background

Si apre la stagione autunnale delle Relazioni Internazionali

Framing The World: edizione XLIII

Le ultime settimane sono state caratterizzate da importanti dibattiti e annunci in seno all'Unione Europea e alle Nazioni Unite, in occasione della 75esima sessione dell'Assemblea Generale. Lo stato della pandemia, la ricerca del vaccino, le migrazioni, le disuguaglianze e i diritti sono i temi caldi. Sono state inoltre settimane di fermento in Medio Oriente così come in Asia, tra le tensioni tra le due Coree e la Cina che sembra cambiare rotta sul tema dello sviluppo sostenibile. Intanto, gli Stati Uniti vedono avvicinarsi le elezioni presidenziali mentre conducono esercitazioni militari in europa centro-orientale, dove nuove unioni politiche stanno nascendo.

Il resto è tutto da scoprire in questo nuovo numero di Framing the World!

DIRITTI UMANI

Venezuela, le prove dei crimini contro l’umanità. Il 16 settembre 2020, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto di 411 pagine contenente i risultati dettagliati della missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti sulla Repubblica Bolivariana del Venezuela. La missione era stata istituita con la Risoluzione 42/25 del 27 settembre 2019 al fine di “indagare su esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, torture e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti dal 2014 al fine di imputare la piena responsabilità agli autori e garantire giustizia per le vittime”. Il rapporto attribuisce la diretta responsabilità alle alte autorità dello Stato, compreso il capo di Stato e ritiene la magistratura altrettanto responsabile degli arresti arbitrari e del diniego di giustizia verso le vittime.

(Sara Squadrani)

Siria, accusa di tortura dai Paesi Bassi. Il 18 settembre 2020, il governo siriano ha ricevuto una nota diplomatica dai Paesi Bassi recante la denuncia della Siria come responsabile di gravi violazioni dei diritti umani e di violazione del divieto assoluto di tortura, invocando il diritto internazionale e la convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984. Nell’ultimo decennio circa 200.000 civili sono morti nel conflitto in Siria, 100.000 sono i dispersi, 5.5 milioni hanno lasciato il paese. Dopo numerosi veti apposti dalla Russia e dalla Cina nel Consiglio di Sicurezza ONU per condannare i crimini commessi contro la popolazione siriana, i Paesi Bassi chiedono una risoluzione politica del caso attraverso negoziazioni, altrimenti sarà invocato l’arbitrato o il ricorso ad un tribunale internazionale.

(Sara Squadrani)

Camerun, instabilità politica e repressioni. In Camerun le manifestazioni – come conferma Human Rights Watch – sono state vietare dall’autorità locale nonostante il partito di opposizione, Cameroon Renaissance Movement avesse a più riprese invitato la popolazione a manifestare per le elezioni regionali. Il Ministro dell'Amministrazione Territoriale Paul Atanga Nji, ha dichiarato che tutte le manifestazioni sarebbero state interrotte se non autorizzate e che i manifestanti sarebbero stati arrestati giustificando queste decisioni con il timore di focolai di Covid-19. Il direttore di HRW per l’Africa Centrale ha dichiarato che “questi passaggi sono un tentativo sottilmente velato da parte del governo camerunense di utilizzare la pandemia Covid-19 e la legge anti-terrorismo come pretesto per reprimere il diritto di unirsi”.

(Federico Brignacca)

Bielorussia, continuano gli abusi della polizia. Mentre i riflettori mediatici mondiali sulla Bielorussia si sono spenti, nel Paese ancora continuano le denunce di percosse, trattamenti inumani e minacce di abusi sessuali nei confronti della polizia. Non sono infatti sporadici gli arresti che spesso, anche pubblicamente, sono accompagnati da veri e propri atti di violenza. Un giovane di 21 anni, di Minsk, mentre stava guardando il suo telefono è stato arrestato dopo che un poliziotto gli ha rotto il naso; non diversa la storia di un altro giovane che mentre manifestava a Minsk ha subito atti di violenza sulla zona dove era da poco stato operato, costringendo inevitabilmente anche la polizia a dover chiamare l’ambulanza. L’OSCE, a seguito delle numerose denunce, ha inviato degli esperti per indagare sugli abusi.

(Federico Brignacca)

Kazakistan, abolita la pena di morte. Un nuovo ed importante tassello per i diritti umani che, attraverso la firma del Secondo protocollo aggiuntivo al Patto internazionale sui diritti civili, il 24 settembre ha decretato ufficialmente l’abolizione della pena di morte in Kazakistan. Risale al 2003 l’ultima condanna di morte, anno in cui un decreto presidenziale aveva già istituito una moratoria in materia. Successivamente nel 2007, la pena capitale era stata ridotta agli atti di terrorismo e ai reati gravi di guerra, con un emendamento alla Costituzione. Pertanto, dopo vari e graduali passi verso l’abolizione della pena di morte, il Kazakistan diventa il 107º Paese ad averla completamente abolita.

(Chiara Scuderi)

Afghanistan, i diritti delle donne alla nascita di un figlio. Il presidente dell’Afghanistan ha firmato una legge che, per la prima volta, include i nomi delle madri sui certificati di nascita dei loro figli e sulle carta d’identità. Una grande vittoria per le donne e per le attiviste afghane che sui social media hanno utilizzato l'hashtag #WhereIsMyName. Inoltre, la riforma avrà grandi risvolti sulla vita delle donne che potranno ottenere istruzione, assistenza sanitaria e richiedere il passaporto per poter viaggiare insieme ai figli. Infine, sarà una riforma particolarmente significativa per le donne divorziate, separate, vedove e coloro che soffrono di violenza domestica. In definitiva, questa legge mette fine al concetto che i figli sono di proprietà del padre e che le donne non dovrebbero esistere nella vita pubblica.

