione i wet market alla diffusione di patogeni potenzialmente pericolosi per l’uomo.

Lo scoppio dell’emergenza Coronavirus ha portato in molti a interrogarsi sui wet market e quale ruolo avessero avuto nella diffusione del virus soprattutto perché la comunità scientifica pensa che il Covid-19 abbia avuto origine proprio in un mercato umido di Wuhan, in Cina.

Cosa lega un wet market alla nascita di un virus? Per poter comprendere la correlazione, bisogna far riferimento al concetto di spillover. Il fenomeno consiste nel trasferimento di malattie/virus dagli animali all’uomo. Ogni specie animale, compreso l’uomo, ha i suoi virus endemici che appartengono alla specie stessa: il problema sorge quando i virus endemici di specie diverse dall’uomo fanno il loro ingresso in altre specie (zoonosi). Lo spillover è particolarmente pericoloso quando la zoonosi si adatta alla specie umana andando poi a causare il contagio tra uomo e uomo, dando origine alle epidemie. La nascita di un virus non è purtroppo un evento casuale: sono molti gli studi scientifici che mettono in stretta relazione l’impatto sugli ecosistemi naturali e la diffusione di nuovi virus, Covid-19 compreso. Molti fenomeni che si manifestano sul pianeta sono una diretta conseguenza delle azioni che l’uomo opera sulla natura: diminuzione delle foreste e perdita di habitat naturali, incendi, riconversioni di spazi naturali in allevamenti intensivi; manipolazione e commercio degli animali selvatici. La cattura di animali selvatici e il loro successivo confinamento in spazi ridotti come le gabbie, la macellazione molto spesso illegale e la loro vendita dà vita a un contatto stretto tra gli animali stessi e l’uomo.

Oggi i wet market sono sotto accusa: la pandemia di Covid-19 ha portato sotto gli occhi di tutti un problema diffuso da anni. La Cina, dopo lo scoppio dell’epidemia, ha chiuso temporaneamente i mercati che però sono ritornati attivi appena dopo il primo calo del contagio. L’intento, sostenuto dalla responsabile della biodiversità delle Nazioni Unite Elizabeth Maruma Mrema, è vietare l’apertura di wet market in Cina e nel resto del mondo. Per evitare ulteriori e nuove pandemie è necessario adottare comportamenti virtuosi e nuovi approcci al problema.

Proteggere la biodiversità e favorire la salvaguardia di ecosistemi vuol dire provare a rimettere in equilibrio il pianeta e attivare politiche di sostenibilità alimentare, efficaci soprattutto in quei paesi in via di sviluppo che sulla compravendita di animali selvatici a scopo alimentare fondano parte della loro economia.

https://www.internazionale.it/liveblog/2020/04/17/in-cina-i-wet-market-hanno-riaperto-ma-non-ci-va-nessuno

https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2020/05/06/news/coronavirus-i-wet-market-nel-mirino-della-comunita-scientifica-e-la-cina-tenta-di-regolarizzarli-1.38811008

https://wisesociety.it/salute-e-benessere/wet-market-cosa-sono-perche-pericolosi/

https://laboratoriaperti.netsons.org/non-di-sola-scienza/reportage-un-viaggio-nei-wet-market-cinesi/1110/


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  • L'Autore

    Valeriana Savino

    IT_VALERIANA SAVINO

    Valeriana Savino è una giovane studentessa di 24 anni. Nata e cresciuta in Puglia. È laureata in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Studi Europei presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

    Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze delle Amministrazioni. Ritiene fortemente che il primo cambiamento necessario per il prossimo futuro sia dare un contributo attivo alla gestione dei servizi pubblici e privati.

    Ha collaborato per tre anni con l’associazione “Giovani nel Mondo” alla promozione del festival delle carriere internazionali. La promozione consisteva nell’organizzare incontri sia in italiano sia in inglese con gli studenti, conferenze con ospiti nazionali e internazionali e fornire informazioni sul festival.

    Da agosto 2019 collabora con l’associazione “Mondo Internazionale”. È autrice nell’area tematica “Diritti Umani” ed “Europa” nell’ambito di Mondo Internazionale Academy. Da novembre 2020 collabora come Policy Analist nell’analisi, ricerca e redazione di politiche pubbliche portate avanti da Mondo Internazionale Hub all’interno di MIPP, l’Incubatore di Politiche Pubbliche.

    È appassionata di diritti umani e di questioni relative all’Europa e non solo. Ascolta podcast per essere sempre aggiornata sul mondo attuale e nel tempo libero leggo libri e guardo serie TV.

    Ama viaggiare, scoprire nuove realtà e mettersi sempre alla prova.

    EN_VALERIANA SAVINO

    Valeriana Savino is a young 24 years old. She is born and raised in Puglia. She has a BA in Political Science, International Relations and European Studies at the University of Bari "Aldo Moro".

    She is currently attending the master's degree in Administration Sciences. She strongly believes that the first necessary change for the near future is to make an active contribution to the management of public and private services.

    She collaborated for three years with the "Giovani nel Mondo" association to promote the internationale career festival. The promotion consisted of organizing meetings both in Italian and in English with students, conferences with national and international guests and providing information on the festival.

    Since August 2019 she has been collaborating with the "Mondo Internazionale" association. She is an author in the thematic area "Human Rights" and "Europe" within the Mondo Internazionale Academy. Since November 2020 she has been collaborating as a Policy Analist in the analysis, research and drafting of public policies carried out by Mondo Internazionale Hub within MIPP, the Public Policy Incubator.

    She is passionate about human rights and issues relating to Europe and beyond. She listens to podcasts to keep up to date on the current world and in free time she reads books and watch TV series.

    She loves to travel, discover new realities and always test herself.

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Temi Ambiente e Sviluppo


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#wetmarket #covid #sustainablelife #sustainable #animals #life #health #healthy #savetheplanet #information #communication #mondointernazionale #international

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