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Violenza domestica

la situazione in Europa ai tempi del Covid-19

In un contesto dove i diritti dei singoli individui vengono rispettati, quello della violenza di genere dovrebbe essere un problema inesistente. Tuttavia, nella realtà mondiale ed europea, non è questo il caso. La violenza di genere, purtroppo, fa parte della vita quotidiana di molte donne nel mondo.

Come afferma l’Organizzazione Mondiale della Salute, a livello mondiale, 1 donna su 3 sperimenta violenza fisica e/o sessuale durante la vita, generalmente da un partner intimo. In tal senso, è importante precisare che, come riporta il Rapporto dell’OCSE “Combating violence against women” pubblicato nel 2016, è solamente l’11% delle vittime a denunciare il caso alle autorità. La violenza contro le donne è pervasiva, ma allo stesso tempo ampiamente poco denunciata. Come riportato in un recente Rapporto dell’Onu “L’impatto del COVID-19 sulle donne”, pubblicato nel 2020, meno del 40% delle donne che ha subito violenza ha denunciato questi crimini o chiesto aiuto di qualsiasi tipo. Inoltre, come afferma l’Eige, l’Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, la differenza nei metodi di raccolta dei dati sulle violenze rende difficoltoso costruire con certezza statistiche affidabili, soprattutto quando si vogliono fare delle comparazioni del fenomeno tra paesi.

Fatte queste doverose premesse, vediamo quali sono i dati della violenza di genere in Europa. Stando ai dati dell’Eige nel 2016 si sono verificati 788 femminicidi, ciò significa che nell’UE è stata uccisa più di una donna al giorno. I dati inerenti alla violenza sulle donne in Europa sono lacunosi e poco aggiornati, tant’è che l’ultima inchiesta a livello comunitario ha avuto luogo cinque anni fa. In tale occasione, dopo avere intervistato 42mila donne, è stato confermato che una donna su tre ha subito violenza all’età di 15 anni.

Osservando i dati europei, si nota che la maggior parte dei casi di violenza e dei femminicidi è compiuto da partner o ex-partner della vittima. Considerazione interessante relativamente alla situazione di emergenza del Covid-19, che ha costretto molte persone ad una convivenza 24 ore su 24. Se pensiamo che, come detto in precedenza, si stima che una donna su tre sperimenterà violenza durante la sua vita, provate ad immaginare molte di queste confinate nelle loro case con i loro aggressori. Secondo il Rapporto Onu citato in precedenza, durante lo scorso aprile, ovvero poco dopo l’inizio del lockdown, si sono verificate molte notizie preoccupanti riguardo a un aumento della violenza contro le donne in tutto il mondo. In alcuni paesi si sono registrati aumenti dei casi fino al 25%, in altri i casi segnalati sono addirittura raddoppiati.

I dati riportati dal Rapporto dell’Onu dimostrano che, dall’inizio della pandemia, la violenza contro le donne, in particolare la violenza domestica, si sia intensificata. In Francia, le segnalazioni di violenza domestica sono aumentate del 30% dal confinamento del 17 marzo. A Cipro, l’assistenza telefonica per l’emergenza ha registrato un aumento nelle chiamate del 30%. Un significativo incremento dei casi di violenza domestica e di domande di protezione si sono verificati anche in Italia, Germania, Spagna e Gran Bretagna.

Parallelamente all'aumento del numero, durante il lockdown, la violenza contro le donne ha assunto nuove forme di complessità. La situazione delle vittime di violenza domestica è peggiorata poiché la società civile, piegata dall’emergenza Covid-19, si è vista estremamente limitata nel fornire servizi e risorse alle donne bisognose. I servizi giudiziari, di polizia e sanitari, che sono i primi soccorritori in tal senso, sono stati sopraffatti e costretti a rivedere le loro priorità. Così, nonostante i dispositivi di aiuto online messi in atto, sono state diverse le donne a ritrovarsi progressivamente isolate dalle persone e dalle risorse che avrebbero potuto aiutarle.

Sicuramente quest’emergenza sanitaria ha esacerbato un problema, già presente. Questa, però, potrebbe rappresentare un’occasione per i Paesi dell’Unione Europea, e non solo, per prendere misure al fine di arginare tale fenomeno. In particolare, soprattutto nel caso in cui si dovesse verificare una nuova situazione di emergenza, sarebbe opportuno espandere la capacità delle case rifugio per le vittime di violenza convertendo a tale scopo strutture inutilizzate o spazi dimessi. Inoltre, sarebbe altrettanto importante che tutte le donne possano avere il diritto di accedere alle strutture di protezione e quindi di segnalare gli abusi senza essere scoperte dai partner, ad esempio in negozi di alimentari o farmacie. Infine, rimane di prioritaria importanza continuare a intensificare le campagne di sensibilizzazione riguardo alla tematica, sia nei confronti delle donne che degli uomini a casa.

Women, U. N. (2020). Policy brief: The impact of COVID-19 on women. New York (NY): United Nations.

https://www.who.int/health-topics/violence-against-women#tab=tab_1

https://eige.europa.eu/gender-statistics/dgs/data-talks/eu-inching-towards-comparable-data-intimate-partner-violence

https://www.europeandatajournalism.eu/ita/Notizie/Data-news/Femminicidio-in-Europa-un-confronto-tra-paesi


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  • L'Autore

    Licia Signoroni

    Licia Signoroni ha 23 anni e vive a Palazzolo sull’Oglio, città in provincia di Brescia.

    Tre anni fa si è trasferita a Bologna per intraprendere il corso di Laurea triennale in Scienze Politiche, Sociali e Relazioni Internazionali. Dopo avere trascorso l’ultimo anno di studi presso l’istituto di studi politici “Sciences Po Lille”, ha deciso di iscriversi presso il corso di Laurea magistrale in Management dell’Economia Sociale, che sta attualmente frequentando.

    Le sue aree di interesse riguardano i diritti umani, con un focus sulla situazione della donna per quanto riguarda la sua condizione lavorativa in ambito internazionale.

    Licia Signoroni is 23 years old and she lives in Palazzolo sull'Oglio, a city in the province of Brescia.

    She moved to Bologna three years ago to undertake the bachelor’s degree in Political, Social and International Relations. After having spent the last year of studies at the institute of political studies "Sciences Po Lille", she decided to enrol in the Master’s degree in Management of Social Economy, which she is currently attending.

    Her areas of interest concern human rights, with a focus on the situation of women with regard to their working conditions from an international perspective.

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Dal Mondo Europa Temi Diritti Umani


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#violenza #domestica #covid19 #europa

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