(Chiara Scuderi)

Sara Squadrani, Chiara Scuderi, Federico Brignacca


ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Settembre, un mese di ribassi. Continua il momento negativo dei mercati azionari, che si avviano a chiudere settembre con cali superiori all’8%, nonostante i buoni dati sulla ripresa economica provenienti dalle maggiori economie globali (l’OECD ha rivisto il pil 2020 da -6% a -4.5%) e l’ottimismo sullo sviluppo di un vaccino per il COVID. Il mese di settembre in un anno elettorale (per gli USA) è storicamente un mese “debole”, ma quest’anno si fanno sentire anche degli elementi di disturbo specifici per alcuni settori (vedi indagine sulle banche) ed altri di incertezza geopolitica, come l’altalena nei rapporti con la Cina e la Brexit. Si registra in particolare una spiccata volatilità, sia intra- che inter-giornaliera: un sintomo del nervosismo degli investitori, pronti a spostare i propri capitali tra le diverse classi di asset al minimo segnale di pericolo.

Banche, un grosso problema. Un report dell’International Consortium of Investigative Journalists, già autore dei Panama Papers, ha rivelato che alcune delle più grandi banche mondiali come Deutsche Bank e JP Morgan non hanno intrapreso le misure richieste loro dalle normative antiriciclaggio e di contrasto alla criminalità. I giornalisti hanno identificato più di 2100 transazioni sospette per un valore di oltre $2 trilioni, identificate dalle stesse banche in documenti chiamati SAR (Suspicious activity report). Il problema sorge nel momento in cui le banche non hanno bloccato queste transazioni (atto non richiesto per legge), ma soprattutto a causa del ritardo nella compilazione dei SAR, che da regolamento deve avvenire entro 60 giorni ma che per le transazioni in questione è avvenuta con un ritardo (mediana) di 166 giorni.

M&A, periodo frenetico. La settimana centrale di settembre è stata un periodo molto attivo per le attività di acquisizione e fusione (M&A), nonostante l’incertezza sulle prospettive economiche. NVIDIA, azienda leader nella produzione di schede grafiche, ha annunciato l’intenzione di acquistare Arm Holdings, un’azienda che progetta l’architettura chip utilizzata in quasi tutti gli smartphone, per una cifra vicina ai $40 miliardi: un piano che però è soggetto all’approvazione degli organi antitrust europei, americani e asiatici. Gilead Sciences, azienda biofarmaceutica nota ai più per lo sviluppo di uno dei vaccini COVID, ha iniziato l’acquisizione di Immunomedics, società che porta in dote un farmaco anticancro di ultima generazione e valutata $21 miliardi. Accordi più “piccoli” ma non meno rilevanti sono quelli tra Microsoft e ZeniMax Media (uno sviluppatore di videogiochi, concluso per $7.5 miliardi) e di Verizon con TracFone (il più grande rivenditore di servizi telefonici negli USA, valutato 7 miliardi).

IPO, un “fiocco di neve” nella storia. Mentre è in programma per mercoledì 30 la quotazione più attesa dell’anno, quella di Palantir (valore stimato $22 miliardi), un'IPO meno celebrata entra nella storia come la più grande quotazione di sempre per una società software. Snowflake, un software database company, si quota a Wall Street con un valore di $68 miliardi ed un prezzo di $245/azione, in fortissimo rialzo rispetto ad un prezzo iniziale fissato in $120/azione, con un assesto successivo sui $230. L’interesse degli investitori è dovuto al fatto che il mercato della gestione dei dati vale già $55 miliardi ed è in continua crescita, e il fatto che la società non abbia ancora registrato un profitto viene controbilanciato dal vantaggio competitivo nei confronti dei leader di mercato come Oracle, ovvero l’offerta di questi servizi tramite cloud e la possibilità di scalarne l’offerta a seconda delle necessità.

Nikola, start up innovativa o truffa? La credibilità dei piani di Nikola, la startup che mira a produrre camion elettrici e ad idrogeno, è stata affondata da un dossier pubblicato da Hindenburg Research, un venditore allo scoperto dell’azienda, che dimostra come quest’ultima non possieda tecnologie proprietarie e che non sia altro che un assemblatore di prodotti (batterie, motori) altrui. Inoltre, il dossier rivela che lo spot pubblicitario è stato filmato con un mezzo privo di motore spinto lungo una lieve discesa. La difesa dell’azienda (“non è una truffa perché non abbiamo mai detto che i mezzi fossero dotati di trazione propria”) non convince gli investitori (-40% in pochi giorni), e, dopo l’avvio di un’indagine da parte del Dipartimento di Giustizia e della SEC, il presidente Trevor Milton ha rassegnato le proprie dimissioni.

TikTok, regna la confusione. La situazione intorno all’app è sempre più nebulosa. Il fallimento delle trattative con Microsoft ha lasciato campo libero all’accordo con Oracle e Walmart, un compromesso ‘benedetto’ inizialmente anche dal presidente Trump. Tuttavia, Oracle e ByteDance hanno visioni opposte in merito al contenuto dell’accordo: Oracle e Walmart hanno dichiarato che possiederanno il 20% della nuova società che controllerà il social negli USA (TikTok Global), con pieno controllo sul codice e sull’algoritmo dell’app, e che la maggioranza della società sarà in mani americane; ByteDance sostiene invece che manterrà l’80% delle azioni e che non ci saranno trasferimenti tecnologici verso gli USA. Nell’attesa di un chiarimento, un giudice federale ha chiesto all’Amministrazione di posporre l’entrata in vigore del decreto che proibiva nuovi download dell’app a partire da domenica 27.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB SAHARIANA

Energia, previsioni in chiaroscuro per l’Africa. La crisi scatenata dal Coronavirus ha portato a una forte contrazione dei Prodotti Nazionali Lordi; in numerosi casi, inoltre, essa si è sommata a una già difficile condizione economica per i Paesi esportatori di materie prime come il petrolio grezzo, a causa di un basso livello dei prezzi. Secondo un sondaggio di Africa Business, rivolto a 176 professionisti ed esperti del settore, più del 50% delle attività energetiche verrà colpito. Tuttavia, non cessano gli ottimismi: l’82% degli intervistati ritiene che l’attrattività dell’Africa per gli investimenti nel settore energetico (anche rinnovabile) rimarrà elevata.

Gli effetti del Coronavirus sul continente. La Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo ha affermato, ancora una volta, che l'Africa si trova ad affrontare un maggiore rischio di impatti negativi derivanti dal Covid rispetto ad altre regioni del mondo. Inoltre, secondo la Global Off-Grid Lighting Association, il 50% delle aziende energetiche off-grid - che hanno avuto un ruolo chiave nel togliere milioni di africani dalla povertà - si trovano in gravi difficoltà finanziarie e potrebbero non sopravvivere. Sulla base delle previsioni di crescita, la Commissione economica per l'Africa delle Nazioni Unite stima che tra i 5 e i 29 milioni di persone potrebbero ricadere in condizioni di estrema povertà.

I Paesi Africani fanno fronte comune. Durante il dibattito della 75esima Assemblea Generale i leader degli Stati Africani hanno espresso la necessità di ricevere 100 miliardi ogni anno per i prossimi tre anni al fine di fronteggiare le difficoltà dettate dalla crisi. Essi hanno anche richiesto moratorie sui debiti, la riforma delle istituzioni di governance economica (IMF e WB) e di alcuni organi delle Nazioni Unite come il Consiglio Economico e Sociale e il Consiglio di Sicurezza.

Togo, revisione del PIL. Il Paese, con capitale Lomé, ha rivisto l’anno base adoperato per il calcolo del Prodotto Interno Lordo, passando dal 1993 al 2008. Si tratta di una manovra molto particolare e che segue quella già attuata da Burkina Faso, Senegal, Niger e Costa d’Avorio. Attraverso questa operazione il PIL del Togo è aumentato del 36,5%, dal momento che la sostituzione dell’anno base ha permesso di tenere in considerazione delle modifiche intercorse nell’economia che non venivano precedentemente contabilizzate perché non esistenti o non valorizzate correttamente, quali la blue economy, le attività informali, i servizi di telefonia. L’azione porta con sé degli effetti positivi: la riduzione del rapporto PIL/Debito (del 17%), maggior tasso di crescita annuale (+4,3%), maggior appetibilità del paese agli investimenti e una riduzione “meccanica” della pressione fiscale di 7 punti percentuali.

Marcello Alberizzi



AMERICA DEL NORD

Stati Uniti, la morte di Ruth Bader Ginsburg. La giudice della Corte Suprema USA è deceduta il 18 settembre, a 87 anni. Nominata nel ’93, sotto la Presidenza Bush, ha rappresentato un simbolo per i diritti delle donne e la sua successione ha implicazioni politiche non di poco conto nell’anno della campagna elettorale. Prima di morire, RBG aveva dichiarato la volontà che la nomina del nuovo giudice avvenisse dopo le elezioni del 3 novembre. Donald Trump, dal canto suo, ha annunciato di voler nominare il nuovo giudice – decisione che poi deve essere approvata dal Senato. Se ciò accadesse, la Corte Suprema avrebbe una maggioranza repubblicana di 6-3.

(Marta Annalisa Savino)

Canada, la seconda ondata del virus. Il Primo Ministro Trudeau ha annunciato che il Canada sta attraversando la seconda ondata. Ha promesso un piano ambizioso per una realtà senza precedenti. La nuova agenda include nuovi investimenti ed iniziative per supportare i canadesi “attraverso questa crisi fino a quando dura, a qualunque costo”. L’opposizione ha criticato il piano dei liberali perché “manca dell’impegno al vincolo fiscale”.

(Marta Annalisa Savino)

Messico, gli accordi per il vaccino anti COVID-19. Lo scorso venerdì il Paese ha annunciato il suo ingresso nella piattaforma Covax dell'OMS che cerca di garantire l'accesso ai vaccini contro il COVID-19. Firmato anche l’accordo tra il Fondo russo di investimenti diretti (RDIF) e la società farmaceutica messicana Landsteiner Scientific sulla fornitura al paese latino americano di 32 milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V. Tale accordo consisterà nella “fornitura di un lotto considerevole del vaccino Sputnik V al Messico, di conseguenza, circa il 25% della popolazione messicana avrà accesso a un vaccino efficace e sicuro”. Il governo messicano è in attesa dell’approvazione della Commissione federale per la protezione contro i rischi sanitari per iniziare, alla fine del 2020, i test del vaccino russo su mille volontari.

(Valeria Scuderi)

Marta Annalisa Savino e Valeria Scuderi



AMERICA DEL SUD

Argentina, la disoccupazione crescente e i rapporti diplomatici con la Russia. Il secondo semestre del 2020 si conferma nero per l’Argentina anche sul fronte dell’occupazione. I tre mesi coincidono con lo scoppio della pandemia e sono quelli di massima intensità delle misure di distanziamento sociale. A risentirne pesantemente anche il mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione nel periodo aprile-giugno è salito al 12,5%. Sul fronte diplomatico, la scorsa settimana i rappresentanti dei governi di Argentina e Russia hanno tenuto un incontro con l’obiettivo di promuovere il commercio tra i due paesi, oltre agli investimenti: durante la seduta si è discusso dell’accesso ai mercati e della cooperazione in diversi settori, come il trasporto ferroviario, l’energia, i requisiti agroalimentari e sanitari, farmaceutici, doganali e bancari.

Bolivia, il ritiro di Jeanine Áñez alle elezioni presidenziali. Dopo la pubblicazione di un sondaggio elettorale, il Presidente ad interim boliviano, Jeanine Áñez, ha deciso di ritirare la sua candidatura alle elezioni generali che si terranno tra il 18 ottobre e il 29 novembre. Secondo Jeanine Áñez, l'America Latina ha due strade davanti a sé: “la via della libertà o quella dell'oppressione”. In particolare la Bolivia, secondo il Presidente, può prendere “un'altra strada, che si differenzia dal populismo, che rispetta il popolo e si basa sulla democrazia” e al contempo accusa proprio il populismo di tentare di sabotare le elezioni attraverso “mobilitazioni brutali e violente”.

Brasile, le misure economiche in tempo di pandemia. Il Presidente Bolsonaro ha aperto il dibattito della 75ª Assemblea Generale dell’ONU sottolineando come sia il COVID-19 che la disoccupazione debbano essere affrontate contemporaneamente e con la stessa responsabilità e accusa i media del suo Paese di “politicizzare il coronavirus” e di diffondere il panico tra la popolazione.”Gli slogan “

‘resta a casa’ e ‘ci occuperemo dell'economia più tardi’ hanno quasi causato il caos sociale nel Paese”, ha affermato Bolsonaro nel suo video messaggio. Secondo il Presidente, la pandemia avrebbe insegnato al mondo, infatti, l'importante lezione che la produzione di input economici e il settore farmaceutico non possono dipendere da poche nazioni.

Colombia, la pandemia come punto di svolta a un futuro sostenibile. Martedì scorso il Presidente Iván Duque all'Assemblea generale ONU ha parlato degli sforzi del suo governo per la protezione dell'ambiente e la lotta contro il cambiamento climatico e quello contro il traffico di droga. “Ora che cerchiamo di riattivare le nostre economie e la nostra vita produttiva, è necessario che la sostenibilità ambientale sia il punto d'incontro per la costruzione di un mondo più sostenibile e responsabile”, ha affermato il Presidente nel suo video messaggio, sottolineando come l’emergenza sanitaria abbia dimostrato la stretta relazione tra la salute umana e la salute degli ecosistemi, il cui declino mette a rischio la “nostra sopravvivenza”.

Cuba, l’imperialismo aggressivo del governo di Trump. Mentre nel Paese continuano i lavori sullo sviluppo di un vaccino, il blocco economico degli Stati Uniti si inasprisce sempre di più. Il leader cubano Díaz-Canel ha, quindi, denunciato il regime “marcatamente aggressivo e moralmente corrotto negli Stati Uniti” e richiesto la “democratizzazione” dell’ONU per rispondere efficacemente ai bisogni e alle aspirazioni dei popoli. “L'agognato diritto dell'umanità a vivere in pace e sicurezza, con giustizia e libertà, è costantemente minacciato”, ha affermato il leader; “più di 1,9 trilioni di dollari vengono oggi sperperati in una corsa agli armamenti senza senso, basata sulla politica aggressiva e bellicosa dell'imperialismo, il cui massimo esponente è l'attuale governo degli Stati Uniti, responsabile del 38% della spesa militare globale”.

Venezuela, la partecipazione della UE nelle prossime elezioni legislative. Josep Borrell, Alto Rappresentante dell'Unione Europea, ha dichiarato che continuerà a lavorare “per una soluzione negoziata per il Venezuela” poche ore dopo il devastante rapporto della Missione dell’ONU, che indica direttamente Nicolás Maduro come responsabile dei crimini contro l'umanità. “Solo cambiamenti importanti nelle condizioni e nel calendario potrebbero consentire lo spiegamento di una missione di osservazione elettorale della UE”, ha concluso Borrell, facendo sempre più pressione su Caracas per ritardare le elezioni previste per il prossimo 6 dicembre. La risposta di Maduro è stata quella di esortare la UE a inviare una commissione nel Paese per osservare “in privato” le elezioni legislative.

Valeria Scuderi



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, il presidente Xi annuncia il 2060 come scadenza per la neutralità del carbonio. Parlando all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 22 settembre, il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto una “rivoluzione verde” e ha detto che il paese aumenterà i suoi obiettivi nell'ambito dell'Accordo di Parigi sul clima. Xi ha detto che la Cina mira a raggiungere il picco di emissioni di carbonio entro la fine del decennio e a conquistare la neutralità del carbonio in 40 anni. È la prima volta che la Cina emette piani concreti per avvicinarsi all'obiettivo di zero emissioni nette di anidride carbonica. “La Cina aumenterà i suoi Intenzionati contributi nazionali adottando politiche e misure più vigorose”, ha detto Xi. “Invitiamo tutti i Paesi a perseguire uno sviluppo innovativo, coordinato, verde e aperto per tutti”. Il Paese è anche leader mondiale nelle energie rinnovabili e negli ultimi anni ha assunto una posizione pubblica più forte sull'azione per il clima.

(Andrea Angelo Coldani)

Taiwan, Taipei attualmente non cerca di stabilire legami formali con gli Stati Uniti. Nonostante un significativo miglioramento delle relazioni tra le due parti, ad ora Taiwan non sta cercando di instaurare legami formali con gli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri Joseph Wu (吳釗燮) in un'intervista pubblicata il 22 settembre. Ci sono stati “enormi progressi” nelle relazioni tra Taiwan e gli Stati Uniti, ha detto, riferendosi apparentemente alle visite a Taiwan del Segretario di Stato per la Salute e i Servizi Umani, Alex Azar, nello scorso mese, così come alla visita del Sottosegretario di Stato per la crescita economica, l'energia e l'ambiente, Keith Krach, la scorsa settimana. Questi ultimi sono i funzionari statunitensi di più alto rango a recarsi a Taiwan da quando Washington ha spostato ufficialmente l'alleanza diplomatica da Taipei a Pechino nel 1979.

(Andrea Angelo Coldani)

Giappone: il Partito Liberale Democratico ha scelto Yoshihide Suga come nuovo Premier. Nessuno si aspettava che Shinzo Abe, conosciuto come il premier più longevo nella storia della politica giapponese, desse le dimissioni a fine agosto per motivi di salute. Il 16 settembre 2020 Yoshide Suga è stato scelto dal Partito Liberale Democratico come nuovo Premier. Il neoeletto premier settantunenne ha alle spalle anni di lavoro come integerrimo capo di gabinetto e fedele segretario di Shinzo Abe. Nel suo discorso di insediamento ha affermato la sua volontà di porsi in continuità con il suo predecessore, portando avanti le politiche già in essere, senza alterare totalmente la composizione dell’esecutivo. Sui giornali si parla di “Suganomics” come continuazione delle precedenti politiche fiscali e monetarie, note come “Abenomics”. Il ruolo precedentemente ricoperto da Suga quello di capo di gabinetto verrà assegnato a Katsunobu Katu, che ha recentemente ricoperto la carica di ministro della salute.

(Lydia Milly Certa)

Corea del Sud, il colloquio con il Giappone e il ritorno a scuola. Il presidente sudcoreano Moon Jae-In ha preso parte questa settimana al primo colloquio telefonico con il neo premier giapponese Yoshihide Suga, il quale ha invitato Seul a migliorare le relazioni tra i due paesi. Secondo il primo ministro giapponese, infatti, la cooperazione tra il Giappone e la Corea del Sud, come quella tra entrambi i paesi e gli Stati Uniti, è fondamentale per scongiurare ogni minaccia da parte della Corea del Nord. Dopo essere state chiuse per quasi un mese a causa del picco di infezioni di Covid-19 di agosto, le scuole di Seul e di alcune zone vicine alla capitale hanno finalmente riaperto. Tuttavia, gli studenti seguono parte delle lezioni online per evitare una nuova crescita di casi.

(Margherita Camurri)

Corea del Nord, si riaccendono le tensioni tra le due coree. La Corea del Sud ha accusato la Corea del Nord di aver ucciso un funzionario sudcoreano, che lavorava per il Ministero degli Oceani e della Pesca. Il funzionario 47enne, infatti, sembra essere scomparso mentre svolgeva un’ispezione a sud del confine marittimo tra i due paesi. Il Ministero della Difesa di Seul ha annunciato che i nordcoreani hanno “intercettato l’uomo e commesso un atto di brutalità, uccidendolo a colpi d’arma da fuoco e bruciando il suo corpo”. Inoltre, il Ministero della Difesa ha esortato Pyongyang a dare una spiegazione e ad adoperare le misure necessarie contro i colpevoli.

(Margherita Camurri)

Margherita Camurri, Lydia Milly Certa e Andrea Angelo Coldani


EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Unione Europea, svolta sui migranti? La Commissione von der Leyen ha presentato un primo piano per il superamento di Dublino in materia di immigrazione. La Presidente ha più volte ribadito la necessità di una revisione del precedente Regolamento che scaricava tutte le responsabilità sui Paesi direttamente investiti dalle rotte migratorie. Nel nuovo piano si parla di una gestione comune del fenomeno con un meccanismo di solidarietà che prevedere ricollocamenti o rimpatri sponsorizzati. L’idea è quella di velocizzare tutto il processo che comprende la valutazione della richiesta d’asilo e il respingimento, stringendo accordi con i Paesi di origine. Il percorso avviato da von der Leyen è in salita. Alcuni Paesi hanno già fatto sapere di non essere d’accordo con il Piano presentato, mentre il governo italiano lo ritiene al di sotto delle aspettative.

Unione Europea, alta tensione con Minsk. Bruxelles non ha apprezzato la mossa di Lukashenko di inaugurare il nuovo mandato a seguito dei risultati delle elezioni. La cerimonia si è svolta abbastanza lontano dai riflettori, ma l’Alto Rappresentante Borrell ha dichiarato che l’UE non riconosce l’insediamento del governo e chiede di indire nuove elezioni pienamente democratiche. La politica europea nei confronti di Minsk rimane ferma sulle proprie posizioni, soprattutto dopo che i leader delle opposizioni hanno internazionalizzato la crisi, cercando un appoggio esterno per le proprie rivendicazioni. Quanto sarà disposta Bruxelles a difendere la democrazia in un Paese ormai straziato dalle divisioni?

Grecia, continua la tensione con la Turchia. Il Mediterraneo è tornato ad essere protagonista della politica internazionale non solo per le rotte migratorie. I recenti contrasti sui giacimenti nel Mediterraneo e gli incidenti alla frontiera fra Ankara e Atene complicano una situazione già di per sé difficile. Il governo greco ha deciso di proseguire con l’acquisto di armi e un rinforzo dei fondi per la Difesa. Principale sponsor di questa operazione sarà il governo francese che venderà ad Atene caccia e altro materiale bellico. La mossa di Parigi è importante sia da un punto di vista strategico sia da un punto di vista economico. L’Unione Europea chiede una de-escalation e la ricerca di una soluzione diplomatica, considerando che entrambi i Paesi sono membri della NATO.

Italia, i risultati delle elezioni e del referendum. Il governo italiano può tirare un sospiro di sollievo dopo i risultati delle elezioni del 20-21 settembre. Il referendum sul taglio dei parlamentari ha visto prevalere nettamente il sì, garantendo almeno una vittoria al M5S che, al contrario, ha ottenuto dei pessimi risultati alle elezioni regionali. Il Partito Democratico è riuscito a mantenere la Toscana, la Puglia e la Campania, nonostante i sondaggi nelle prime due indicassero l’opposto. Esce indebolita la Lega di Salvini che non è riuscita a raggiungere gli obiettivi che si era prefissata. Si parla già di una possibile messa in discussione della leadership leghista all’interno del centrodestra. Il governo giallorosso può adesso concentrarsi sulla partita del Recovery Fund, ben più importante delle elezioni amministrative.

Unione Europea, lo Stato dell’Unione. La Presidente von der Leyen ha pronunciato il suo discorso sullo Stato dell’Unione, riflettendo sul momento storico che l’UE sta attraversando. Il Coronavirus ha evidenziato le debolezze nazionali e l’importanza della solidarietà europea. Fra le ambizioni di von der Leyen c’è quella di rafforzare l’integrazione in ambito sanitario per far fronte ad una nuova emergenza. Ha parlato anche di un’agenzia di ricerca comune in ambito biomedico per far fronte ad eventuali minacce, non solo naturali. Un altro punto importante è stato sicuramente il salario minimo europeo, una misura che potrebbe aiutare a combattere le pratiche di dumping, ma di difficile realizzazione. Infine, von der Leyen ha posto molta attenzione alla tematica ambientale, rilanciando la proposta di una riduzione delle emissioni continentali del 55% entro il 2030.

Leonardo Cherici



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Il retroscena della “unione politica” tra Russia e Bielorussia. Le recenti proteste che hanno invaso la città di Minsk contro il regime di Lukashenko hanno portato il Presidente bielorusso a incontrarsi con Vladimir Putin, come noto dalle diffuse immagini di un incontro bilaterale tra i due leader. Ormai non è più un segreto che Mosca abbia mobilitato mezzi e risorse per intervenire a supporto del suo “alleato europeo” per non perdere un territorio amico, sebbene i riflettori internazionali fossero proprio puntati nella sua direzione per paura di una nuova Crimea. Non è arduo comprendere che la Bielorussia, senza il supporto di Mosca, sarebbe rimasta isolata sulla scena internazionale, con i susseguenti rischi di un destino più incerto per il futuro del nuovo mandato di Lukashenko, inaugurato il 23 settembre in segreto. Grazie alla presenza chiave russa, Lukashenko, dopo alcuni trascorsi infelici in materia di rapporti economici con Mosca, ha dimostrato che la Russia può di nuovo contare sul suo appoggio per non perdere influenza negli affari europei, sancendo l’avvento di una rinnovata “unione politica”.

Ucraina, esercitazioni militari congiunte per lo sviluppo di relazioni strategiche. Continua il supporto statunitense allo sviluppo delle capacità tattiche e strategiche dell’Ucraina in materia di difesa. Il 23 settembre si sono tenute delle esercitazioni militari aeree che hanno visto unità americane e ucraine volare sopra lo stesso territorio, ovvero la città di Kyiv. Queste operazioni congiunte si inquadrano nel contesto più ampio di apprendimento di determinate capacità operative da parte dell’Ucraina, le quali possano consentire un suo successivo ingresso all’interno della NATO e di coordinarsi efficacemente con gli alleati presenti sul territorio. Inoltre, l’esercitazione, supervisionata dalle forze aeree statunitensi, è stata organizzata nello stesso periodo di altre operazioni militari condotte, tuttavia, da uno schieramento opposto. Infatti, Russia, Cina, Iran, Armenia, Myanmar, Bielorussia e Pakistan si stanno impegnando per svolgere una sorprendente campagna di addestramento congiunto, lanciando un forte segnale agli Stati Uniti e alla NATO sulla loro cooperazione rafforzata anche in ambito militare.

Andrea Maria Vassallo



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Turchia, acque calme fuori, venti pericolosi dentro. È ancora il braccio di ferro nel Mediterraneo con Grecia e UE a tenere banco. Certamente la voce di Trump e i convenevoli di rito all’apertura dell’Assemblea Generale ONU hanno favorito la distensione, ma questa volta un velo di cauto ottimismo lascia sperare a un cambio di passo. Il Primo ministro greco Mitsotakis, pur ribadendo le accuse per l’aggressività di Ankara, si è detto ottimista “per una soluzione diplomatica e per la costruzione di una nuova partnership oltre la rivalità storica”. Anche Erdoğan ha parlato di “priorità per un dialogo sincero”. Tuttavia, ha anche ribadito che la Turchia non tollererà “alcuna imposizione dall’esterno e non equamente basata sul diritto internazionale”. In molti credono la necessità di placare le acque esterne sia generata dai pericolosi venti interni: da una moneta che regge ora solo grazie a delicate politiche espansive all’ulteriore stretta sulle voci di opposizione, l’AKP dovrà continuare a destreggiarsi con un equilibrismo sempre più assottigliato.

(Samuele Abrami)

Siria, a volte ritornano. Dopo una serie di incidenti tra mezzi militari statunitensi e russi, Washington ha intensificato la propria presenza militare in Siria. I funzionari americani hanno confermato il dispiegamento di sei veicoli da combattimento Bradley e circa 100 soldati per pattugliare il nord-est della Siria. Hanno poi dichiarato che “gli Stati Uniti non cercano conflitti con nessun'altra nazione, ma difenderanno le forze della coalizione se necessario”. Nessun riferimento esplicito alla Russia, ma questi rinforzi sono molto probabilmente un chiaro segnale alla Russia di aderire al processo di de-escalation reciproco e, a tutte le parti coinvolte, di evitare azioni pericolose e provocatorie. L’area rimane infatti soggetta a forte instabilità: la Turchia mantiene più che un avamposto con le sacche di ribelli, il governo di Assad tenta timidamente di avanzare e non vi è certezza che Mosca non possa prima o poi re-intervenire direttamente al suo fianco.

(Samuele Abrami)

Egitto, un’ondata di manifestazioni antigovernative. La decisione di demolire le “costruzioni illegali” a livello nazionale presa da Al-Sisi: questo il pretesto per l’inizio delle proteste del “venerdì di rabbia” che ormai da una settimana infiammano i centri urbani e le aree rurali egiziane. A sedare gli animi sono state schierate diverse squadre di polizia incaricate di ripristinare la sicurezza facendo disperdere i manifestanti. Durante la repressione di migliaia di manifestanti antigovernativi, diversi sono stati gli arresti e si registra almeno un morto. La pianificazione del dissenso è nata sui social media, dove sono convogliati sentimenti di delusione ed incertezza aggravati dalla precaria situazione socio economica del paese, aggravata dalla pandemia. Al contempo, il governo è impegnato nello sforzo di favorire il dialogo tra Israele e Palestina, insieme ai ministri degli Esteri di Francia. Germania e Giordania. Inoltre, ha avuto luogo a il Cairo la cerimonia istitutiva dell’East Mediterranean Gas Forum, il quale costituisce uno strumento di dialogo tra Italia, Egitto, Grecia, Cipro, Israele, Giordania e Autorità palestinese per valorizzare le risorse di gas del bacino del Levante.

(Federica Sulpizio)

Tunisia, aumentano i contagi da Covid-19 e le partenze per l’Europa. Negli ultimi giorni si è assistito ad un aumento generalizzato dei casi di contagio nel paese, con il ritorno in auge del timore di una carenza di posti nelle strutture ospedaliere. Come se non bastasse, il paese – governato dalla nuova squadra di Mechichi – sta assistendo ad un incremento delle partenze di cittadini tunisini che tentano di compiere il pericoloso viaggio della rotta mediterranea alla ricerca di migliori condizioni di vita. Parallelamente, il governo italiano e quello tunisino hanno stretto accordi per i rimpatri straordinari, resi ancor più urgenti da una recrudescenza della pandemia in entrambi i paesi. Secondo quanto deciso, un numero stimato di 500/600 persone ogni mese sarà rimpatriato con dei voli charter dall’Italia alla Tunisia; si tratta di una cifra certamente più significativa della precedente (80 persone a settimana).

(Federica Sulpizio)

Libia, verso la transizione? Successivamente alle dimissioni del governo di Tobruk, vertice politico della Cirenaica, anche il premier tripolino Serraj annuncia le proprie dimissioni entro la fine di ottobre. Nonostante il buon esito dei primi negoziati tra le parti libiche la situazione rimane fluida. Saleh, presidente del Parlamento di Tobruk ed Haftar, comandante del LNA, provano a ricomporre le proprie divergenze tramite la mediazione del presidente egiziano Al-Sisi. Inoltre, Haftar si trova in un impasse riguardo la riapertura dei pozzi petroliferi e della gestione delle esportazioni dopo il dietrofrónt imposto dall’Alto Consiglio di Stato e dalla Camera dei Rappresentanti di Tripoli. Continuano anche le reticenze al dialogo ed i ricatti nei confronti dell’Italia, sempre da parte del comandante del LNA, riguardo il pescatori italiani arrestati a 35 miglia di Bengasi.

(Michele Magistretti)

Israele, gli Accordi di Abramo e la conferma di un cambiamento. Con il reciproco riconoscimento e l’instaurazione di rapporti diplomatici tra Israele, Emirati e Bahrain il Medio Oriente vede sancita ufficialmente la nuova linea di demarcazione tra fronti contrapposti. Dal punto di vista strategico l’accordo è da leggere in funzione anti-iraniana ed anti-turca. Tramite tale accordo Israele, con il benestare ed il supporto Usa, si pone come perno di un’alleanza regionale che mira a demolire l’influenza di Teheran, di Ankara e dei loro proxies. Dall’altra parte, le monarchie del Golfo si allineano definitivamente ad Israele ed all’Occidente per reperire le tecnologie di cui hanno estremo ed urgente bisogno per la propria transizione economica.

(Michele Magistretti)

Samuele Abrami, Federica Sulpizio e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Afghanistan, 19 civili morti nella prima settimana di colloqui di pace. La Commissione afghana indipendente per i diritti umani (AIHRC) ha fatto sapere che almeno 19 civili sono morti durante la prima settimana dei colloqui di pace (dal 12 al 19 settembre). A ciò, si aggiunge il bollettino del Ministero della Difesa afghano (del 22 settembre), che ha annunciato che le vittime civili sarebbero almeno 98 nelle ultime due settimane. I talebani hanno negato questi dati, accusando le truppe governative di aver alimentato le violenze e gli scontri. Nel frattempo, è aumentata anche la minaccia della branca locale dello Stato Islamico (IS-K). Questa ha di recente rialzato il tiro e sta puntando al reclutamento dei talebani scontenti del processo di pace in corso tra il loro movimento e il governo afghano.

(Vincenzo Battaglia)

Siria, USA uccidono un leader di al-Qaeda con un missile inusuale. Circa due settimane fa, gli Usa hanno colpito e ucciso nel nord-ovest siriano un leader di al-Qaeda. Se il fatto in sé non rappresenta certamente una novità, è particolare invece la modalità attraverso la quale è stato perpetrato il raid. Infatti, nell’attacco sarebbe stato utilizzato il missile Ninja Hellfire, la cui caratteristica è quella di non esplodere nell’impatto a terra, limitando così il numero di vittime tra i civili. L’arma è stata voluta da Obama proprio al fine di ridurre le perdite umane nei conflitti in Afghanistan, Yemen, Somalia, Pakistan e Siria. Il raid americano avrebbe ucciso il tunisino Sayyaf al-Tunsi, importante affiliato di Al Qaeda nonché leader del gruppo jihadista stanziato in Siria Hurras al-Din.

(Vincenzo Battaglia)

Parigi, attacco nei pressi dell’ex sede di Charlie Hebdo. Il 25 settembre, un uomo armato di coltello ha colpito due astanti, impiegati presso gli uffici dell’emittente Premiéres Lignes che in precedenza ospitavano la redazione della rivista satirica. I due sono stati gravemente feriti, ma non sarebbero in pericolo di vita. Il ministro dell’Interno francese ha indicato l’episodio come “atto di terrorismo islamista” e “attacco contro il nostro Paese”. La polizia ha arrestato poco dopo l’incidente un diciottenne di origine pakistana, non precedentemente noto all’intelligence come individuo radicalizzato. Durante un interrogatorio, l’uomo avrebbe confermato la propria responsabilità, dichiarando di aver agito in risposta alla decisione di Charlie Hebdo di ripubblicare le controverse vignette in occasione dell’apertura del processo contro 14 individui accusati di coinvolgimento negli attentati del 2015.

(Laura Morreale)

L’ISIS rivendica l’attentato in Niger del mese scorso. L’uccisione di otto operatori umanitari, due di nazionalità nigeriana e sei francese, avvenuta il 9 agosto, non era stata rivendicata da nessun gruppo fino al 17 settembre. La branca locale di al-Qaeda aveva, al contrario, negato responsabilità per gli eventi. La rivendicazione è apparsa sul canale di informazione al-Naba, legato all’ISIS, che aveva precedentemente riportato la notizia, senza attribuirne la responsabilità. Non è chiaro perché il gruppo abbia deciso di attendere più di un mese per rivendicare l’attacco, che viene ora presentato come un’azione volta a colpire la Francia. Contestualmente, il gruppo ha anche diffuso diverse notizie relative a scontri armati con al-Qaeda degli ultimi mesi.

(Laura Morreale)

Etiopia. Il leader dell’opposizione, Jawar Mohammed, accusato di terrorismo. I fatti di cui è imputato il leader del partito Oromo Federalist Congress risalgono al 30 giugno 2020, all’indomani dell’assassinio del cantante Hachalu Hundessa. Quest’ultimo, oltre ad essere popolare per i suoi brani, era noto in patria per il suo attivismo contro le discriminazioni subite dall’etnia oromo, della quale egli stesso era parte. La sua uccisione ha provocato una violentissima reazione da parte delle diverse fazioni oromo, le quali si sono riversate per le strade della capitale scagliandosi contro i “rivali” di etnia amhara, ritenuti responsabili dell’assassinio di Hundessa, il tutto dando vita a scene da vera e propria guerra civile. Secondo le autorità etiopi sarebbe proprio Jawar colui che si è prestato a fomentare le violente manifestazioni di piazza, strumentalizzando la morte dell’artista per destabilizzare la leadership del premier Abiy Ahmed.

(Davide Shahhosseini)

Davide Shahhosseini, Laura Morreale e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Assemblea Generale ONU, in corso i lavori della 75esima sessione. Una sessione che sarà ricordata per le insolite modalità: i capi dei governi di tutto il mondo sono intervenuti da remoto, tramite discorsi registrati. Al centro del dibattito generale, che si svolge dal 22 al 29 settembre, c’è ovviamente la pandemia con i suoi effetti sulla salute e sugli assetti socio-economici globali, costituendo una sfida per i governi e per la cooperazione multilaterale. Sono stati sollevati anche argomenti più “tradizionali”, come conflitti, tensioni politiche e diritti, nonché la questione del disarmo nucleare globale, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari che si tiene il 26 settembre.

(Laura Morreale)

OMS e altre organizzazioni internazionali contro la disinformazione sulla pandemia. L’appello, sostenuto da diverse agenzie legate all’ONU, l’IFRC e l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, è volto a promuovere la corretta informazione scientifica e combattere la disinformazione sul Covid-19. L’urgenza della questione è data, secondo gli interlocutori, dal visibile impatto negativo che la cattiva informazione ha avuto sulla salute, soprattutto dei più vulnerabili. Sono invitati ad agire in questo senso tanto i governi di tutto il mondo, quanto i media e le piattaforme di comunicazione. A questo proposito, l’ONU ha lanciato l’iniziativa “Verified”, che mira a sensibilizzare sull’impatto delle false notizie e a diffondere informazioni accurate in merito al settore sanitario.

(Laura Morreale)

OIL: preoccupazione per l’aumento delle disuguaglianze a causa della pandemia. La crisi sanitaria globale ha rappresentato per molti lavoratori in tutto il mondo la diminuzione o perdita del proprio reddito, a causa di riduzione degli orari di lavoro, inattività o disoccupazione. Secondo l’analisi dell’OIL, particolarmente colpiti dalle conseguenze economiche della pandemia sono i giovani e gli anziani, che troveranno più difficoltà a (re)inserirsi nel mercato del lavoro. Oltre ad aumentare le disuguaglianze sociali, la pandemia accentuerà ulteriormente il divario tra Nord e Sud del mondo: lo stimulus, cioè il tentativo da parte di un governo di stimolare l’attività economica tramite politiche fiscali e/o sussidi, dei Paesi ad alto reddito è significativamente maggiore rispetto a quello dei Paesi meno abbienti.

(Laura Morreale)

Nuovi dispersi nel Mediterraneo. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha comunicato che più di 20 migranti sono attualmente dispersi in mare, a seguito del capovolgimento della loro imbarcazione al largo delle coste libiche, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 settembre. La OIM ha comunicato che dall’inizio del 2020 quasi 600 persone sono morte nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Anche Amnesty International, in un suo report intitolato “Tra la vita e la morte”, ha evidenziato le violazioni dei diritti umani e gli abusi subiti da migranti e rifugiati che vengono riportati in Libia. Tale documento è stato pubblicato il giorno successivo alla proposta della Commissione Europea del “Nuovo Patto su Migrazione e Asilo”.

(Valeria Scuderi)

Georgia, organizzata una commissione di osservazione elettorale dell'OSCE. L'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE (ODIHR) ha aperto una missione di osservazione elettorale per le elezioni parlamentari del 31 ottobre in Georgia, su invito delle autorità georgiane. La missione sarà guidata dall'ambasciatrice Jillian Stirk e sarà composta da un nucleo di 13 esperti con sede a Tbilisi e 27 osservatori a lungo termine. Tale missione valuterà se le elezioni si svolgeranno in linea con gli impegni dell'OSCE e con altri obblighi e standard internazionali per le elezioni democratiche, nonché con la legislazione nazionale. Insieme alle delegazioni dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE e dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, la missione monitorerà i seggi elettorali, le votazioni, lo spoglio delle schede e la tabulazione dei risultati.

(Valeria Scuderi)

NATO. Dopo un confronto con il presidente turco Erdogan, giovedì 24 settembre, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, per discutere della questione del Mediterraneo orientale e dei futuri “colloqui esplorativi” tra Atene e Ankara. Stoltenberg ha voluto sottolineare l’importanza di risolvere la situazione “in uno spirito di solidarietà alleata e in conformità con il diritto internazionale”. Nel prossimo vertice straordinario dei leader dell’UE, previsto per l’1 e 2 ottobre a Bruxelles, verranno infatti trattati anche il tema del Mediterraneo orientale e i conseguenti diritti di sfruttamento delle risorse energetiche, nonché le eventuali sanzioni che i Paesi europei sono pronti a imporre alla Turchia.

(Valeria Scuderi)

Valeria Scuderi e Laura Morreale





Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Angelo Coldani: Asia ed Estremo Oriente

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Chiara Scuderi: Diritti umani

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Federico Brignacca: Diritti Umani

Laura Morreale: Terrorismo e Sicurezza Internazionale, Organizzazioni Internazionali

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Lydia Milly Certa: Asia ed Estremo Oriente

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana, Organizzazioni Internazionali

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Squadrani: Diritti Umani

Valeria Scuderi: America del Nord, America del Sud e Organizzazioni Internazionali

Vincenzo Battaglia: Medio Oriente e Nord Africa e Terrorismo e Sicurezza Internazionale


Condividi il post

  • L'Autore

    Redazione

Categorie

Dal Mondo Framing the World


Tag

Diritti umani Economia Internazionale finanza internazionale terrorismo internazionale sicurezza internazionale Asia America del Nord America del Sud Africa Organizzazioni internazionali

Potrebbero interessarti

Image

Framing The World, V Numero

Redazione
Image

Framing the World, Numero XVIf

Redazione
Image

Framing the World, Numero LV

Redazione
Accedi al tuo account di Mondo Internazionale
Password dimenticata? Recuperala qui